Giornata Erasmus+ 2023

Giornata Erasmus+ 2023. Erasmus+ oltre l’Europa. Il Mediterraneo, ad esempio

 

Saluti iniziali
Cecilia Casorati, Direttrice dell’ABA Roma
Giuseppe Carmine Soriero, Presidente dell’ABA di Roma

Introduzione ai lavori
Gianfranco D’Alonzo, Referente per l’Internazionalizzazione ABA Roma
Le nuove rotte dell’Accademia

Alessandro Zicoschi, Coordinatore Erasmus+ ABA Roma
Erasmus – la diffusione delle idee e della conoscenza

Intervengono
Clara Grano, Agenzia Nazionale Erasmus+ INDIRE
Il potenziale della figura del docente all’interno delle attività Erasmus+/ novità e occasioni offerte dall’Azione KA171 nel dialogo con paesi Extra UE

Marcello Scalisi, UNIMED Unione delle Università del Mediterraneo
Prospettive ed opportunità per la cooperazione accademica con i paesi della riva sud del Mediterraneo

Marcello Gallucci, Ufficio Internazionale ABA Roma
Considerazioni conclusive

Presentazione ufficiale dell’adesione dell’Accademia di Belle Arti di Roma
all’Unione delle Università del Mediterraneo – UNIMED
e al Manifesto dell’Università Inclusiva promosso da UNHCR

We are open 2023 – Open Day e Open House

Nel mese di maggio l’Accademia di Belle Arti di Roma apre le sue porte!

Open Day:
27 maggio 2023.
Dalle 10:00 alle 17:00
Sede centrale, Via di Ripetta, 222
Sede distaccata, Largo Dino Frisullo, s.n.c.
Sede distaccata, Via del Corso, 467

Open House:
20 maggio 2023
Dalle 10:00 alle 17:00
Sede centrale, Via di Ripetta, 222

Vieni a scoprire ABARoma, le sue sedi, la sua storia e la vasta offerta formativa, in due appuntamenti da non perdere.
L’Accademia di Belle Arti di Roma è la principale scuola di formazione artistico-culturale della Capitale e, in quanto erede dell’Accademia di San Luca, è tra le più antiche del mondo.

Nella giornata del 27 maggio le tre sedi dell’Accademia di Belle Arti di Roma ospiteranno l’Open Day 2023; una giornata rivolta ai giovani diplomandi del liceo e degli istituti di formazione, ma anche a chiunque abbia voglia di approfondire più da vicino i percorsi di studio e le possibilità creative che l’Accademia, in quanto Istituto di Alta Formazione Artistica, offre.
All’interno della variegata proposta formativa troverete i seguenti percorsi di primo e secondo livello: pittura, scultura, decorazione, scenografia, grafica d’arte, fotografia, cinematografia, audiovisivo, moda, grafica pubblicitaria, nuove tecnologie, curatela, arte per la terapia e comunicazione dei beni culturali.

Ecco dove verranno presentati tutti i corsi!

𝗩𝗶𝗮 𝗥𝗶𝗽𝗲𝘁𝘁𝗮, 𝟮𝟮𝟮 (sede centrale)

DIPARTIMENTO DI ARTI VISIVE
Arte ambientale e linguaggi sperimentali (biennio)
Arte e Ambiente (triennio)
Arte Sacra Contemporanea (triennio e biennio)
Decorazione – Indirizzo Arti visive per gli spazi architettonici e il paesaggio (triennio)
Decorazione (biennio)
Grafica d’Arte (triennio e biennio)
Illustrazione ed Editoria d’Arte (biennio)
Tecnologia dei materiali cartacei (biennio)
Pittura (triennio e biennio)
Scultura (triennio)
Scultura – Indirizzo Arte Pubblica e Ambientale (biennio)
Scultura – Indirizzo Nuove Tecnologie applicate alla Scultura e allo Spazio (biennio)

DIPARTIMENTO DI COMUNICAZIONE E DIDATTICA DELL’ARTE
Comunicazione e Valorizzazione del Patrimonio Artistico Contemporaneo (triennio e biennio)
Didattica e Comunicazione dell’Arte (triennio)
Didattica e Comunicazione dell’Arte – Indirizzo Curatoriale (biennio)
Didattica e Comunicazione dell’Arte – Indirizzo Comunicazione e Didattica del Museo e degli Eventi Espositivi (biennio)
Arte per la Terapia (biennio)

