Punto di arrivo nel nuovo mondo: di Pace

Presentazione della pubblicazione e dei video realizzati durante il progetto di produzione artistica

Partecipanti: Saghar Tahami, Alessia Frasca, Natalia Salucci, Giulia Montecchia, Matthias Omahen, Fabiola Cenci, Han Qian, Zeyu Han, Valentina Cultrara, Jessica Pintaldi, Oriana Impei, Marina Mingazzini, Emanuele Marsigliotti, Stefano Bove, Rossella Menichelli, Riccardo Bombagi, Alexandra Chylinska, Pia Manelli, Hoara Guida, Eve Kittel, Rebecca Bovini, Giulia Conti, Ana Marija Botica, Emma Vitarelli, Davide Re, Luca Massa, Giulia Rossi, Gianluca Ferranti, Giada Lepri, Solmaz Vilkachi, Yuzhou Liu, Wenling Bao, Eclario Barone, Gabriele Fina, Margherita Pupparo, Lucia Sicuro, Daniele
Nasta, Valentina Iacovelli, Francesca Margiotta.

Giovedi 7 Maggio 2026 si terrà la presentazione della pubblicazione edita Gangemi editore e video a cura di Monkeys Video Lab, della rassegna Punto di arrivo nel nuovo mondo: di Pace, progetto di Produzione artistica promosso dalla Scuola di Scultura a cura della professoressa scultrice Oriana Impei dell’Accademia di Belle Arti di Roma, con la partecipazione dell’artista docente Eclario Barone e gli allievi del corso di Disegno. Accanto ai docenti dell’Accademia la storica e critica d’arte Francesca Tuscano ha seguito l’evoluzione artistica dei progetti nel contesto storico dei luoghi delle mostre e curato il testo critico nella pubblicazione.

L’evento si è tenuto dal 16 Gennaio al 15 Febbraio 2026 nel Comune di Sant’Oreste in provincia di Roma, nelle Gallerie Bunker del Monte Soratte e il Palazzo Caccia – Canali.

La rassegna, iniziata con la prima edizione nel 2021, è giunta alla seconda edizione voluta dal Comune di Sant’Oreste, nella persona del sindaco Arch. Gregory Paolucci e dall’Associazione Bunker Soratte, presieduta da Riccardo Cecchini, con l’Accademia di Belle Arti di Roma. L’iniziativa ha promosso, attraverso l’arte visiva, un messaggio condiviso della memoria legata al bunker del monte Soratte, costruito durante la Seconda guerra mondiale, scenario di guerra distruzione e morte ma anche di rinascita come museo diffuso, recentemente ampliato e rinnovato con le nuove tecnologie, insieme al “percorso della Memoria” e “percorso vita” nella Riserva di Monte Soratte.

Gli allievi internazionali si sono confrontati con queste realtà e si sono espressi attraverso linguaggi personali sui temi proposti. Accanto agli allievi dell’Accademia di Belle Arti di Roma hanno esposto i docenti, artisti nelle gallerie Bunker e Palazzo storico con opere site-specific: Fabiola Cenci, Eclario Barone, Gianluca Ferranti, Valentina Iacovelli, Oriana Impei, Emanuele Marsigliotti, Matthias Omahen, Jessica Pintaldi, Giulia Rossi, Solmaz Vilkachi.

La mostra tenutasi con installazioni ed esposizione di bozzetti scultorei degli allievi come elaborati preliminari, per poter poi essere selezionati e realizzati in grande scala in una seconda fase in un simposio di scultura che si terrà a Settembre 2026. Le opere complete verranno poi collocate, in forma permanente, nei due percorsi “Percorso della Memoria” e “Percorso Vita”, come nell’edizione del 2021.

In contemporanea hanno esposto anche un gruppo di studenti del Liceo Artistico Luca Paciolo di Anguillara Sabazia, guidati dalle docenti Viviana Ravaioli e Patrizia Santoro, realizzando installazioni nella sala delle bettine nel Palazzo comunale.

