Colori e Mestieri delle Arti Multimediali. Incontro con Stefania Zuliani

La presenza dell’installazione. Strategie espositive e problemi di conservazione

L’incontro è indirizzato agli studenti della scuola di nuove tecnologie dell’arte, fotografia e video, pittura, didattica e comunicazione dell’arte, comunicazione e valorizzazione del patrimonio artistico contemporaneo.

Studiosa tra le più autorevoli in Italia sui temi del contemporaneo e del rapporto con i musei, Stefania Zuliani incontra gli studenti dell’Accademia di Belle Arti di Roma per affrontare, a partire dal suo ampio e articolato percorso teorico e pratico, le principali sfide poste dal linguaggio dell’installazione. Genere dai confini sempre instabili e dalla fenomenologia in continuo aggiornamento, l’installazione solleva questioni cruciali quando entra nelle dinamiche di collezioni e istituzioni.

Il suo carattere time e site specific rappresenta un elemento problematico sia dal punto di vista della conservazione che dell’esposizione: in che termini un’opera concepita per uno spazio e un momento specifici può essere riproposta in nuovi contesti? In che misura l’inevitabile obsolescenza delle materie e delle tecnologie incide sull’ontologia dell’opera? Quanto è vincolante il legato dell’artista rispetto alle esigenze del museo o del collezionista? Zuliani discuterà di questi temi attraverso l’analisi di alcuni casi di studio e qualche esempio relativo all’ultima Biennale di Venezia.

L’incontro con Stefania Zuliani è parte del ciclo di conferenze “Colori e mestieri nelle arti multimediali”, a cura di Elena Giulia Rossi per e con la Scuola di Nuove Tecnologie per l’Arte, con l’obiettivo di tracciare i vari aspetti – anche pratici- che la produzione multimediale comporta attraverso una pluralità di esperienze, grazie al coinvolgimento di artisti e studiosi, attivi in questo ambito con esperienza pluridecennale in Italia e all’estero.

Stefania Zuliani insegna Teoria della critica d’arte e Teoria del museo e delle esposizioni in età contemporanea all’Università di Salerno. Dal 2018 al 2024 è stata componente del comitato scientifico della Galleria Nazionale di Arte Moderna. Dal 2022 è direttrice scientifica della Fondazione Filiberto e Bianca Menna di Salerno per la quale ha curato numerose mostre e convegni. Ha al suo attivo oltre duecento pubblicazioni tra cui: Torna diverso. Una galleria di musei (Pistoia 2022) e Senza cornice. Spazi e tempi dell’istallazione (Roma 2015). Tra i volumi curati, Atelier d’artista. Gli spazi di creazione dell’arte dall’età moderna al presente (Milano 2014), Occasioni del tempo. La collezione Filiberto e Bianca Menna (con Antonello Tolve, Milano 2023) e Tomaso Binga Euforia (con Eva Fabbris e Lilou Vidal, Milano 2024). Collabora con “Alias”, inserto del Manifesto.

 

Ufficio Comunicazione dell’Accademia di Belle Arti di Roma
Coordinamento: Prof. Guglielmo Gigliotti g.gigliotti@abaroma.it
Collaborazione: Marianna Pontillo comunicazione@abaroma.it

Percorso d’arte a Vitorchiano

Il cammino del tempo: il peperino alchimia di una pietra

Terza edizione Dal 20 al 24 maggio 2026
Vitorchiano VT

La Scuola di Scultura dell’Accademia di Belle Arti di Roma, e il Comune di Vitorchiano, provincia di Viterbo, con il sostegno delle aziende estrattive del territorio, continuano il progetto dei percorsi d’arte nella natura e del simposio internazionale di Scultura su peperino, che avrà luogo da mercoledì 20 al 24 maggio 2026. Partecipano al workshop cinque studenti dell’Accademia di Belle Arti di Roma Yichi Zhou, Georgi Stefanov, Natalia Salucci, Davide Re, Giulia Montecchia, iscritti al corso di Scultura e Tecniche del marmo e delle pietre dure, tenuti dalla docente scultrice Oriana Impei. Partecipano inoltre gli allievi di Disegno, tenuto dal docente Eclario Barone.

L’evento prevede la mostra di arti visive, un workshop sulla scultura e un convegno con lectio magistralis nel quale partecipano: lo scultore, tutor e testimonial Emanuele Giannetti, docente di Tecniche del marmo e delle pietre dure dell’Accademia di Belle Arti di Bologna, che condurrà il workshop ed esporrà alcune sue opere nel complesso Sant’Agnese a Vitorchiano, e la storica e critica d’arte Francesca Tuscano, che curerà il testo critico dell’evento e, nella sala consiliare del Comune, parlerà di arte, dagli etruschi alle testimonianze storico culturali del luogo, con una lectio magistralis rivolta agli allievi e al pubblico.

