WAVE 2026

Promozione del benessere psicofisico e contrasto ai fenomeni di disagio psicologico ed emotivo della popolazione studentesca

Incontro di presentazione del progetto WAVE 2026 (Pro-ben2)
Il progetto WAVE, iniziato nell’anno accademico 2024-2025, continua.
L’Accademia di Belle Arti di Roma anche quest’anno darà avvio a una serie di iniziative che valorizzano la specificità della formazione artistica come strumento di promozione del benessere.
La prosecuzione del progetto WAVE permette di dare continuità alle azioni intraprese nel precedente anno accademico, con un’attenzione ai temi e agli strumenti di intervento che sono stati individuati come più efficaci per la promozione del benessere e il contrasto del disagio della popolazione studentesca: la conoscenza dei fenomeni di disagio, l’intervento precoce grazie al servizio di counselling, ma soprattutto la prevenzione e promozione del benessere attraverso l’espressione artistica.

Programma

9:30
Cecilia Casorati
Direttrice Accademia di Belle Arti di Roma
Saluti istituzionali

9:45
Nicoletta Agostini
Coordinatore Scientifico del progetto WAVE
Il progetto WAVE e una possibile alleanza tra Arte e Salute

10:15
Luca Valerio
Coordinatore Dipartimento di Progettazione e Arte Applicata – Accademia di Belle Arti di Roma
L’intervento artistico come elemento chiave per la promozione del benessere
Presentazione del catalogo della mostra “Fuori di te”

10:45
Anahi Mariotti
Artista, attivista, rappresentante dell’APS Lucha y Siesta
Presentazione del progetto “Arte, consenso e contrasto alla violenza di genere”

11:15
Jacopo Camponeschi, Simona Sacchi, Alice Tomaselli
Centro d’ascolto dell’Accademia di Belle Arti di Roma e servizio di Counselling WAVE 2024/2025
L’esperienza del servizio di counselling, i suoi sviluppi, i suoi destinatari

11:45
Viviana Cuomo
Peer educator
I focus group come momento di confronto degli studenti per dar voce a bisogni, difficoltà e risorse della vita in Accademia

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To the Core. Bauhaus Dessau 100

Programma
ZDF Televisione Nazionale Tedesca, Morgenmagazin
videoproiezione dell’edizione del 5 settembre 2025, durata 4’

Prof. Cecilia Casorati, Direttrice dell’Accademia di Belle Arti di Roma
Prof. Eclario Barone, Accademia di Belle Arti di Roma

Piero Mottola, Voices of Bauhaus, opera per coro e due voci soliste, baritono e soprano
Presentazione di Barbara Steiner, Director of the Bauhaus Dessau Foundation
videoproiezione del documentario, durata 40’

Peppe Aquaro
giornalista, collaboratore del CORRIERE DELLA SERA

Piero Mottola, Voces Argentinas, BienalSur 2023
video proiezione del documentario, produzione UNTREFMEDIA, durata 20’

Voices è un’indagine del LER Laboratorio di Estetica del Rumore, fondato nel 1996, che si occupa della misurazione del potenziale evocativo, estetico ed emozionale dei suoni reali della nostra vita e della voce dell’uomo, in diverse aree culturali e geografiche del pianeta. L’esperimento Voices è iniziato nel 2015 all’Università̀ Politecnica di Valencia in Spagna, e successivamente ampliato nelle istituzioni museali ed universitarie di Lisbona, Tenerife, Roma, Firenze, Napoli, Santiago del Cile, Lipsia, Varsavia, L’Avana, Buenos Aires, Wuhan, Shanghai, Pechino, Riga, Madrid, e di recente svolto con la collaborazione dei dipendenti del Museo della Croce Rossa Internazionale di Ginevra e del Bauhaus Museum di Dessau, Weimar e Berlino.

Alle persone coinvolte nella ricerca è stato chiesto, utilizzando esclusivamente la propria voce, attraverso suoni e rumori, parole, frasi, motivi musicali e cantati, di esprimere e rappresentare dieci parametri emozionali, Paura, Angoscia, Agitazione, Collera, Tristezza, Stupore, Eccitazione, Piacere, Gioia e Calma. Successivamente è stato proposto di interpretare ulteriori cinque parametri come la Bellezza e la Bruttezza, la Condivisione e Dispersione emozionale, la Profondità̀ emozionale e infine una Nuova emozione importante e a scelta del partecipante. Al termine di ogni generazione vocale ogni persona doveva indicare anche un colore scelto da un campionario cromatico

L’analisi dei risultati ottenuti con l’esperimento al Bauhaus Museum di Dessau ha evidenziato una tendenza timbrica fortemente musicale, cantata e ritmica, con attrazioni su zone di frequenza definite e che ha accomunato le generazioni vocali appartenenti a entrambi i sessi, e a differenti età e provenienza culturale. Le sonorità vocali ottenute per i sedici parametri sono state catalogate in quattro zone timbriche: basse, medie, acute e acutissime, e sono state ordinate da quelle maggiormente referenziali ed espressive di contenuti, a quelle non referenziali e astratte.