Durante la presentazione del progetto realizzato si ripropone in Aula Magna il convegno realizzato a Sant’Oreste, nel Teatro del Comune, un convegno formativo, organizzato con l’Ordine degli Architetti di Roma e Provincia, sul tema “Bunker come Museo diffuso e come difesa nel XXI secolo”, nel quale esperti relatori illustreranno, da vari punti di vista, a studenti, architetti e al pubblico, nuove prospettive di idee progettuali. Le opere presentate nei luoghi espositivi e nel catalogo e video, richiamano ad un’attenta riflessione su ciò che sta accadendo intorno a noi nel mondo.

Ufficio Comunicazione dell’Accademia di Belle Arti di Roma
Coordinamento: Prof. Guglielmo Gigliotti g.gigliotti@abaroma.it
Collaborazione: Marianna Pontillo comunicazione@abaroma.it

 

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La bellezza palestinese attraverso i suoi mosaici

Interviene: Carla Benelli, Storica dell’Arte e Responsabile dei progetti di Conservazione del Patrimonio Culturale di ProTerraSancta in Palestina.

Conferenza organizzata dalla prof.ssa Donatella Nicolardi con gli studenti e studentesse del Corso di Tecniche del Mosaico e dal collettivo Donne per la Palestina.

Quando un popolo viene privato della propria identità culturale, rischia di perdere la linfa vitale che alimenta la speranza e la capacità di lottare per il proprio futuro. In un contesto in cui le radici palestinesi sono costantemente minacciate, l’arte emerge non solo come espressione estetica, ma come un vero e proprio strumento di resistenza pacifica e resilienza.

Un esempio concreto di questo impegno è rappresentato dal lavoro di ProTerraSancta e del Mosaic Centre di Gerico. Da decenni queste realtà operano sul territorio per formare nuove generazioni di mosaicisti, ceramisti, artigiani e restauratori, sottraendo i siti archeologici all’abbandono.
Tutelare un’opera musiva o tramandare un mestiere antico diventa così un atto politico e sociale: significa conservare la memoria storica per garantire la sopravvivenza stessa di una comunità.

In questa prospettiva, il patrimonio culturale funge da ancora indispensabile, trasformando la cura del passato nell’unico mezzo efficace per costruire e difendere un domani possibile.

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logo donne per la palestina

 

Ufficio Comunicazione dell’Accademia di Belle Arti di Roma
Coordinamento: Prof. Guglielmo Gigliotti g.gigliotti@abaroma.it
Collaborazione: Marianna Pontillo comunicazione@abaroma.it

 

Colori e Mestieri delle Arti Multimediali. Incontro con Paola Lagonigro

Immagini digitali nell’era analogica

Computer art in Italia negli anni Ottanta

Interviene: Chiara Passa

L’incontro è indirizzato agli studenti della scuola di nuove tecnologie, fotografia e video e grafica.

Partendo da una ricerca recentemente confluita nella pubblicazione Immagini digitali nell’era analogica. Computer art in Italia negli anni Ottanta (De Luca Editori D’arte 2025), la studiosa Paola Lagonigro si addentra nelle pratiche artistiche della scena italiana degli anni’80, in particolare quelle che, riconosciute nel termine di ‘computer art’, hanno anticipato l’arte digitale di oggi.
In un confronto tra la scena artistica italiana e quella internazionale, Lagonigro si soffermerà sulla distinzione tra artisti programmatori e non programmatori e il rapporto tra ricerca artistica indipendente e industria.
Oltre a portare alla luce una scena artistica estremamente vitale e ancora poco nota, l’incontro sarà l’occasione per raccontare alcuni retroscena rispetto al lavoro di ricerca di archivio, tra risorse pubbliche e private, e ad alcune questioni più tecniche, emerse dal dialogo con gli artisti, che si relazionano con la fragilità della vita di opere segnate dalla veloce obsolescenza dei supporti.