DIPARTIMENTO DI PROGETTAZIONE E ARTI APPLICATE
Teorie e Tecniche dell’audiovisivo (triennio e biennio)
Scenografia (triennio)
Scenografia – Indirizzo Multimediale (biennio)
Scenografia – Indirizzo Teatro (biennio)

𝗩𝗶𝗮 𝗱𝗲𝗹 𝗖𝗼𝗿𝘀𝗼, 𝟰𝟳𝟲 (sede distaccata)

DIPARTIMENTO DI PROGETTAZIONE E ARTI APPLICATE
Culture e tecnologie della moda (triennio)
Culture e tecnologie della moda – Indirizzo Costume per lo Spettacolo (biennio)
Culture e tecnologie della moda – Indirizzo Fashion Design (biennio)
Culture e tecnologie della moda – Indirizzo Design del Gioiello (biennio)
Design (triennio)

𝗟𝗮𝗿𝗴𝗼 𝗗𝗶𝗻𝗼 𝗙𝗿𝗶𝘀𝘂𝗹𝗹𝗼, 𝘀.𝗻.𝗰. (sede distaccata)

DIPARTIMENTO DI PROGETTAZIONE E ARTI APPLICATE
Foto e Video (triennio)
Fotografia Editoriale (biennio)
Cinematografia e Spettacolo (biennio)
Arti Multimediali e Tecnologiche (triennio)
Arti Multimediali e Tecnologiche – Indirizzo Nuovi Linguaggi dell’Arte (biennio)
Grafica Editoriale (triennio)
Graphic Design (biennio)
Scultura – indirizzo Ambientale e Lapis Tiburtinus (biennio)

 

Per scoprirli più nel dettaglio consultate il nostro sito al seguente link:

Corsi ABARoma

 

A precedere la giornata del 27 maggio ci sarà l’iniziativa Open House Roma, che avrà luogo presso la sede di Via di Ripetta in data 20 maggio. L’evento annuale, a cui ABARoma aderisce, celebra il design e l’architettura della Capitale, offrendo un’occasione unica per visitare le bellezze nascoste della nostra città e, in particolare, la sede principale dell’Accademia di Belle Arti di Roma. Tradizionalmente chiamato “Il ferro di cavallo”, per la sua struttura architettonica, l’edificio è stato costruito, su progetto di Pietro Camporese il Giovane, tra il 1838 e il 1844 e, per volere di Papa Gregorio XVI, divenne sede dell’Accademia di San Luca nel 1845.

Per maggiori informazioni visita il sito:

openhouseroma

Vi aspettiamo!

 

Ufficio Comunicazione dell’Accademia di Belle Arti di Roma
Coordinamento: Prof. Guglielmo Gigliotti, g.gigliotti@abaroma.it
Collaborazione: Chiara Picco, Martina Macchia, Marianna Pontillo, comunicazione@abaroma.it

Le immagini contro l’immaginazione: la mercificazione del sensibile

L’arte e la poesia moderna, soprattutto nel periodo compreso tra il romanticismo e il surrealismo, hanno cercato di aprire la prospettiva dell’infinito e di far scoprire a ognuno la sua singolarità, inclusa la propria parte di tenebre. Costituivano una rivolta contro «l’inaccettabile condizione umana». Ma negli ultimi decenni, una buona parte della cultura contemporanea così come le reti informatiche stanno facendo la guerra all’immaginazione, seppellendola sotto un «eccesso di realtà» tramite una produzione di immagini insignificanti. La deforestazione dell’immaginario è catastrofica quanto la deforestazione dell’Amazzonia.

Annie Le Brun (1942) da giovane ha conosciuto André Breton e il surrealismo. Ne ha tratto ispirazione per una vasta opera di poesia e di saggistica. Situandosi al di fuori delle correnti e delle istituzioni, ha insistito sul valore liberatorio dell’immaginazione, soprattutto nel romanticismo, nel romanzo gotico, nell’opera del marchese de Sade, nella poesia moderna, e più di tutto nel surrealismo. In Italia è uscito «L’eccesso di realtà. La mercificazione del sensibile» (2020).