La mostra dei bozzetti scultorei, di pittura, installazioni e disegno, al quale parteciperanno circa venti allievi, si terrà presso l’Auditorium Sant’Agnese, il Chiostro e il giardino del Complesso Sant’Agnese, con il patrocinio e collaborazione del Comune di Vitorchiano, l’associazione E.I.P.A.A. Odv.

L’iniziativa ha lo scopo di promuovere la valorizzazione del paesaggio, attraverso l’arte scultorea e la pietra vulcanica locale: il peperino. I blocchi di pietra e l’intera rassegna sono sponsorizzati da Il Peperino di Vitorchiano e della Tuscia. Le cinque sculture prenderanno forma durante il workshop/simposio di scultura e mostra che inizieranno dal 20 al 24 maggio 2026 e la mostra terminerà il 30 giugno 2026.

Sarà quindi possibile osservare dal vivo la realizzazione delle opere scultoree pubblicamente e direttamente in due luoghi caratteristici di Vitorchiano: presso Largo Padre Ettore Salimbeni Vitorchiano (VT), ai piedi del Moai, opere che verranno realizzate sui blocchi squadrati di peperino, messo a disposizione dalle aziende locali. L’altro luogo del Simposio, nel quale verranno scolpite le opere direttamente in loco, sui massi naturali di peperino è il percorso nella natura, che parte dal borgo di Vitorchiano e conduce alla Valle delle sculture.

Nel Cinquecento presso il Sacro Bosco del vicino borgo di Bomarzo, scultori dell’epoca diedero inizio al primo simposio, voluto da Vicino Orsini, che fece scolpire il peperino direttamente sul luogo. Gli allievi, facendo tesoro della storia e cultura del territorio, riprenderanno il cammino del tempo ispirandosi alla natura e al luogo ricco di storia.

Ufficio Comunicazione dell’Accademia di Belle Arti di Roma
Coordinamento: Prof. Guglielmo Gigliotti g.gigliotti@abaroma.it
Collaborazione: Marianna Pontillo comunicazione@abaroma.it

 

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CLUSTER. Symphony of Data

Il bosone di Higgs, tra luci e suoni nel progetto interdisciplinare che fa convergere arte, tecnologia e scienza in uno spazio sinergico

Sarà presentata al pubblico il 23 maggio, in occasione della Notte dei Musei 2026, presso la Galleria Accademia Contemporanea dell’Accademia di Belle Arti di Roma, CLUSTER. Symphony of Data, installazione di data visualization e data sonification firmata dall’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare insieme all’Accademia di Belle Arti di Roma nell’ambito di EAR – Enacting Artistic Research, progetto finanziato dall’Unione Europea – Next Generation EU.

Al centro dell’originale progetto – firmato dal fisico sperimentale delle particelle elementari Biagio Di Micco (Università degli Studi di Roma Tre e INFN), Cristian Rizzuti e Riccardo Torresi, e dagli studenti di Roma Tre e dell’Accademia di Belle Arti di Roma – i dati sperimentali del bosone di Higgs forniti dall’esperimento Atlas che opera all’acceleratore Large Hadron Collider presso il CERN di Ginevra.

CLUSTER. Symphony of Data invita il pubblico a partecipare ad una esperienza immersiva, generata grazie all’elaborazione e alla traduzione in tempo reale dei dati dell’esperimento Atlas.
Mostrati al pubblico attraverso una combinazione di laser, video-proiezioni e suoni generativi, eventi e valori numerici si trasformano in una composizione visivo-sonora in cui le collisioni subatomiche che producono il bosone di Higgs sono rappresentate su uno schermo che richiama idealmente una sezione di Atlas.

La coreografia di luce, forma e suono che ne risulta riflette la complessità e la bellezza della fisica delle particelle. Lo spettatore è coinvolto in un racconto audiovisivo che oscilla tra precisione scientifica e sensibilità artistica, tra ordine dei dati e caos delle interpretazioni sensoriali. Un laboratorio aperto, in cui arte e scienza si incontrano e collaborano attivamente nella costruzione di nuovi sguardi sul reale, valorizzando l’incontro tra competenze, sensibilità e linguaggi differenti.

A precedere l’inaugurazione dell’installazione, il 22 maggio alle ore 17.00, sarà l’incontro organizzato presso l’Aula Magna dedicata a Lea Mattarella dell’Accademia di via Ripetta, durante il quale il progetto sarà illustrato al pubblico dalla direttrice scientifica di EAR – Enacting Artistic Research, Beatrice Peria, e dalla coordinatrice del WP4 Dalma Frascarelli, oltre che dal team di autori di Cluster – Biagio Di Micco per la parte scientifica, Cristian Rizzuti, Riccardo Torresi e Julian Alvarez per la realizzazione artistica – che fornirà una contestualizzazione scientifica sulla fisica del bosone di Higgs, raccontando il percorso che ha portato alla sua restituzione artistica.