La composizione Voices of Bauhaus, dedicata ai cento anni della nascita del movimento di avanguardia che ha concepito una nuova una idea di bellezza attraverso uno studio sulla profondità della vita, è stata costruita con un andamento che inizia dalle espressioni vocali con caratteristiche emozionali intense, dalle emozioni nuove e importanti, dalle emozioni enigmatiche e belle, per evolversi verso i contrasti e le massime opposizioni emozionali. Dieci cicli che pur ricordandosi delle realtà vocali esposte in precedenza, si aggiornano con una energia continua, verso inusitati e imprevedibili contrasti emozionali, con l’ausilio generativo delle complesse relazioni delle Mappe emozionali (1996-2000). La voce ottenuta sperimentalmente è stata organizzata nella sua purezza, combinata e senza alterazioni elettroniche, secondo i valori relazionali di minima e massima distanza emozionale.

Per l’esecuzione di Voices of Bauhaus ho scelto un organico corale composto da otto bassi, due tenori, quattro contralti, otto soprani, due voci soliste, soprano e baritono, che esaltano il brano dialogando tra loro e con il coro per sublimare momenti di tensione, situazioni perturbanti, ma anche di distensione e di tranquillità emotiva. La voce soprano solista, che introduce la composizione con una voce profonda e importante emozionalmente, come in un vortice emotivo dopo aver risolto momenti intermedi in dialogo con la voce baritono, la chiude ritornando alla tensione interiore dello stadio iniziale.

Una composizione che nasce dall’uomo, dall’uomo viene eseguita e dall’uomo viene vissuta. Uno “stimolo acustico umano”, dinamico, immersivo e in continua e imprevedibile evoluzione per operare sulla profondità emozionale del fruitore attraverso la semplice e profonda sonorità vocale e che appartiene a noi tutti, per scatenare un’ampia varietà di interpretazioni in un ampio campione di persone. Una immersione psicofisica nel nostro mondo interiore laddove siamo veramente diversi e autentici.

Piero Mottola (1967, IT). Artista e musicista sperimentale, docente di Sound Design all’Accademia di Belle Arti di Roma, è direttore del LER Laboratorio di Estetica del Rumore fondato a Roma nel 1996, centro di ricerca sugli aspetti relazionali ed emozionali del rumore. Inizia la sua attività di ricerca artistica nel 1987 con gli esperimenti partecipativi “Miglioramento-Peggioramento” e “Bello-Brutto”. Dal 1994 indaga con esperimenti e misurazioni la relazione tra rumore ed emozione per la costruzione di “Mappe emozionali”, modelli generativi di stimoli acustico-emozionali e cromatici. I risultati di queste ricerche sono stati esposti alla 54° Biennale di Venezia nel 2011 e pubblicati nel 2012 sul libro “Passeggiate emozionali, dal rumore alla musica relazionale”.

Il suo progetto “Voices” è stato esposto al MAC Museo d’Arte Contemporanea di San6ago del Cile (2015), alla Biennale Italia-Cina Art District 798 a Pechino (2016), al Museo d’Arte Contemporanea MACRO di Roma (2017-2018), alla Fudan University di Shanghai (2018), alla Fondazione Morra di Napoli (2019), al CCK Kirchner Cultural Center di Buenos Aires (2019), alla XIV Biennale dell’Avana e Museo Nacional de Bellas Artes di Cuba (2022), all’Auditorium Parco della Musica di Roma (2022), alla BienalSur a Buenos Aires (2023), al Museo della Croce Rossa Internazionale di Ginevra (2024), al Bauhaus Museum di Dessau (2025).

Photo: Voices of Bauhaus, Teatro storico del Museo del Bauhaus di Dessau, 4 settembre 2025

Visioni emergenti 3

Pianissimo, mostra personale di Giulia Barone

La Galleria A.O.C.F58 ospita giovani artisti dell’Accademia di Belle Arti di Roma

Si rinnova per il terzo anno consecutivo la collaborazione tra la storica galleria romana, A.O.C. F58, da sempre attiva nello scoprire e promuovere artisti emergenti e nuove voci dello scenario contemporaneo, e l’Accademia di Belle Arti di Roma, luogo di eccellenza nella formazione artistica italiana e vivaio di giovani talenti.

Il primo appuntamento della rassegna 2025/2026 è Pianissimo, mostra personale di Giulia Barone, giovane fotografa, diplomata al Biennio di Fotografia e Grafica all’Accademia di Belle Arti di Roma. La mostra sarà aperta dal 12 al 21 marzo. La mostra è accompagnata da una brochure con testi di Marina Bindella, Beatrice Peria e Andrea Attardi, realizzata con il contributo dell’Accademia di Belle Arti di Roma. Le mostre sono parte del Progetto di Produzione artistica della Scuola di Grafica d’arte.