ABARoma: logo della Libreria Stendhal

 

Ufficio Comunicazione dell’Accademia di Belle Arti di Roma
Coordinamento: Prof. Guglielmo Gigliotti g.gigliotti@abaroma.it
Collaborazione: Chiara Picco, Martina Macchia, Marianna Pontillo comunicazione@abaroma.it

Presentazione del libro di Paola Setaro

La giusta inclinazione. Poesie e collages. Presentazione del libro di Paola Setaro

La giusta inclinazione (edizione La Gru, 2022) è la voce di donna che ripercorre le tappe della sua trasformazione, dall’inadeguatezza alla profonda conoscenza di sé. I collages scandiscono il ritmo invisibile di una narrazione dove la memoria è una stanza sempre abitata, in cui se una parete cede c’è anche un punto, più puro e luminoso, che si ostina a restare.

Paola Setaro si è laureata in Lettere Moderne e in Storia dell’Arte all’Università “Federico II” di Napoli e ha conseguito il dottorato di ricerca in Estudios Artísticos, Literarios y de la Cultura presso l’Universidad Autónoma di Madrid, in cotutela con l’Università “Federico II”.
È autrice di saggi incentrati sulle relazioni artistiche e culturali tra Napoli e la Spagna in età moderna e sui temi del collezionismo e della festa. Attualmente è borsista per gli Alti Studi sull’Età e la Cultura del Barocco della Fondazione 1563 per l’Arte e la Cultura della Compagnia di San Paolo di Torino.
Parallelamente all’attività di ricerca, si dedica alla poesia e alla fotografia. Ha pubblicato il libro di poesie e foto Non potevo metterci anche l’orizzonte (Edizioni La Gru, 2019), mentre il racconto Il mare è di stoffa è stato ospitato nel secondo volume dei Racconti Campani (Historica Edizioni, 2020). Successivamente è uscito il libro fotografico Atlantique. Frammenti di un sentimento oceanico (con Marco Rinaldi, Eretica edizioni, 2021). Finalista al Premio Speciale Fotografia al Femminile di “Roma Fotografia” del 2021, ha esposto nello stesso anno presso la galleria Bresciani Visual Art di Roma.

Francesca Romana de Paolis si è laureata in Filologia Moderna all’Università “La Sapienza” di Roma.
Ha completato i propri studi con un Corso di Formazione Avanzata sulla Curatela Museale e l’Organizzazione di Eventi presso l’Istituto Europeo di Design di Roma.
Curatrice indipendente e ghostwriter, collabora con “Artribune”, ”Artslife”, “Exibart” e con la rivista trimestrale “Myrrha. Il dono del Sud”.
Interessata ai rapporti tra letteratura e arte, amante della scrittura e profonda conoscitrice della Neoavanguardia e in particolare del Gruppo 63, specializzata in Critica e Teoria della letteratura, porta avanti da alcuni anni ricerche sui trovatori provenzali.

Giampiero Moretti è Professore Ordinario di Critica Letteraria e Letterature Comparate presso l’Università “L’Orientale” di Napoli.
Studioso del romanticismo tedesco, ha scritto diversi volumi sul rapporto tra filosofia e letteratura, l’ultimo dei quali è Estetica e comparatistica (Morcelliana, 2021). Ha curato in lingua italiana traduzioni di Hölderlin, Schiller, Novalis, Schelling, Fechner, Klages, Heidegger e Bachofen.

 

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Coordinamento: Prof. Guglielmo Gigliotti g.gigliotti@abaroma.it
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Lectio Magistralis “Fotografare l’Architettura”

Saluti istituzionali e introduzione
di Ernani Paterra, Vicedirettore dell’Accademia di Belle Arti di Roma

La Lectio Magistralis è aperta a tutti gli studenti (la presenza ad 8 conferenze dà diritto a 2 CFA)

Come si ritrae l’architettura? Secondo Andrea Jemolo «prima di fotografare bisogna avere un progetto chiaro che si depositi, si stratifichi e si arricchisca nel cervello del fotografo». Questa indicazione generale vale naturalmente anche quando si fotografano gli edifici e i monumenti. Le città sono in perenne trasformazione, sono un corpo vivo che cambia, ma grazie alla fotografia possiamo avere informazioni sul luogo, sulla forma e sul modo in cui la struttura interagisce con lo spazio e con la luce. La luce solare, l’illuminazione sulle architetture sono importanti perché raccontano il cambio delle stagioni e il trascorrere delle ore. A volte basta spostarsi di qualche metro per guadagnare in qualità fotografica, creatività e luce.