Informazioni pratiche
22-27 maggio 2026 CLUSTER. Symphony of Data
22 maggio, ore 17.00
Conferenza | Aula Magna “Lea Mattarella”
A seguire, visita all’installazione di data visualization e data sonification | Galleria Accademia Contemporanea
23 maggio, ore 19.00-23.00 | Galleria Accademia Contemporanea
In occasione della Notte europea dei Musei sarà possibile visitare l’installazione dalle 19.00 alle 23.00
25-27 maggio, ore 16.00-19.00 | Galleria Accademia Contemporanea
Visita all’installazione
Ingresso gratuito
Accademia di Belle Arti di Roma – via Ripetta, 222

Crediti
Progetto EAR – Enacting Artistic Research | Coordinatrice scientifica Beatrice Peria; Coordinatrice WP4 Dalma Frascarelli
CLUSTER. Symphony of Data
Coordinamento Elena Giulia Rossi; Supervisione Dalma Frascarelli – Accademia di Belle Arti di Roma
Progetto artistico-scientifico Cristian Rizzuti (ABARoma), Biagio Di Micco (Università degli Studi Roma Tre e INFN) Riccardo Torresi (media artist) e Julian Alvarez (sound artist), in collaborazione con i dottorandi Romano Orlandini (Università degli Studi Roma Tre e INFN), Federico Montereali (INFN).
Per l’Accademia di Belle Arti di Roma hanno partecipato al progetto gli studenti: Giovanni Pio Appoloni, Idea Carmosino, Federica Davide, Lidia De Nuzzo, Federico Tidei, Aurora Tittarelli.
Si ringraziano Mauro Iodice e Michela Biglietti (INFN)

The Higgs boson, through light and sound in an interdisciplinary project that brings together art, technology, and science within a synergistic space

It will be presented to the public on May 23, on the occasion of the Notte dei Musei 2026, at the Galleria Accademia Contemporanea of the Accademia di Belle Arti di Roma: CLUSTER. Symphony of Data, a data visualization and data sonification installation created by the Istituto Nazionale di Fisica Nucleare together with the Accademia di Belle Arti di Roma as part of EAR – Enacting Artistic Research, a project funded by the European Union – Next Generation EU.

At the core of this original project—developed by experimental particle physicist Biagio Di Micco (Università degli Studi di Roma Tre and INFN), Cristian Rizzuti and Riccardo Torresi, together with students from Roma Tre and the Accademia di Belle Arti di Roma—are the experimental data on the Higgs boson provided by the Atlas experiment, which operates at the Large Hadron Collider at CERN in Geneva.

CLUSTER. Symphony of Data invites the public to take part in an immersive experience generated through the real-time processing and translation of data from the Atlas experiment. Presented through a combination of lasers, video projections, and generative sound, events and numerical values are transformed into a visual and sonic composition in which the subatomic collisions that produce the Higgs boson are represented on a screen evoking a section of Atlas.

The resulting choreography of light, form, and sound reflects the complexity and beauty of particle physics. The viewer is drawn into an audiovisual narrative that oscillates between scientific precision and artistic sensitivity, between the order of data and the chaos of sensory interpretation. It is an open laboratory in which art and science meet and actively collaborate in shaping new ways of seeing reality, enhancing the encounter between different skills, sensibilities, and languages.

Preceding the inauguration of the installation, on May 22 at 5:00 PM, a public talk will be held in the Aula Magna dedicated to Lea Mattarella at the Academy on Via Ripetta. During this event, the project will be presented by the scientific director of EAR – Enacting Artistic Research, Beatrice Peria, and the WP4 coordinator Dalma Frascarelli, together with the team behind CLUSTER—Biagio Di Micco for the scientific component, and Cristian Rizzuti, Riccardo Torresi, and Julian Alvarez for the artistic realization—who will provide a scientific contextualization of Higgs boson physics and recount the process that led to its artistic interpretation.

Practical information
22–27 May 2026 – CLUSTER. Symphony of Data
May 22, 5:00 PM
Conference | Aula Magna “Lea Mattarella”
Followed by a visit to the data visualization and data sonification installation | Galleria Accademia Contemporanea
May 23, 7:00–11:00 PM | Galleria Accademia Contemporanea
On the occasion of the Notte europea dei Musei, the installation will be open to visitors from 7:00 PM to 11:00 PM
May 25–27, 4:00–7:00 PM | Galleria Accademia Contemporanea
Installation visits
Free admission
Accademia di Belle Arti di Roma – Via Ripetta, 222