Il secondo appuntamento, dal 23 marzo al 2 aprile, ospiterà la mostra S-Confini, personale di Silvia Spoti, già diplomata al Triennio della Scuola di Decorazione, e adesso diplomanda sempre presso il Biennio di Decorazione dell’Accademia di Belle Arti di Roma.
Il titolo della mostra, Pianissimo, rispecchia il tempo lungo che caratterizza il lavoro e la poetica di Giulia Barone: la lenta elaborazione e realizzazione dei progetti; la scelta della fotografia analogica e di tecniche e processi di stampa fotografica tradizionali; le sperimentazioni di procedimenti antichi, nella calibrata e sapiente ricerca di un risultato in cui le immagini possano avere il tempo di emergere lentamente e di trovare la giusta definizione. La ricerca poetica e quella tecnica coincidono in questa volontà di indagare e approfondire le cose, i ritmi del mondo, ma anche le tradizioni e i racconti che le circondano e le avvolgono in un’unica trama.
Più che di singole foto, dobbiamo infatti parlare di complessi e articolati progetti che si sedimentano e si rivelano nelle immagini, mettendo in luce un’indagine meticolosa della materia e delle sue trasformazioni, in cui l’osservazione della natura spesso si ammanta di risonanze antropologiche, perché il tempo è una sostanza stratificata che contiene in sé anche le tracce di tutti i tempi passati, la memoria dei luoghi e delle persone che li hanno abitati.

Biografia

Giulia Barone si esprime attraverso la tecnica fotografica analogica argentica e ferrica e le installazioni. Diplomata alla triennale all’Accademia di Belle Arti di Roma in Decorazione, ha poi conseguito il diploma di secondo livello in Grafica e Fotografia con lode nel 2021 nella stessa sede. Contemporaneamente nel 2018 ha studiato, attraverso il progetto Erasmus+, presso la Faculdade de Belas-Artes de Lisboa, in Portogallo. Dal 2022 è stata tecnico di laboratorio per la scuola di Fotografia e Camera Oscura e, ad oggi, è anche cultrice del Corso di Fotografia presso l’Accademia di Belle Arti di Roma.
Oggi vive e lavora a Roma nel suo studio/camera oscura.

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STRAordinario. Progettare la cultura per tutti

Accessibilità, multisensorialità e benessere collettivo

“La bellezza per tutti” è un convegno dedicato all’accessibilità culturale come pratica di progetto e come responsabilità collettiva. Architetti, progettisti, ricercatori e attivisti mettono in dialogo design, comunicazione e inclusione, con l’obiettivo di condividere esperienze concrete e prospettive operative per una città realmente aperta a tutte e tutti.

Venerdì 6 marzo, dalle ore 15 alle 18.30, l’Accademia di Belle Arti di Roma (via di Ripetta 222) ospita la Giornata di Studi “STRAordinario. Progettare la cultura per tutti”, a cura di Open City Roma / Open House Roma, con il patrocinio di Roma Capitale. L’iniziativa si inserisce nel progetto STRAordinario, sostenuto con i fondi Otto per Mille della Chiesa Valdese e del programma Periferie Capitale della Fondazione Charlemagne.

Il convegno, moderato dal professor Adolfo Baratta (Roma Tre), si articolerà in due panel:

Luoghi sensibili: multisensorialità e accessibilità, esperienze sul campo

Il primo panel, affronta il tema della progettazione di spazi e allestimenti museali accessibili. Interviene Giulio Ceppi, architetto e designer, docente al Politecnico di Milano e fondatore di Total Tool, impegnato da anni nella ricerca su design sensoriale e qualità percettiva degli ambienti. Con lui Ilaria Menale, della Direzione Regionale Musei Nazionali Campania, porterà l’esperienza di interventi concreti nei musei statali; ed Eleonora Ghezzi, architetta e progettista de “Il Giardino invisibile”, racconta il progetto architettonico legato alla multisensorialità di un giardino a Roma.

Non solo parole: comunicare la bellezza a tutti

Il secondo panel sposta l’attenzione sul linguaggio. Perché uno spazio è davvero accessibile solo se lo sono anche le parole che lo raccontano e ospita Valentina Tomirotti, giornalista e attivista per i diritti delle persone con disabilità, tra le voci più autorevoli sul tema dell’inclusione e della rappresentazione mediatica, riflette sul potere delle narrazioni nel costruire o abbattere barriere culturali. Roberta Caddeo, ricercatrice dell’Università di Bergamo, approfondirà il rapporto tra linguistica e accessibilità, mostrando come la descrizione possa diventare strumento di orientamento e conoscenza. Elena Pelosi, esperta di politiche e gestione della cultura della Scuola nazionale del patrimonio e delle attività culturali, offrirà una prospettiva istituzionale sulle strategie per rendere l’accessibilità una dimensione strutturale delle politiche culturali.
STRAordinario propone una visione in cui l’accessibilità non è un adempimento normativo, ma una leva progettuale e culturale. Una sfida che riguarda architetti, comunicatori, istituzioni e cittadini, e che chiama in causa una responsabilità condivisa nel costruire luoghi e linguaggi realmente inclusivi.
La partecipazione è gratuita, si consiglia la prenotazione su www.openhouseroma.org.