Andrea Jemolo è noto come uno dei maggiori maestri della fotografia di architettura storica, moderna e contemporanea. Nato a Roma nel 1957 ha esordito negli anni Settanta con foto di reportage di impegno politico. Dalla metà degli anni Ottanta il suo interesse si è indirizzato verso la fotografia di arte e architettura. Le sue campagne fotografiche spaziano dalle vestigia monumentali dell’antico Egitto e delle mura Aureliane al lavoro sugli architetti contemporanei, come la documentazione sui cantieri del MAXXI di Zaha Hadid a Roma e di Punta della Dogana di Tadao Ando a Venezia, dall’Ara Pacis all’edilizia popolare al Memoriale delle Fosse Ardeatine, e in scultura dall’arte romana al Mosé di Michelangelo, dal Barocco all’arte della Nigeria. Il suo poderoso archivio fotografico, A Photographic Archive of Architecture and Art, conta oggi oltre 15.000 immagini, realizzate nel corso di campagne fotografiche condotte a partire dalla fine degli anni Settanta per riviste e case editrici di architettura e arte, studi di architetti e importanti musei e istituzioni (vedi: https://jemolo.com/it ).

Oltre alla Lectio Magistralis (obbligatoria per gli studenti iscritti al Workshop), il Workshop prevede altri due incontri.

Scopri il Workshop

 

La ginestra, incontro con Mario Biagini

La ginestra, di Giacomo Leopardi con Mario Biagini

Può il testamento artistico e politico di un poeta indicarci la strada verso una speranza realistica e disincantata?
Mario Biagini presenta i frutti della ricerca che ha condotto in collaborazione con Felicita Marcelli su “La ginestra, o il fiore del deserto”, composta da Giacomo Leopardi nel 1836, di cui rende teatralmente palpabili i numerosi strati, dagli aspetti più formali alle implicazioni umane e filosofiche.
Biagini legge “La ginestra” come un vero e proprio manifesto politico che rivela una profonda unità, capace di coniugare raziocinio e immaginazione, intelletto e sentimento, etica individuale e coscienza civica.
Prima della recitazione della poesia Biagini introduce il testo con un suo commento originale, che rende accessibile anche a un pubblico non specialista la ricca e complessa canzone leopardiana.
“La ginestra” ci offre un punto di vista rivoluzionario da cui guardare con lucidità alla nostra esistenza, e lancia alle generazioni future (a noi) un messaggio di riscatto individuale e collettivo, nell’arido deserto delle pendici vulcaniche, “segno” senza tempo della condizione umana immersa nella Storia.

Mario Biagini, Attore, regista e pedagogo, ha lavorato con J. Grotowski dal 1986 al 1999, anno della morte del grande innovatore teatrale. È stato fino a dicembre 2022 direttore associato del Workcenter of Jerzy Grotowski and Thomas Richards, dove ha recitato in Downstairs Action, Action, The Twin – An Action in Creation, One Breath Left, Dies Irae – The Preposterous Theatrum Interioris Show, ecc. Al Workcenter ha curato la regia di One Breath Left e Dies Iræ – The Preposterous Theatrum Interioris Show. Direttore dell’Open Program da lui creato e diretto dal 2007 fino a dicembre 2021, ha curato la regia di spettacoli presentati internazionalmente, tratti da Allen Ginsberg (I Am America, Not History’s Bones – A Poetry Concert, Electric Party Songs, Night Watch, dal 2007 al 2015) e su canti della tradizione afroamericana, da cui sono nati due eventi performativi: The Hidden Sayings (2013-2020) e Open Choir (2014-2020). Dal 2010 al 2020, Biagini ha coordinato la creazione di vari spettacoli collettivi con comunità del Bronx, New York, tra cui Will Be Heard e HOME. Dal 2013 ha assistito lo sviluppo di Dark Is My Mother, opera su cui le donne del gruppo coordinate da Felicita Marcelli hanno lavorato fino al 2019. Ha curato la regia di Katie’s Tales, monologo di Agnieszka Kazimierska debuttato nel 2018, e di E Il popolo canta, recital di Felicita Marcelli sulla dialettica tra il canto tradizionale italiano e le contraddizioni della modernità, entrambi ancora rappresentati. Alla fine del 2021 Biagini ha lasciato il Workcenter e, insieme ad alcuni ex-membri dell’Open Program e altre compagne e compagni, ha fondato l’Accademia dell’Incompiuto. Attualmente Biagini sta lavorando allo sviluppo de Gli assetati, creazione collettiva ispirata a La grande beuverie di René Daumal, e sviluppa la propria ricerca personale su La ginestra o il fiore del deserto di Giacomo Leopardi, sull’azione vocale poetica e la prosodia.