Credits
EAR Project – Enacting Artistic Research | Scientific Coordinator Beatrice Peria; WP4 Coordinator Dalma Frascarelli
CLUSTER. Symphony of Data
Coordinated by Elena Giulia Rossi; Supervision by Dalma Frascarelli – Accademia di Belle Arti di Roma
Artistic-scientific project: Cristian Rizzuti (ABARoma), Biagio Di Micco (Università degli Studi Roma Tre and INFN), Riccardo Torresi (media artist), and Julian Alvarez (sound artist), in collaboration with doctoral students Romano Orlandini (Università degli Studi Roma Tre and INFN) and Federico Montereali (INFN).
The following students participated in the project for the Accademia di Belle Arti di Roma: Giovanni Pio Appoloni, Idea Carmosino, Federica Davide, Lidia De Nuzzo, Federico Tidei, and Aurora Tittarelli.
Thanks to Mauro Iodice and Michela Biglietti (INFN)

DA A AD A Nulla di ordinario / Nic zwyczajnego

Artisti in mostra: Maria Camilla Brandenburg, Serena Ciccone, Magdalena Doszla + Dawid Konopka + Maciej Powała, Stefa Gosiewsk, He Jiahao, Mahsa Khorshidsavar, Benjamin Menchetti, Moczulska Murawska, Domenico Mondelli, Matteo Rossi, Paco Sangrado, Mateusz Stańczak, Chiara Viviani, Marcin Zonenberg.

Mercoledì 13 maggio 2026, all’Istituto Polacco di Roma, inaugura la seconda edizione di DA A AD A. Nulla di ordinario / Nic zwyczajnego, progetto ideato da Alfredo Pirri e Sergio Sarra per l’Accademia di Belle Arti di Roma, in collaborazione con l’Istituto Polacco di Roma e curata da Ilaria Gianni, Greta Martina e Giuliana Paolino per IUNO.

La mostra si configura come un progetto collettivo che vede la partecipazione di nove artisti provenienti dalla Scuola di Pittura dell’Accademia di Belle Arti di Roma, in dialogo con cinque artisti e collettivi provenienti dallo Studio of Spatial Activities, coordinato da Mirosław Bałka e Katarzyna Krakowiak-Bałka, dell’Accademia di Belle Arti di Varsavia.

Nulla di ordinario / Nic zwyczajnego deriva dal titolo di una poesia di Wisława Szymborska, inserendosi in un contesto di riflessione italo-polacca che mette in relazione traduzione, compresenza linguistica e incontro tra culture. In questo quadro, la traduzione non è solo passaggio tra lingue, ma uno spazio di slittamento e ridefinizione del senso.

Il “nulla di ordinario” introduce una condizione di rovesciamento del quotidiano: ciò che appare familiare si sposta, perde stabilità e si apre a nuove possibilità di lettura. Come scrive Szymborska, «Il nulla si è davvero rovesciato all’incontrario», suggerendo una sospensione delle coordinate abituali e un’apertura verso l’inaspettato.

Le pratiche in mostra, che attraversano pittura, scultura, video, performance e fotografia, si muovono entro questa tensione: mondi alterati, sogni tradotti in immagini, ricordi rielaborati nel presente, immaginari riscritti. Le opere articolano spazi e oggetti che si sottraggono o si rivelano, in cui il macro diventa micro e viceversa, dove presenza e assenza coesistono, mentre finzione e realtà si sfiorano senza mai coincidere; il racconto oscilla cosìtra dimensione personale e orizzonte collettivo. Trasversalmente alle pratiche si osserva una trasformazione della memoria e del familiare, che investe tanto lo spazio domestico quanto quello esterno, generando slittamentipercettivi e narrativi.

Lungo il percorso della mostra emerge un’evidente tensione verso lo straordinario, inteso non come eccezione spettacolare ma come necessità: una modalità per orientarsi in una condizione di incertezza, un forma per interrogare la propria esperienza, spingendosi oltre i suoi confini tra vissuto, desiderato e temuto.

In questo senso, nulla è ordinario: ciò che appare dato è sempre traducibile, riconfigurabile, condivisibile, aperto a incontri e a dimensioni inattese.

Le artiste e gli artisti sono stati selezionati tramite open call ed è stata portata avanti dal team curatoriale di IUNO, composto da Ilaria Gianni, Greta Martina e Giuliana Paolino.