Programma:

15.00 | Apertura lavori
Introduce: Giorgia Dal Bianco, Open City Roma
Michela Cicculli, Presidente della Commissione Pari opportunità del Comune di Roma
Cecilia Casorati, Direttrice Accademia di Belle Arti di Roma
Stefania Mancini, Presidente di Fondazione Charlemagne
Modera: Prof. Adolfo Baratta, Facoltà di Architettura, Roma Tre

15.15 | Progettare accessibile
Intervengono:
Giulio Ceppi, Architetto e designer, Phd, docente Politecnico di Milano, direttivo DFA Italia
Ilaria Menale, Direzione Regionale Musei Nazionali Campania
Eleonora Ghezzi, Architetta, progettista de Il Giardino invisibile

16.45 | break

17.00 | Non solo parole. Comunicare la bellezza a tutti
Intervengono:
Valentina Tomirotti, Giornalista e Attivista per i Diritti delle Persone con disabilità
Roberta Caddeo, Ricercatrice Università di Bergamo
Elena Pelosi, Scuola del Patrimonio MiC

18.30 | Chiusura lavori
Laura Calderoni, Open City Roma

 

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Dentro un festival

Incontro con il Trailers FilmFest

Questo incontro è pensato come un’introduzione pratica al funzionamento di un festival cinematografico, partendo dall’esperienza concreta del Trailers FilmFest, l’unico festival europeo interamente dedicato alla promozione cinematografica.
L’obiettivo non è fornire una lezione teorica, ma spiegare come si struttura e si gestisce un festival nella realtà, quali sono i ruoli coinvolti e quali competenze servono per farlo funzionare.
Durante l’incontro verranno affrontati:
• cos’è un festival culturale e come si distingue da altri eventi
• ideazione e organizzazione di un festival: visione, programmazione, produzione
• comunicazione e identità di un festival
• gestione del pubblico, degli ospiti e delle attività
• il lavoro pratico durante i giorni del festival

Il Trailers FilmFest e l’Accademia di Belle Arti hanno siglato una collaborazione per coinvolgere gli studenti nell’organizzazione del festival. Questo incontro serve a:
• spiegare in modo chiaro come funziona il festival
• illustrare quali attività di supporto sono richieste
• chiarire tempi, responsabilità e modalità di collaborazione
• permettere agli studenti di capire se sono interessati a partecipare

Attività di supporto

A titolo indicativo, i volontari possono essere coinvolti in:
• accoglienza del pubblico e degli ospiti
• supporto organizzativo durante proiezioni e incontri
• assistenza logistica allo staff
• attività di base di coordinamento durante l’evento
• Supporto foto video
• Social e comunicazione

A chi è rivolto

• studenti interessati all’organizzazione di eventi culturali
• studenti di cinema, arti visive e comunicazione
• chi vuole osservare dall’interno il funzionamento di un festival
Durante l’incontro verranno raccolte eventuali disponibilità per il supporto volontario al festival.
La partecipazione come volontariato non è retribuita, non è obbligatoria dopo l’incontro.
La partecipazione al festival permette l’acquisizione di crediti formativi.

 

logo trailers film fest

francescasofia.allegra@trailersfilmfest.com

Purché tiri al favoloso. Giovan Battista Marino tra mito, metamorfosi e meraviglia

A quattrocento anni di distanza, Giovan Battista Marino torna a parlare al presente attraverso una mostra a effetto immersivo che ne restituisce la sorprendente attualità. Purché tiri al favoloso Giovan Battista Marino tra mito, metamorfosi e meraviglia non è una mostra letteraria in senso tradizionale, ma un’esperienza che mette in dialogo parola, immagine, spazio e tecnologia per raccontare il Barocco come linguaggio della complessità e della meraviglia.

Il percorso espositivo, sviluppato nell’ambito di EAR – Enacting Artistic Research e curato dalla professoressa Dalma Frascarelli e dalla dottoranda Floriana Boni, attraversa il pensiero di Marino come dispositivo creativo fondato sull’ecfrasi, sulla metamorfosi e sulla costruzione di mondi sensoriali. Una pratica che, riletta oggi, anticipa alcune delle dinamiche proprie dell’intelligenza artificiale generativa: la capacità di evocare immagini, concatenare visioni, costruire narrazioni a partire da input linguistici.