Logo dell'Accademia dell'Incompiuto

 

Ufficio Comunicazione dell’Accademia di Belle Arti di Roma
Coordinamento: Prof. Guglielmo Gigliotti g.gigliotti@abaroma.it
Collaborazione: Chiara Picco, Martina Macchia, Marianna Pontillo comunicazione@abaroma.it

Colori e Mestieri delle Arti Multimediali – Antonello Tolve

Antonello Tolve: L’arte nel mercato dell’arte

Ultimo dei sei incontri di Colori e mestieri delle arti multimediali, curati da Elena Giulia Rossi nell’ambito della Scuola di Nuove Tecnologie dell’Arte.

Martedì 18 aprile (sede di Campo Boario, aula 8b), il critico e curatore Antonello Tolve, muoverà dal difficile e quanto mai variegato (a volte finanche enigmatico e sotto alcuni aspetti risibile) modello planetario di un mercato dell’arte che, negli ultimi decenni, ha dilatato i suoi orizzonti a nuove realtà e a nuove forme-formule della creatività umana. L’intervento mira a far emergere luoghi di resistenza e di aderenza, spazi interstiziali di compromesso e eventuali altre vie di fuga che puntano a forme di riconoscimento che non rientrino nel fagocitante universo della mercificazione (della prostrazione, della prostituzione strumentale) e senza cadere nell’idea d’un’opera da intendere come mero oggetto con valore estetico.

Antonello Tolve è ordinario di Pedagogia e Didattica dell’Arte all’Accademia di Belle Arti di Napoli. Ph.D in Metodi e metodologie della ricerca archeologica e storico artistica (Università di Salerno) è nel comitato scientifico della Fondazione Leonardo Sinisgalli, della Fondazione Menna e di Umática (Universidad de Málaga). Dal 2018 è direttore della Fondazione Filiberto e Bianca Menna e dal 2020 è membro dell’Archivio Lamberto Pignotti. Tra le numerose pubblicazioni: Gillo Dorfles (La Città del Sole, 2011), ABOrigine. L’arte della critica d’arte (Postmedia, 2012), La linea socratica dell’arte contemporanea (Quodlibet, 2016), Me, myself and I. Arte e vetrinizzazione sociale ovvero il mondo magico del selfie (Castelvecchi, 2019), Lamberto Pignotti. Cronaca di tutti i fiori esclusi dal perimetro di un fiore (KappaBit, 2020), Basilicata. Un racconto d’arte contemporanea (Silvana, 2023).

L’arte nel mercato dell’arte è parte di Colori e Mestieri delle Arti Multimediali, a cura di Elena Giulia Rossi, un ciclo di incontri organizzato nell’ambito della Scuola di Nuove Tecnologie dell’Arte per indagare le molteplici sfaccettature della produzione multimediale, dal momento creativo alla sua conservazione e immissione nel mercato, attraverso le esperienze più diverse di artisti, curatori, informatici, teorici. Con alle spalle le formazioni più varie, sono tutti attivi nel panorama internazionale delle arti multimediali da più di vent’anni, accomunati da un impegno costante tanto nella teoria quanto nella pratica.