Istituto Polacco di Roma, via Vittoria Colonna 1, Roma, tel.: 06 36 000 723 – fax: 06 36 000 721
www.istitutopolacco.it | segreteria.roma@instytutpolski.pl | Fb @istituto polacco di roma | Ig Istituto_polacco_di_roma

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La scrittura critica come pratica di resistenza: conferenza di Maria Vittoria Pinotti

La critica nella dinamica artistica come azione poetica e vitale che resiste alle narrazioni dominanti

Introduce: Prof.ssa Elena Bellantoni, Tecniche Performative per le Arti Visive Coordinatrice Scuola Arte per la Terapia

Attualmente esistono diverse pratiche di resistenza contro i meccanismi preordinati del mondo dell’arte contemporanea, che spesso tendono a legittimare la presenza di alcuni curatori e artisti a discapito di altri. Tali meccanismi sono regolati da gallerie, circuiti di produzione, vendita e processi di valorizzazione in cui raramente si instaura una reale sinergia tra tutti gli attori coinvolti. In questo contesto, una delle pratiche di resistenza più significative è la scrittura critica. Essa, oltre a offrire un giudizio storicamente fondato e a individuare i nessi con la cultura di riferimento, deve proporre un punto di vista, ovvero un’interpretazione capace di aprire nuove possibilità di lettura. Per incidere davvero nella dinamica artistica, l’attività critica deve essere vitale, poetica, creativa, innovativa e non omologarsi ai giudizi standardizzati e alle narrazioni dominanti. Già nel 1846 Charles Baudelaire, recensendo il Salon di quell’anno, affermava parole che ancora oggi orientano il modo di intendere la scrittura come pratica di resistenza: «La critica deve essere parziale, appassionata, politica, cioè condotta da un punto di vista esclusivo, purché sia quello che apre il maggior numero di orizzonti».1 Alla luce di ciò, diventa allora necessario interrogarsi: quale ruolo ha oggi la scrittura critica dedicata all’arte? Con quali mezzi viene diffusa? Quali potenzialità esprime e, soprattutto, quali metodi d’indagine elabora per configurarsi davvero come forma di resistenza?

Maria Vittoria Pinotti è critica d’arte e membro di AICA (Association Internationale des Critiques d’Art). Attualmente collabora con gli uffici della Direzione Generale Belle Arti e del Paesaggio del Ministero della Cultura ed è coordinatrice dell’Archivio fotografico di Claudio Abate e Manager presso lo Studio di Elena Bellantoni. Scrive per le riviste Arte e Critica, ARTnews Italia, Espoarte, Exibart, Juliet e redige testi critici per gallerie d’arte con approfondimenti tematici dedicati alla pittura. Nel 2025 ha fondato per The Italian Art Guide la rubrica ‘Controcorrente’, attraverso la quale offre letture critiche inediti sull’arte contemporanea. Dal 2016 al 2023 ha rivestito il ruolo di Gallery Manager in uno spazio d’arte contemporanea nel centro storico di Roma. Ha lavorato con uffici ministeriali, quali il Segretariato Generale del Ministero della Cultura e l’Archivio Centrale dello Statooccupandosi del fondo archivistico di Palma Bucarelli.

L’immagine: L’opera di Enzo Cucchi, I piedi di Caravaggio solleva diverse questioni legate al modo in cui ogni forma espressiva, tra cui anche quella della scrittura, debba confrontarsi con la staticità, l’immobilità mentale, i dogmi e le  convenzioni che la società tende a consolidare. Nell’opera avviene un rovesciamento figurativo in cui i piedi (in questo caso quelli di Caravaggio) vengono collocati sopra una testa a indicare come, per ottenere una nuova visione, sia necessario capovolgere le consuetudini interpretative e percettive. In questa prospettiva anche la scrittura critica può essere considerata come una forma di resistenza, in opposizione al pensiero dominante e a qualsiasi forma di appiattimento dell’immaginazione.

In foto: Enzo Cucchi, I Piedi di Caravaggio, 1993, carboncino e resina su carta intelata, 277×514 cm

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Incursione ABARoma

Accademia di Belle Arti di Roma e MACRO – Museo di Arte Contemporanea di Roma

Incursione ABARoma è il progetto su cui gli studenti del Dipartimento di Comunicazione e Didattica dell’Arte dell’Accademia di Belle Arti di Roma hanno lavorato nel secondo semestre 2026, in collaborazione con il Laboratorio d’arte del MACRO – Museo di Arte Contemporanea di Roma.
Per due mesi le studentesse e gli studenti della scuola di Didattica e Comunicazione dell’Arte, coordinati dalla Prof.ssa Marta Silvi, docente di Management per l’Arte, insieme a Martina Isernia, cultrice della materia, in collaborazione con il Laboratorio d’arte del MACRO, hanno  lavorato intorno alla mostra UNAROMA, curata da Cristiana Perrella e Luca Lo Pinto, sviluppando itinerari tematici alternativi che possano invitare lo spettatore a intraprendere nuove letture e percorsi dello sguardo tra le opere esposte.
Come restituzione del progetto, giovedì 30 aprile dalle ore 17.00, in un evento gratuito aperto al pubblico, gli studenti accoglieranno il pubblico accompagnandolo in una visita performativa della mostra.
Ai partecipanti verranno fornite mappe alternative da sovrapporre a quella già presente nel dépliant ufficiale dell’esposizione, in modo da tracciare quattro possibili tematiche: corpo, metamorfosi, memoria e spazio.
Lo spettatore assumerà così un ruolo attivo all’interno della mostra, esplorando aspetti delle opere inconsueti e percorrendo itinerari inattesi. Queste quattro aree agiranno come possibili chiavi di lettura per accedere attraverso “incursioni” guidate dentro il flusso del green screen che accoglie le opere in esposizione. I percorsi saranno altresì accompagnati da diverse tracce audio scaricabili attraverso un QR code che forniranno un’espansione inedita da ascoltare attraverso il proprio smartphone.