L’incontro con Paola Lagonigro è parte del ciclo di conferenze “Colori e mestieri nelle arti multimediali”, a cura di Elena Giulia Rossi per e con la Scuola di Nuove Tecnologie per l’Arte, con l’obiettivo di tracciare i vari aspetti – anche pratici- che la produzione multimediale comporta attraverso una pluralità di esperienze, grazie al coinvolgimento di artisti e studiosi, attivi in questo ambito con esperienza pluridecennale in Italia e all’estero.

Paola Lagonigro è storica dell’arte presso la Galleria d’Arte Moderna della Sovrintendenza Capitolina. È stata assegnista di ricerca all’Università Roma Tre e, precedentemente, in Sapienza Università di Roma, dove ha anche conseguito il dottorato in Storia dell’arte contemporanea. Nello stesso ateneo, attualmente insegna Informatica applicata ai beni culturali. Le sue ricerche sono incentrate sui rapporti tra arte e tecnologia, con una particolare attenzione al contesto italiano e all’emergere dei media digitali nel secondo Novecento.

 

Ufficio Comunicazione dell’Accademia di Belle Arti di Roma
Coordinamento: Prof. Guglielmo Gigliotti g.gigliotti@abaroma.it
Collaborazione: Marianna Pontillo comunicazione@abaroma.it

Moda dell’Estremo Oriente: Incontro con lo stilista Didit Prabowo

Moda indonesiana in dialogo interculturale con l’Occidente

Introduzione e coordinamento di Andrea Sorrentino
con la partecipazione di Andreina Longhi e l’attrice Happy Salma

Ragowo Hediprasetyo Djojohadikusumo (DIDIT PRABOWO) è uno stilista e designer indonesiano, noto per aver costruito un ponte creativo tra l’estetica del Sud-est asiatico e l’alta moda occidentale. Nato a Jakarta, è riconosciuto per la sua visione raffinata e internazionale della moda contemporanea. Dopo aver studiato design e haute couture tra Europa e Stati Uniti, Didit Prabowo ha costruito un percorso che unisce rigore sartoriale, eleganza strutturale e sensibilità artistica.
Le sue creazioni si distinguono per linee pulite, volumi controllati e un uso sofisticato dei materiali, spesso ispirati alla tradizione tessile indonesiana reinterpretata in chiave moderna. Le sue collezioni, presentate anche a Parigi, riflettono un’estetica discreta ma fortemente identitaria, in cui il minimalismo dialoga con dettagli ricercati.
Didit Prabowo si colloca così tra i designer emergenti più interessanti del panorama internazionale, capace di coniugare radici culturali e linguaggio globale, con una cifra stilistica elegante, colta e contemporanea.

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Ufficio Comunicazione dell’Accademia di Belle Arti di Roma
Coordinamento: Prof. Guglielmo Gigliotti g.gigliotti@abaroma.it
Collaborazione: Chiara Picco, Marianna Pontillo comunicazione@abaroma.it

Piccoli Naufragi Presentazione del libro di Paolo Ristonchi

Insieme all’autore intervengono:
Cecilia Casorati
– Direttrice dell’Accademia di Belle Arti di Roma
Tania Campisi – Docente di Grafica d’Arte, Accademia di Belle Arti di Roma
Monica Micheli – Editor
Maria Grazia Messina – Storica dell’Arte
Claudio Libero Pisano – Docente di Museografia all’Accademia di Belle Arti di Roma

Due naufraghi perduti tra i flutti riflettono sulla nostra società, sui problemi che affliggono l’umanità e gli avvenimenti mondiali, di cui sono consapevoli nonostante l’evidente solitudine e la condizione in cui vivono da anni.

Il loro sguardo estraneo, e proprio per questo lucidissimo, apre ogni capitolo di questo libro di disegni e parole, costruito da Paolo Ristonchi come un diario a episodi che si snoda nel tempo, un serissimo divertissement capace, attraverso segni scarni e dissacranti, di rivelarci ai nostri stessi occhi.