Grazie a un allestimento immersivo e all’uso di tecnologie avanzate, il pubblico è invitato a entrare nella “galleria ideale” di Marino e, attraverso un’applicazione in realtà virtuale, a varcare la soglia del suo camerino privato, spazio simbolico della creazione. La mostra dimostra come la ricerca artistica possa farsi strumento di rilettura del patrimonio, trasformando la storia della letteratura in esperienza contemporanea e accessibile.

In questo senso, la mostra mette in luce il carattere sorprendentemente anticipatorio del pensiero di Giovan Battista Marino. La sua pratica dell’ecfrasi e della “galleria ideale”, fondata sulla parola come generatrice di immagini, appare oggi come una prefigurazione dei meccanismi di prompting propri dell’intelligenza artificiale generativa. Purché tiri al favoloso Giovan Battista Marino tra mito, metamorfosi e meraviglia restituisce Marino non solo come figura centrale del Barocco, ma come autore capace di parlare al presente, offrendo una chiave di lettura contemporanea del rapporto tra linguaggio, immaginazione e tecnologia.

Informazioni per la visita
20 e 21 febbraio ore 9:00 – 18:30
23 febbraio – 7 marzo, da lunedì a venerdì ore 16:00 – 18:30; sabato ore 10:30 – 18:30 oppure su prenotazione a d.frascarelli@abaroma.it e f.boni@abaroma.it.


Four hundred years later, Giovan Battista Marino speaks once again to the present through an immersive exhibition that reveals his astonishing contemporaneity. Purché tiri al favoloso Giovan Battista Marino tra mito, metamorfosi e meraviglia is not a literary exhibition in the traditional sense, but an experience that brings together word, image, space, and technology to present the Baroque as a language of complexity and wonder.

The exhibition path, developed within the framework of EAR – Enacting Artistic Research and curated by Professor Dalma Frascarelli and doctoral researcher Floriana Boni, explores Marino’s thought as a creative device grounded in ekphrasis, metamorphosis, and the construction of sensory worlds. Reinterpreted today, this practice anticipates certain dynamics typical of generative artificial intelligence: the ability to evoke images, link visions, and build narratives from linguistic inputs.

Through an immersive setup and the use of advanced technologies, visitors are invited to enter Marino’s “ideal gallery” and, by means of a virtual reality application, cross the threshold of his private study, a symbolic space of creation. The exhibition demonstrates how artistic research can become a tool for reinterpreting cultural heritage, transforming literary history into a contemporary and accessible experience.

In this sense, the exhibition highlights the surprisingly forward-looking nature of Giovan Battista Marino’s thought. His practice of ekphrasis and the “ideal gallery,” based on the word as a generator of images, appears today as a prefiguration of the prompting mechanisms typical of generative artificial intelligence. Purché tiri al favoloso Giovan Battista Marino tra mito, metamorfosi e meraviglia presents Marino not only as a central figure of the Baroque, but as an author capable of speaking to the present, offering a contemporary key to understanding the relationship between language, imagination, and technology.

Visitor information
20 and 21 February, 9:00 a.m. – 6:30 p.m.
23 February – 7 March, Monday to Friday 4:00 p.m. – 6:30 p.m.; Saturday 10:30 a.m. – 6:30 p.m., or by appointment at d.frascarelli@abaroma.it and f.boni@abaroma.it.

La genesi dell’opera d’arte attraverso processi innovativi e sperimentali

Prenderà il via a febbraio la settimana di presentazione pubblica di EAR – Enacting Artistic Research.

Ad aprire il programma, il 16 e 17 febbraio 2026 presso l’Accademia di Belle Arti di Roma, il Convegno Internazionale La genesi dell’opera d’arte attraverso processi innovativi e sperimentali.
Organizzato per offrire una restituzione pubblica dei lavori del WP2 di EAR, guidato da Costanza Barbieri, il convegno metterà a confronto artisti, studiosi e ricercatori provenienti da alcune delle più importanti istituzioni culturali e museali internazionali – tra cui il MET di New York, il Louvre, l’Opificio delle Pietre Dure di Firenze e l’Istituto Centrale per il Restauro – per raccontare lo status di ricerca delle arti figurative e il loro costante dialogo con la scienza che, da un lato ispira e suggerisce metodi e forme dell’invenzione, dall’altro contribuisce, attraverso la diagnostica, a ribadire il carattere laboratoriale e sperimentare dell’arte, dal Quattrocento al contemporaneo.