Si può aderire all’iniziativa senza bisogno di prenotazione.

Studenti partecipanti al progetto:
Triennio CVPAC (Comunicazione e Valorizzazione del Patrimonio Artistico Contemporaneo)
Emanuela Dezi, Mariama Diallo, Maria Masi, Gavriel Renato Eliezer Nunes Vais, Mariangela Redavid, Tiziano Stancato, Elisa Trombetti.
Biennio Didattica e Comunicazione
Valeria Cernetti, Angela D’Apice, Francesca Del Gatto, Erica Loi, Beatrice Morsani, Adriano Peguiron, Chiara Serra.

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Colori e Mestieri delle Arti Multimediali. Incontro con Dobrila Denegri

Dietro le quinte dell’effimero. Sfide e scelte nella curatela contemporanea

L’incontro è indirizzato agli studenti della scuola di nuove tecnologie per l’arte, fotografia e video, comunicazione e didattica dell’arte, culture e tecnologie della moda.

Da Marina Abramović a Gustav Metzger, da Victoria Vesna ad Alfredo Jaar… Quali sfide comporta esporre opere caratterizzate da performatività, impermanenza ed effemerità? E ancora, quale ruolo svolge il curatore nella realizzazione di progetti site-specific e mostre antologiche?
A riflettere su questi argomenti è Dobrila Denegri, curatrice e studiosa da sempre attenta alle pratiche sperimentali e al dialogo tra contesti culturali e discipline diverse, in particolare tra arte, scienza e moda. Attraverso esempi concreti tratti dalla sua esperienza, Denegri permette di entrare dietro le quinte della pratica espositiva, un viaggio nella complessità legate ad opere spesso mutevoli, incompiute o esperienziali. I delicati equilibri tra progetto artistico, spazio espositivo e fruizione del pubblico emergono da un’esperienza internazionale e un approccio alla ricerca e alla pratica curatoriale del tutto originali.
Nella promozione dell’arte contemporanea dell’Europa dell’Est di artisti giovani e affermati, Denegri ha unito la pratica curatoriale con quella sociale. La piattaforma “Real Presence”, curata tra il 2001 e il 2010, la più grande piattaforma per artisti emergenti, avviata con l’intento di ristabilire il dialogo e lo scambio culturale tra la sua città natale, Belgrado, e il resto del mondo, utilizzava l’arte e la cultura come strumenti per superare le devastanti conseguenze della guerra civile degli anni ’90. Nel 2010 è diventata direttrice artistica del CCA – Centro di Arte Contemporanea di Torun (Polonia), città natale di Copernico, dove ha gestito, per cinque anni, un programma espositivo interdisciplinare, con particolare attenzione al rapporto tra arte, scienza e ambiente.

Forte di questo bagaglio, la sua pratica curatoriale sul territorio italiano, come la collaborazione con MACRO – Museo d’Arte Contemporanea Roma (2002-2008) per i progetti speciali, e l’attuale attività didattica presso l’Accademia di Belle Arti di Catanzaro, è stata determinante nel costruire intrecci trasversali tra culture e discipline in un percorso che diventa un punto di vista privilegiato per riflettere sulle tematiche più scottanti legate al contemporaneo.

L’incontro con Dobrila Denegri è parte del ciclo di conferenze “Colori e mestieri nelle arti multimediali”, a cura di Elena Giulia Rossi per e con la Scuola di Nuove Tecnologie per l’Arte, con l’obiettivo di tracciare i vari aspetti – anche pratici- che la produzione multimediale comporta attraverso una pluralità di esperienze, grazie al coinvolgimento di artisti e studiosi, attivi in questo ambito con esperienza pluridecennale in Italia e all’estero.

 

Dobrila Denegri è curatrice e studiosa delle esperienze artistiche e delle teorie della Visual Culture dal primo Novecento a oggi, con particolare attenzione al rapporto tra arte e moda. I suoi progetti curatoriali e le sue mostre sono state prevalentemente incentrate sui temi della transdisciplinarietà e ha collaborato con artisti come Marina Abramović, Thomas Bayrle, Alfredo Jaar, Gustav Metzger, Ernesto Neto, Michal Rovner, Tomas Saraceno, Victoria Vesna e moltissimi altri. Tra il 2016 e il 2019 ha curato “Transfashional” |https://transfashional.com| – un progetto itinerante di mostre e laboratori, realizzato in collaborazione con diverse università europee, tra cui l’UAL – London College of Fashion, la University of Applied Arts di Vienna e la Swedish School of Textiles. Attualmente cura il progetto “Experiments in Fashion and Art” | https://efa.community |. Il rapporto tra arte e moda è al centro dei suoi corsi, tenuti presso l’Università di Roma La Sapienza, istituti internazionali come Polimoda, Marangoni, NABA e l’Accademia di Belle Arti di Catanzaro.