176 pagine cm 32 x 24
Stampato in 100 esemplari numerati e firmati dall’artista

© La Discussione, immagine di apertura del libro Piccoli Naufragi, Paolo Ristonchi 2016/25

Visual Culture e Intersezionalità. Embodiment, Agency, Normatività

Introduce la Prof.ssa Elena Bellantoni – Tecniche Performative per le Arti Visive, Accademia di Belle arti di Roma

La conferenza avvia un percorso di riflessione sul corpo come luogo del conflitto ma anche come spazio di risoluzione del conflitto stesso. Un corpo politico che diventa performativo. L’incontro avrà un’ossatura teorico e linguistica sui concetti di Embodiment, Agency, Normatività. La seconda a parte aprirà dei ragionamenti sulle tre parole-concetti chiave da pensare in relazione alla performance ed ai performance studies.

In foto: – Wynnie Mynerva, ¿QUÉ LIMPIAN LAS QUE LIMPIAN?, 2020, performance con la madre dell’artista, Blanca Ortiz.

Io contengo moltitudini – Incontro con Marinella Senatore, artista dell’Anno alla GNAMC

Un incontro con Marinella Senatore rivolto alle studentesse e agli studenti dell’Accademia di Belle Arti di Roma che prevede un’introduzione alla sua pratica artistica partecipativa esplorandone il processo creativo. Il 28 aprile alla GNAMC.

Nell’ambito della sua nomina ad Artista dell’Anno 2026, Marinella Senatore terrà alla GNAMC il 28 aprile 2026 alle ore 11.00 un incontro aperto alle studentesse e agli studenti dell’Accademia di Belle Arti di Roma presso la Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea. L’incontro, dal titolo Io contengo moltitudini, è un’introduzione alla pratica artistica di Senatore, che da oltre vent’anni si sviluppa attraverso progetti partecipativi su scala internazionale.

Il lavoro dell’artista si concentra sulla costruzione di spazi collettivi in cui individui e comunità contribuiscono attivamente alla creazione artistica, mettendo in relazione esperienze, linguaggi e forme di conoscenza diverse. Il suo approccio si inserisce nell’ambito della socially engaged art, una pratica che considera l’arte come dispositivo relazionale e trasformativo, capace di attivare processi di partecipazione, empowerment e ridefinizione delle identità individuali e collettive.

Dopo una prima parte introduttiva, l’artista proporrà una breve esperienza condivisa, invitando i partecipanti a entrare temporaneamente nel suo processo creativo. Attraverso il lavoro sul movimento somatico, Senatore esplorerà assieme a studenti e studentesse modalità di ascolto, presenza e relazione, che sono alla base della sua ricerca.

Ufficio Stampa Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea
Antonella Fiori | + 39 3472526982 | gan-amc.uffstampa@cultura.gov.it; a.fiori@antonellafiori.it

Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea
Roma, Viale delle Belle Arti, 131
gnamc@cultura.gov.it

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gnamc logo

Colori e Mestieri delle Arti Multimediali

Derrick de Kerckhove in dialogo con Franco Speroni – L’uomo quantistico

Introduce: Maria Cristina Reggio, coordinatrice Scuola di Nuove Tecnologie dell’Arte

Intervengono: Raffaele Gavarro, Cristian Rizzuti, Elena Giulia Rossi

Conferenza nell’ambito di “Colori e Mestieri delle Arti Multimediali”

È necessaria la prenotazione. Per info e prenotazioni: e.rossi@abaroma.it

Derrick de Kerckhove, sociologo, tra i più autorevoli studiosi dei media e della cultura digitale, il 10 aprile 2026 (alle 16.00) incontra gli studenti dell’Accademia di Belle Arti di Roma per parlare dell’impatto della trasformazione digitale come ‘nuovo sistema operativo culturale’ e dei possibili modi di adattarsi al cambiamento in maniera propositiva, partendo dalla sua ultima pubblicazione: L’uomo quantistico. Mente, società, democrazia: dove ci porterà la prossima rivoluzione digitale (Rai libri2025).