La genesi dell’opera d’arte attraverso processi innovativi e sperimentali affronta per la prima volta l’analisi e la comprensione dei processi creativi nelle arti visive: il convegno si propone infatti di illustrare il processo di elaborazione delle forme dando conto del suo status di laboratorio perenne, un processo che si attua attraverso le sperimentazioni su materiali e supporti, l’esplorazione e la scoperta di invenzioni e motivi inaspettati, il flusso continuo e l’accavallarsi di idee creative, l’indagine incessante su tecniche e materiali inediti, il dialogo con la scienza sul piano pratico e teorico.
Durante le due giornate sono attese relazioni che possano restituire una prospettiva metodologica finalizzata a disvelare i meccanismi della figurazione, le poetiche espressive, le fasi dell’invenzione e gli strumenti atti alla miglior esecuzione per gettare nuova luce su opere di assoluta preminenza nella storia dell’arte, da Perin del Vaga a Hayez, da Giovanni da San Giovanni a Ferruccio Ferrazzi, dalla grafica e alle sculture.
È possibile partecipare in presenza previa registrazione, oppure da remoto (link del 16 febbraio e link per il 17 febbraio).

The public presentation week of EAR – Enacting Artistic Research will begin in February.

Opening the programme, on 16 and 17 February 2026 at the Accademia di Belle Arti di Roma, will be the International Conference La genesi dell’opera d’arte attraverso processi innovativi e sperimentali.
Organised to provide a public presentation of the work carried out within WP2 of EAR, led by Costanza Barbieri, the conference will bring together artists, scholars, and researchers from some of the most important international cultural and museum institutions – including the MET in New York, the Louvre, the Opificio delle Pietre Dure in Florence, and the Istituto Centrale per il Restauro – to discuss the current state of research in the visual arts and their constant dialogue with science. This dialogue, on the one hand, inspires and suggests methods and forms of invention, and on the other contributes, through diagnostic practices, to reaffirming the laboratory-based and experimental nature of art, from the fifteenth century to the contemporary period.

La genesi dell’opera d’arte attraverso processi innovativi e sperimentali addresses, for the first time, the analysis and understanding of creative processes in the visual arts. The conference aims to illustrate the process of form-making by acknowledging its status as a perpetual laboratory: a process enacted through experimentation with materials and supports, the exploration and discovery of unexpected inventions and motifs, the continuous flow and overlap of creative ideas, the constant investigation of new techniques and materials, and dialogue with science on both practical and theoretical levels.
Over the two days, presentations are expected to offer a methodological perspective aimed at unveiling the mechanisms of figuration, expressive poetics, phases of invention, and the tools required for optimal execution, shedding new light on works of outstanding importance in the history of art, from Perin del Vaga to Hayez, from Giovanni da San Giovanni to Ferruccio Ferrazzi, ranging from graphic works to sculpture.
Participation is possible in person upon registration, or remotely (link for 16 February and link for 17 February).

© Credits foto Noemi Zappalà

Consulta il programma 

EAR – Enacting Artistic Research: a Roma la restituzione pubblica del progetto

Ingresso gratuito per l’evento che spazia da Tiziano a Michelangelo, da Giovan Battista Marino all’uso dell’AI per la ricerca artistica per indagare, tra gamification, intelligenza collettiva e scienza, il percorso e i risultati di EAR – Enacting Artistic Research.

A febbraio 2026 Roma smette di essere solo scenario del Patrimonio più conosciuto al mondo per diventarne laboratorio. Dal 16 al 21, la città si trasforma in un hub diffuso della ricerca artistica dedicata al pubblico e agli studiosi, un ecosistema temporaneo che attraversa luoghi, linguaggi e discipline per rendere visibile il percorso e i risultati di EAR – Enacting Artistic Research.
Un percorso che si sviluppa tra l’Accademia di Belle Arti di Roma, l’Auditorium dell’Ara Pacis, il Conservatorio di Musica “Santa Cecilia” e altri spazi culturali della città, componendo una vera e propria costellazione di luoghi della ricerca.

Cuore pubblico e istituzionale di questa restituzione è l’Auditorium dell’Ara Pacis nelle giornate del 18 e 19 febbraio 2026, dedicate alla presentazione del progetto EAR, con keynote e tavole rotonde che mettono a confronto artisti, studiosi e ricercatori provenienti da università, accademie e centri di ricerca italiani ed europei.

Accanto al confronto teorico, la settimana EAR propone un ricco programma di mostre e installazioni aperte al pubblico: a cominciare dalla mostra immersiva Purché tiri al favoloso. Giovan Battista Marino tra mito, metamorfosi e meraviglia. Ecco poi l’installazione One, Too Many — Am I scared by AI coagency?, che esplora il rapporto tra intelligenza artificiale e intelligenza collettiva attraverso un’esperienza immersiva e partecipativa mediante l’utilizzo di °’°Kobi.