Punto di arrivo nel nuovo mondo: di Pace

Presentazione della pubblicazione e dei video realizzati durante il progetto di produzione artistica

Partecipanti: Saghar Tahami, Alessia Frasca, Natalia Salucci, Giulia Montecchia, Matthias Omahen, Fabiola Cenci, Han Qian, Zeyu Han, Valentina Cultrara, Jessica Pintaldi, Oriana Impei, Marina Mingazzini, Emanuele Marsigliotti, Stefano Bove, Rossella Menichelli, Riccardo Bombagi, Alexandra Chylinska, Pia Manelli, Hoara Guida, Eve Kittel, Rebecca Bovini, Giulia Conti, Ana Marija Botica, Emma Vitarelli, Davide Re, Luca Massa, Giulia Rossi, Gianluca Ferranti, Giada Lepri, Solmaz Vilkachi, Yuzhou Liu, Wenling Bao, Eclario Barone, Gabriele Fina, Margherita Pupparo, Lucia Sicuro, Daniele
Nasta, Valentina Iacovelli, Francesca Margiotta.

Giovedi 7 Maggio 2026 si terrà la presentazione della pubblicazione edita Gangemi editore e video a cura di Monkeys Video Lab, della rassegna Punto di arrivo nel nuovo mondo: di Pace, progetto di Produzione artistica promosso dalla Scuola di Scultura a cura della professoressa scultrice Oriana Impei dell’Accademia di Belle Arti di Roma, con la partecipazione dell’artista docente Eclario Barone e gli allievi del corso di Disegno. Accanto ai docenti dell’Accademia la storica e critica d’arte Francesca Tuscano ha seguito l’evoluzione artistica dei progetti nel contesto storico dei luoghi delle mostre e curato il testo critico nella pubblicazione.

L’evento si è tenuto dal 16 Gennaio al 15 Febbraio 2026 nel Comune di Sant’Oreste in provincia di Roma, nelle Gallerie Bunker del Monte Soratte e il Palazzo Caccia – Canali.

La rassegna, iniziata con la prima edizione nel 2021, è giunta alla seconda edizione voluta dal Comune di Sant’Oreste, nella persona del sindaco Arch. Gregory Paolucci e dall’Associazione Bunker Soratte, presieduta da Riccardo Cecchini, con l’Accademia di Belle Arti di Roma. L’iniziativa ha promosso, attraverso l’arte visiva, un messaggio condiviso della memoria legata al bunker del monte Soratte, costruito durante la Seconda guerra mondiale, scenario di guerra distruzione e morte ma anche di rinascita come museo diffuso, recentemente ampliato e rinnovato con le nuove tecnologie, insieme al “percorso della Memoria” e “percorso vita” nella Riserva di Monte Soratte.

Gli allievi internazionali si sono confrontati con queste realtà e si sono espressi attraverso linguaggi personali sui temi proposti. Accanto agli allievi dell’Accademia di Belle Arti di Roma hanno esposto i docenti, artisti nelle gallerie Bunker e Palazzo storico con opere site-specific: Fabiola Cenci, Eclario Barone, Gianluca Ferranti, Valentina Iacovelli, Oriana Impei, Emanuele Marsigliotti, Matthias Omahen, Jessica Pintaldi, Giulia Rossi, Solmaz Vilkachi.

La mostra tenutasi con installazioni ed esposizione di bozzetti scultorei degli allievi come elaborati preliminari, per poter poi essere selezionati e realizzati in grande scala in una seconda fase in un simposio di scultura che si terrà a Settembre 2026. Le opere complete verranno poi collocate, in forma permanente, nei due percorsi “Percorso della Memoria” e “Percorso Vita”, come nell’edizione del 2021.

In contemporanea hanno esposto anche un gruppo di studenti del Liceo Artistico Luca Paciolo di Anguillara Sabazia, guidati dalle docenti Viviana Ravaioli e Patrizia Santoro, realizzando installazioni nella sala delle bettine nel Palazzo comunale.