Per gli iscritti alla Scuola di Nuove Tecnologie dell’Arte il ciclo dà diritto ad 1 CFA (con presenza a 5 di 6 incontri)
Per info scrivere a: Elena Giulia Rossi: e.rossi@abaroma.it
Per info e prenotazioni: Codice TEAMS danguqp

 

Ufficio Comunicazione dell’Accademia di Belle Arti di Roma
Coordinamento: Prof. Guglielmo Gigliotti g.gigliotti@abaroma.it
Collaborazione: Chiara Picco, Martina Macchia, Marianna Pontillo comunicazione@abaroma.it

Lezioni di suono #1

L’incontro “Lezioni di suono #1” è rivolto a studenti e a invitati esterni, si concentra sulle possibilità creative del suono e della rielaborazione musicale e sonora nell’ambito della ricerca artistica. I tre ospiti che interverranno proponendo il loro lavoro come uno dei possibili modelli operativi, erano stati precedentemente coinvolti ad arricchire l’archivio sonoro MPDS che costituisce la donazione della stanza Solo Suono all’Accademia.

11:00-12:00
Tavola rotonda con i partecipanti

15:30-18:30
Presentazioni

Ogni intervento durerà massimo 60 minuti e consisterà in ascolti sonori guidati dagli ospiti invitati e dalla presentazione del loro lavoro.

Ana Spasic soprano, con FuturParoLibere vengono illustrate poesie futuriste, tra le più emblematiche del periodo tra il 1910 e il 1931, interpretate (ricreate al momento) da Ana Spasic in chiave poliedrica SEGNO – SUONO – GESTO e VISIONE. Il soprano futurvoce, come da indicazione del manifesto di Pratella, attraverso la multisensorialità del “teatro colorico-mimico-dinamico-musicale”, sperimenta le dimensioni intrinseche come possibilità di espansione dinamica ed espressiva in alcuni poemi grafici di Marinetti, Depero, Masnata, Cangiullo, Benedetta, Balla, Illari, Steiner, Ginna Futurista. L’incontro si articola in quattro movimenti: 1) Tavole parolibere o Parole in libertà, 2) Tavolibere o Stati d’animo, 3) l’Onomalingua di Depero e 4) le Cronache di guerra marinettiane.

Alessandro Aiello (CANECAPOVOLTO/Scuola FuoriNorma), con la collaborazione di Adriano Elia, presenterà Datapanic e Resoundscape, due progetti che riguardano, in modi diversi, la rielaborazione di un archivio sonoro e la composizione creativa di suoni e rumori, tentando un superamento dei confini dei generi musicali e la scoperta di nuove relazioni tra musica, sound art e materiale sonoro d’archivio.

Stuart Fowkes (Cities and Memory) presenterà il suo progetto sonoro Cities and Memory, uno dei più grandi progetti sonori al mondo, con più di 1.000 artisti partecipanti. L’esplorazione del field recording e le possibilità di rielaborazione creativa sono i temi centrali del suo progetto, che mira a “remixare il mondo, un suono alla volta”. Alla base di questo una mappa sonora globale e collaborativa che copre più di 110 Paesi e territori,

Cities and Memory esamina a fondo gli aspetti delle intersezioni tra suono, cultura e arte, con progetti recenti che documentano i suoni delle serrate di Covid-19, i suoni dell’Artico e dell’Antartico, la sostenibilità nelle città, la protesta, la preghiera e il mondo naturale.

 

Zerynthia logo

 

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Coordinamento: Prof. Guglielmo Gigliotti g.gigliotti@abaroma.it
Collaborazione: Chiara Picco, Martina Macchia, Marianna Pontillo comunicazione@abaroma.it

L’arte della maschera

Conferenza “L’arte della maschera”, un incontro con Ezio Flammia

Lo studio dell’arte della cartapesta – in Occidente un’eccellenza della cultura italiana – è stato in passato penalizzato dai pregiudizi legati alla sua materia, originata da umili stracci e ritenuta perciò sostanza vile e inadatta alla produzione di opere d’arte.
Il libro “Storia dell’arte della cartapesta”, scritto dallo scenografo e maestro della cartapesta Ezio Flammia, argomento della conferenza, attraverso un esame rigoroso e meticoloso ne rivaluta l’arte, dalle prime sperimentazioni nelle botteghe toscane della metà del ’400 sino all’arte moderna. Vengono così esaminate con passione e competenza le opere degli artisti del passato e di quelli moderni che hanno creato opere d’arte di cartapesta di grande rilievo, come Jacopo della Quercia, Donatello, Antonio Rossellino, Benedetto da Maiano, Desiderio da Settignano, Jacopo Sansovino, Ferdinando Tacca, Beccafumi, Bernini, Algardi, Angelo Gabriello Piò, Sanmartino, sino a Dubuffet e agli ultimissimi sperimentatori.
Nello studio meticoloso di Flammia emerge ancor più un patrimonio straordinario, dai giocattoli alle arti applicate, dalle suppellettili agli allestimenti scenici ed effimeri. E, come scrive Claudio Strinati nell’introduzione del libro «Flammia è senza ombra di dubbio il massimo esperto dell’argomento, conoscitore profondo delle procedure esecutive, storico di indiscussa competenza, critico sensibile e dotto. Flammia, però, è anche e soprattutto artista di qualità cospicua, erede di una tradizione che, appunto, egli consacra nel libro manifestando un amore e una dedizione all’argomento invero encomiabili.».