Alla Pinacoteca dei Musei Capitolini, Il non finito: fra poetica e tecnica esecutiva, grazie alla diagnostica finanziata dal progetto EAR, indaga il processo creativo attraverso disegni, ripensamenti e opere in divenire. Mentre, sempre negli spazi dell’Accademia, sono visitabili dispositivi espositivi dedicati alla genesi dell’opera d’arte: Tiziano tangibile. La Pala Gozzi; Processi creativi e AI. Michelangelo e Sebastiano del Piombo; l’esperienza immersiva in realtà virtuale della cappella dipinta da Giovanni da San Giovanni con La Sosta durante la Fuga in Egitto, custodita all’interno dell’Accademia di Belle Arti di Firenze e non più visitabile; Mappare gli strati pittorici, progetto sviluppato dall’INFN dell’Università di Roma e Patrimoni di ricerca: Hayez, Piatti e il processo creativo, progetto sviluppato dall’Accademia di Brera.

La dimensione performativa e sonora del progetto va in scena al Conservatorio di Santa Cecilia, che il 19 febbraio 2026 ospita Mirroring EAR – RAE – Revelations Acoustic Electroacustic, concerto e momento musicale concepito come parte integrante della restituzione EAR.

All’interno del palinsesto EAR trova spazio anche HohenstaufenThe Game, progetto di gaming il cui trailer verrà presentato all’Accademia di Belle Arti per poi essere giocato interpretando il patrimonio di Castel del Monte sull’altopiano pugliese delle Murge.
Accanto agli spazi fisici, la settimana EAR attiva anche luoghi digitali della ricerca. Il PhD Hub, piattaforma internazionale che mappa e analizza i dottorati artistici e musicali in Europa e nell’area anglosassone, viene presentato pubblicamente insieme all’handbook PhDHub. Dottorati artistici e musicali in Europa.

Sempre negli spazi dell’Accademia Belle Arti di Roma, anche l’installazione Specie protetta, realizzata con l’utilizzo di °’°Kobi, e AI-Based Visual Analysis for Artistic Research and Semantic Inference, progetto che estende le metodologie della ricerca artistica, integrando tecniche di computer vision con inferenze semantiche supportate da grafi di conoscenza selezionati.

È attesa invece per una doppia data a marzo e a maggio Subatomic Symphony, installazione interdisciplinare nata dall’incontro tra arte, tecnologia e scienza, che trasforma in tempo reale i dati del bosone di Higgs dell’esperimento ATLAS in una composizione visivo-sonora. Il progetto, realizzato da INFN Roma Tre, traduce dal vivo le informazioni scientifiche in immagini, luci e suoni generati da laser e proiezioni, dando forma a un’opera audiovisiva ispirata alle collisioni subatomiche dell’LHC di Ginevra.

Ad aprire idealmente la settimana, il Convegno Internazionale La genesi dell’opera d’arte attraverso processi innovativi e sperimentali, in programma il 16 e 17 febbraio 2026 presso l’Accademia di Belle Arti di Roma, che mette a confronto artisti, studiosi e ricercatori provenienti da alcune delle più importanti istituzioni culturali e museali internazionali, tra cui il Metropolitan Museum of Art di New York, il Museo del Louvre, l’Opificio delle Pietre Dure, l’Istituto Centrale per il Restauro.

Ingresso gratuito su registrazione

EAR – Enacting Artistic Research: the project’s public presentation in Rome

Free admission to an event spanning from Titian to Michelangelo, from Giovan Battista Marino to the use of AI in artistic research. Through gamification, collective intelligence and science, the programme explores the journey and outcomes of EAR – Enacting Artistic Research.

In February 2026, Rome ceases to be merely the backdrop of the world’s most renowned cultural heritage and becomes a laboratory. From 16 to 21 February, the city is transformed into a distributed hub of artistic research open to the public and to scholars alike: a temporary ecosystem that crosses places, languages and disciplines to make visible the process and results of EAR – Enacting Artistic Research.
This journey unfolds across the Accademia di Belle Arti di Roma, the Auditorium of the Ara Pacis, the Santa Cecilia Conservatory of Music, and other cultural venues throughout the city, forming a true constellation of research spaces.

The public and institutional core of this presentation is hosted at the Auditorium of the Ara Pacis on 18 and 19 February 2026, dedicated to the presentation of the EAR project through keynotes and round tables bringing together artists, scholars and researchers from Italian and European universities, academies and research centres.

Alongside theoretical discussion, EAR Week offers a rich programme of exhibitions and installations open to the public, beginning with the immersive exhibition Purché tiri al favoloso. Giovan Battista Marino between Myth, Metamorphosis and Wonder. This is followed by the installation One, Too Many — Am I scared by AI co-agency?, which explores the relationship between artificial intelligence and collective intelligence through an immersive and participatory experience using °’°Kobi.