Allievo e collaboratore di Marshall McLuhan, de Kerckhove ha sviluppato nel corso della sua carriera una riflessione originale sul rapporto tra mente, tecnologia e società, contribuendo a definire concetti chiave, come “l’intelligenza connettiva”. La sua ricerca si colloca tra scienze cognitive, media studies e filosofia della tecnologia, con particolare attenzione agli effetti delle reti digitali sulla percezione, sul pensiero e sulle dinamiche collettive.

Questo incontro ruota attorno agli sviluppi più attuali dei suoi studi, alla luce della “dolorosa transizione” dal sistema alfabetico al codice digitale e nell’ottica di un approccio positivo e propositivo per affrontare questo passaggio adottando nuove modalità di collaborazione tra menti umane e artificiali per una “cittadinanza digitale estesa”.
La fisica quantistica e ai suoi principi di indeterminazione, entanglement, sovrapposizione e non località, possono rivelarsi uno strumento privilegiato per comprendere la nostra esistenza ibrida contemporanea.

L’autore racconterà di come queste teorie abbiano trovato un avvio nella scrittura stessa del libro, una stesura che ha trovato complicità e collaborazione nella combinazione tra il modello linguistico generalizzato
Claude (creato da Anthropic) e DerrAIck, configurato da Matteo Ciastellardi, docente al Politecnico di Milano, su concetti e materiali elaborati da de Kerckhove nel corso degli anni di ricerca e insegnamento.
L’incontro è parte della serie di incontri “Colori e mestieri nelle arti multimediali”, a cura di Elena Giulia Rossi per e con la Scuola di Nuove Tecnologie per l’Arte e sarà un’opportunità unica di scambio per approfondire questi temi attraverso il dialogo diretto con l’autore e i suoi interlocutori, in un contesto accademico aperto al confronto interdisciplinare.

Derrick de Kerckhove non è un fisico quantistico, ma applica metodi sociologici per esplorare le conseguenze psicologiche, sociali, economiche e politiche delle tecnologie di comunicazione. Tra 1983-2008, direttore del programma McLuhan sulla cultura e la tecnologia all’università di Toronto. Tra i libri più noti (Brainframes: Technology, Mind and Business (1991), La pelle della cultura (1995), L’intelligenza connettiva (1997). I più recenti, con Stefano Calzati, sono The Quantum Ecology, (MIT Press 2024) e L’uomo quantistico (Rai Libri 2025). Vive a Roma, dove è direttore scientifico della rivista Media Duemila e dell’Osservatorio TuttiMedia.

Colori e Mestieri delle Arti Multimediali

Eduardo Kac: dalla Bioarte allo spazio transplanetario

Introduce: Maria Cristina Reggio, coordinatrice Scuola di Nuove Tecnologie dell’Arte, Accademia di Belle Arti di Roma

Eduardo Kac, conosciuto internazionalmente per la sua ricerca pionieristica su tele-presenza, bioarte (termine da lui coniato) e arte spaziale, incontra gli studenti dell’Accademia di Belle Arti di Roma per ripercorrere i momenti salienti della sua carriera.
All’inizio degli anni ’80, Kac ha realizzato opere digitali, olografiche e online che hanno anticipato la cultura globale in cui viviamo oggi, caratterizzata da informazioni in continuo mutamento e in costante evoluzione. Nel 1997 l’artista ha coniato il termine “Bio Art”, dando il via allo sviluppo di questa nuova forma d’arte con opere come il suo coniglio transgenico GFP Bunny (2000) e Natural History of the Enigma (2009), che gli sono valse il Golden Nica, il premio più prestigioso nel campo della media art. Nel 2017, Kac ha creato Inner Telescope, un’opera concepita per e realizzata nello spazio con la collaborazione dell’astronauta francese Thomas Pesquet. Nel 2024, Ágora di Kac è volata nello spazio profondo a bordo del razzo Centaur e ora si trova in un’orbita eliocentrica perpetua. Adsum di Kac è atterrata sulla Luna nel 2025.
Dopo un’introduzione che contestualizza le sue opere pionieristiche di telepresenza della metà degli anni ’80, Kac presenterà alcuni esempi e discuterà il suo sviluppo della bioarte per arrivare a quello snodo della ricerca che lo ha portato oggi a produrre opere destinate allo spazio, operando in assenza di gravità. Seguire il suo percorso artistico chiarisce molti degli aspetti di continuità tra biologia, arte, tecnologia e poesia.