Ezio Flammia, artista e scenografo, maestro della cartapesta, ha esposto in Italia e all’estero.Ha realizzato scenografie e costumi per numerose opere teatrali e ha collaborato all’allestimento di varietà in prima serata per Rai 2. Ha restaurato importanti opere di cartapesta per il Museo Nazionale delle Arti e Tradizioni Popolari (Roma). Nel 1996 ha ricevuto presso la Camera dei Deputati il premio internazionale alla carriera per le arti, La Plejade.

La presenza ad 8 conferenze dà diritto a 2 CFA

 

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Coordinamento: Prof. Guglielmo Gigliotti g.gigliotti@abaroma.it
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Colori e Mestieri delle Arti Multimediali – Carlo Zanni

Carlo Zanni: Arte nell’epoca del cloud

In conversazione con Carlo Zanni, ripercorriamo il suo percorso artistico e biografico. Zanni ci condurrà al cuore del paesaggio algoritmico che ha ritratto dai suoi albori con ogni strumento, video, suono, animazione, scultura, AI, pittura, fotografia e installazione, cogliendolo nel suo prendere forma ‘dal’ e ‘nel’ rapporto tra internet, informazione e identità, tra pubblico e privato.
Con Zanni e il suo lavoro attraversiamo le grandi oscillazioni nel rapporto tra tecnologia, finanza e società, tra utopia e distopia, tra i picchi delle bolle speculative e i loro crolli, motori per l’introduzione di nuove tecnologie, come è stato per la Blockchain a seguire la crisi mondiale finanziaria del 2008. Agli anni 2019-20, segnati dalla pandemia e dal picco della bolla NFT, appartiene la sua recente serie di pitture su tela Check Out Paintings, ispirati alle interfacce dei siti di e-commerce colti nel momento del check out.

Carlo Zanni è un artista concettuale italiano pioniere nell’uso di dati Internet e pittore. Nato a La Spezia nel 1975, Zanni lavora in un’ampia gamma di media, tra cui video, suono, animazione, scultura, IA, pittura, fotografia e installazione. Dal 1999 la sua pratica ha esplorato lo spazio pubblico del web e l’uso dei dati di Internet per creare opere effimere basate sul tempo che combinano una marcata coscienza sociale con un’attenzione primaria alla privacy, all’identità e al sé. Come pittore, concentra la sua attenzione su un nuovo tipo di “paesaggio condiviso” che è emerso con Internet e che continua a trasformare tutte le attività e le relazioni umane.

“Arte nell’epoca del cloud” è parte di Colori e Mestieri delle Arti Multimediali, ciclo di incontri, a cura di Elena Giulia Rossi organizzato nell’ambito della Scuola di Nuove Tecnologie dell’Arte per indagare le molteplici sfaccettature della produzione multimediale, dal momento creativo alla sua conservazione e immissione nel mercato, attraverso le esperienze più diverse di artisti, curatori, informatici, teorici. Con alle spalle le formazioni più varie, sono tutti attivi nel panorama internazionale delle arti multimediali da più di vent’anni, accomunati da un impegno costante tanto nella teoria quanto nella pratica.

Il ciclo dà diritto ad 1 CFA (con presenza a 5 di 6 incontri)
Per info scrivere a: Elena Giulia Rossi: e.rossi@abaroma.it
Per info e prenotazioni: Codice TEAMS danguqp

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Prossimi incontri:

Antonello Tolve: L’arte nel mercato dell’arte
Martedi 18 aprile, h. 12.00 – 14.00 (in presenza, Campo Boario, Aula 8B)

 

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