Durante la presentazione del progetto realizzato si ripropone in Aula Magna il convegno realizzato a Sant’Oreste, nel Teatro del Comune, un convegno formativo, organizzato con l’Ordine degli Architetti di Roma e Provincia, sul tema “Bunker come Museo diffuso e come difesa nel XXI secolo”, nel quale esperti relatori illustreranno, da vari punti di vista, a studenti, architetti e al pubblico, nuove prospettive di idee progettuali. Le opere presentate nei luoghi espositivi e nel catalogo e video, richiamano ad un’attenta riflessione su ciò che sta accadendo intorno a noi nel mondo.

Ufficio Comunicazione dell’Accademia di Belle Arti di Roma
Coordinamento: Prof. Guglielmo Gigliotti g.gigliotti@abaroma.it
Collaborazione: Marianna Pontillo comunicazione@abaroma.it

 

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La bellezza palestinese attraverso i suoi mosaici

Interviene: Carla Benelli, Storica dell’Arte e Responsabile dei progetti di Conservazione del Patrimonio Culturale di ProTerraSancta in Palestina.

Conferenza organizzata dalla prof.ssa Donatella Nicolardi con gli studenti e studentesse del Corso di Tecniche del Mosaico e dal collettivo Donne per la Palestina.

Quando un popolo viene privato della propria identità culturale, rischia di perdere la linfa vitale che alimenta la speranza e la capacità di lottare per il proprio futuro. In un contesto in cui le radici palestinesi sono costantemente minacciate, l’arte emerge non solo come espressione estetica, ma come un vero e proprio strumento di resistenza pacifica e resilienza.

Un esempio concreto di questo impegno è rappresentato dal lavoro di ProTerraSancta e del Mosaic Centre di Gerico. Da decenni queste realtà operano sul territorio per formare nuove generazioni di mosaicisti, ceramisti, artigiani e restauratori, sottraendo i siti archeologici all’abbandono.
Tutelare un’opera musiva o tramandare un mestiere antico diventa così un atto politico e sociale: significa conservare la memoria storica per garantire la sopravvivenza stessa di una comunità.

In questa prospettiva, il patrimonio culturale funge da ancora indispensabile, trasformando la cura del passato nell’unico mezzo efficace per costruire e difendere un domani possibile.

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Ufficio Comunicazione dell’Accademia di Belle Arti di Roma
Coordinamento: Prof. Guglielmo Gigliotti g.gigliotti@abaroma.it
Collaborazione: Marianna Pontillo comunicazione@abaroma.it

 

Colori e Mestieri delle Arti Multimediali. Incontro con Paola Lagonigro

Immagini digitali nell’era analogica

Computer art in Italia negli anni Ottanta

Interviene: Chiara Passa

L’incontro è indirizzato agli studenti della scuola di nuove tecnologie, fotografia e video e grafica.

Partendo da una ricerca recentemente confluita nella pubblicazione Immagini digitali nell’era analogica. Computer art in Italia negli anni Ottanta (De Luca Editori D’arte 2025), la studiosa Paola Lagonigro si addentra nelle pratiche artistiche della scena italiana degli anni’80, in particolare quelle che, riconosciute nel termine di ‘computer art’, hanno anticipato l’arte digitale di oggi.
In un confronto tra la scena artistica italiana e quella internazionale, Lagonigro si soffermerà sulla distinzione tra artisti programmatori e non programmatori e il rapporto tra ricerca artistica indipendente e industria.
Oltre a portare alla luce una scena artistica estremamente vitale e ancora poco nota, l’incontro sarà l’occasione per raccontare alcuni retroscena rispetto al lavoro di ricerca di archivio, tra risorse pubbliche e private, e ad alcune questioni più tecniche, emerse dal dialogo con gli artisti, che si relazionano con la fragilità della vita di opere segnate dalla veloce obsolescenza dei supporti.

L’incontro con Paola Lagonigro è parte del ciclo di conferenze “Colori e mestieri nelle arti multimediali”, a cura di Elena Giulia Rossi per e con la Scuola di Nuove Tecnologie per l’Arte, con l’obiettivo di tracciare i vari aspetti – anche pratici- che la produzione multimediale comporta attraverso una pluralità di esperienze, grazie al coinvolgimento di artisti e studiosi, attivi in questo ambito con esperienza pluridecennale in Italia e all’estero.

Paola Lagonigro è storica dell’arte presso la Galleria d’Arte Moderna della Sovrintendenza Capitolina. È stata assegnista di ricerca all’Università Roma Tre e, precedentemente, in Sapienza Università di Roma, dove ha anche conseguito il dottorato in Storia dell’arte contemporanea. Nello stesso ateneo, attualmente insegna Informatica applicata ai beni culturali. Le sue ricerche sono incentrate sui rapporti tra arte e tecnologia, con una particolare attenzione al contesto italiano e all’emergere dei media digitali nel secondo Novecento.

 

Ufficio Comunicazione dell’Accademia di Belle Arti di Roma
Coordinamento: Prof. Guglielmo Gigliotti g.gigliotti@abaroma.it
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