Il 28 marzo, presso Liminal Space, la casa delle arti transmediali nata come progetto dell’Associazione Culturale Simposio, Eduardo Kac parlerà delle opere pionieristiche di arte spaziale (ore 19.30), nell’ambito della mostra Theia Paradigm (visitabile dalle 16.00 alle 19.00). Link ad informazioni e prenotazioni
Le opere di Eduardo Kac sono state esposte a livello internazionale in sedi quali il New Museum di New York, il Centre Pompidou di Parigi, il MAXXI-Museo delle Arti del XXI Secolo di Roma, Mori Art Museum, Tokyo; Museo Reina Sofia, Madrid; Power Station of Art, Shanghai; e Seoul Museum of Art, Corea. Il suo lavoro è stato presente in eventi internazionali, quali Biennale di Venezia; la Triennale di Yokohama, Giappone; la Biennale di Gwangju, Corea; la Biennale di San Paolo, Brasile; e la Biennale dell’Avana, Cuba. Le sue opere fanno parte di importanti collezioni quali il Museum of Modern Art-MoMA, New York; il Metropolitan Museum of Art, New York; la Tate Modern, Londra; il Museo Reina Sofia, Madrid; il Victoria & Albert Museum, Londra; il Museo Les Abattoirs—Frac Occitanie di Tolosa, Francia; l’Istituto Valenciano di Arte Moderna-IVAM, Spagna; il Museo ZKM, Karlsruhe, Germania; e il Museo d’Arte Contemporanea di San Paolo.
L’incontro con Eduardo Kac è parte della serie di incontri “Colori e mestieri nelle arti multimediali”, a cura di Elena Giulia Rossi per e con la Scuola di Nuove Tecnologie per l’Arte.

 

Committenze contemporanee: Elisabetta Benassi a piazza Venezia

Lunedì 23 marzo 2026 alle ore 16:30, presso l’Aula Magna dell’Accademia di Belle Arti di Roma si terrà un incontro con l’artista Elisabetta Benassi, terza protagonista del progetto Murales di Metro C a piazza Venezia, con l’opera Tools.

Elisabetta Benassi, insieme a Marco Bassan e Ludovico Pratesi, fondatori di Spazio Taverna, racconterà il suo approccio a questa committenza, sia dal punto di vista concettuale che pratico, con l’opera Tools, che si muove su un doppio registro, sacro e laico, antico e attuale. Da un lato richiama una tradizione iconografica ispirata agli angeli di Ponte Sant’Angelo, scolpiti nel Seicento su disegno di Gian Lorenzo Bernini, mentre dall’altro restituisce visibilità a figure normalmente invisibili, gli «eroi nascosti» dei cantieri urbani. È un tema che attraversa da tempo la ricerca di Benassi, attenta a nobilitare il lavoro in tutte le sue forme, dalle professioni più umili all’artigianato, fino all’industria.

Ufficio Comunicazione dell’Accademia di Belle Arti di Roma
Coordinamento: Prof. Guglielmo Gigliotti g.gigliotti@abaroma.it
Collaborazione: Chiara Picco, Marianna Pontillo comunicazione@abaroma.it