At the Pinacoteca of the Capitoline Museums, Il non finito: between poetics and execution technique investigates the creative process through drawings, revisions and works in progress, supported by diagnostic research funded by the EAR project. Meanwhile, within the spaces of the Accademia di Belle Arti di Roma, several exhibition devices dedicated to the genesis of the artwork can be visited: Tiziano Tangible. The Gozzi Altarpiece; Creative Processes and AI. Michelangelo and Sebastiano del Piombo; the immersive virtual reality experience of the chapel painted by Giovanni da San Giovanni with The Rest during the Flight into Egypt, preserved at the Accademia di Belle Arti di Firenze and no longer accessible to the public; Mapping Pictorial Layers, a project developed by INFN – University of Rome; and Research Heritage: Hayez, Piatti and the Creative Process, developed by the Accademia di Brera.

The performative and sonic dimension of the project takes place at the Santa Cecilia Conservatory, which on 19 February 2026 hosts Mirroring EAR – RAE – Revelations Acoustic Electroacoustic, a concert and musical event conceived as an integral part of the EAR presentation.

The EAR programme also includes Hohenstaufen – The Game, a gaming project whose trailer will be presented at the Accademia di Belle Arti di Roma and subsequently experienced through gameplay interpreting the heritage of Castel del Monte, on the Murgia plateau in Apulia.
Alongside physical venues, EAR Week also activates digital spaces of research. The PhD Hub, an international platform mapping and analysing artistic and musical doctoral programmes in Europe and the Anglophone world, will be publicly presented together with the handbook PhDHub. Artistic and Musical Doctorates in Europe.

Within the framework of the project, the Accademia di Belle Arti di Roma also hosts the installation Protected Species, again created using °’°Kobi, and AI-Based Visual Analysis for Artistic Research and Semantic Inference, a project that extends artistic research methodologies by integrating computer vision techniques with semantic inference supported by selected knowledge graphs.

Subatomic Symphony is instead scheduled for two dates in March and May, an interdisciplinary installation born from the encounter between art, technology and science, transforming in real time data from the Higgs boson of the ATLAS experiment into a visual and sonic composition. Created by INFN Roma Tre, the project translates scientific information live into images, light and sound generated by lasers and projections, shaping an audiovisual work inspired by the subatomic collisions of CERN’s LHC in Geneva.

Opening the week conceptually is the International Conference The Genesis of the Artwork through Innovative and Experimental Processes, scheduled for 16 and 17 February 2026 at the Accademia di Belle Arti di Roma. The conference brings together artists, scholars and researchers from leading international cultural and museum institutions, including the Metropolitan Museum of Art in New York, the Louvre Museum, the Opificio delle Pietre Dure, and the Istituto Centrale per il Restauro.

Free admission upon registration

 

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Campo boario – Costellazione dell’ascolto

Installazione sonora multicanale

Installazione realizzata dagli studenti del corso di Progettazione di Spazi Sonori

Campo Boario – Costellazione dell’ascolto è un’installazione sonora multicanale a 14 canali, realizzata dagli studenti del corso di Progettazione di Spazi Sonori (Corso di Arti Multimediali, Scuola di Nuove Tecnologie dell’Arte), a cura del prof. Pedro Alcalde.

Il progetto esplora il Campo Boario come spazio di ascolto stratificato, attraverso una costellazione di presenze sonore autonome, ciascuna legata a una parola come dispositivo operativo dell’ascolto.
L’installazione è accompagnata da cartografie sonore, spartiti grafici e composizioni video che estendono l’esperienza tra documentazione e creazione.

 

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Lessico per le arti del XXI secolo

Presentazione del libro a cura di Nicolas Martino

Intervengono:
Cecilia Casorati
Elena Bellantoni
Ilenia Caleo
Giulia Grechi
Nicolas Martino
Viviana Vacca

Abitiamo un mondo composto di territori reciprocamente stranieri sotto ogni aspetto, economico, sociale, culturale, politico, tecnologico, ambientale, spirituale, estetico. Le arti che da sempre attraversano le frontiere dei saperi separati oggi si trovano al centro di una trasformazione profonda. Muta l’ordine del discorso e con esso cambiano i significati delle parole che usiamo.

In questo scenario il Lessico per le arti del XXI secolo (luca sossella editore, 2025) nato come progetto dentro le Accademie di Belle Arti, raccoglie12 parole per orientarsi nel presente. Obiettivo del libro, concepito come uno dispositivo, è quello di disegnare un campo strategico per comprendere il mutamento in corso e ripensare l’esperienza dell’arte attraverso 12 voci e 12 parole.

Il Lessico è questo:
1. Autore, Nicolas Martino (ABA Sassari) 2. Pop, Tommaso Ariemma (ABA Lecce) 3. Intelligenza artificiale, Francesco D’Isa (LABA Brescia-Firenze) 4. Parola, Elena Bellantoni (ABA Roma) 5. Trauma, Sonia Borsato (ABA Sassari) 6. Femminismo, Raffaella Perna (La Sapienza Università di Roma) 7. Queer, Federico Zappino (Università di Sassari) 8. Movimento, Ilenia Caleo (IUAV di Venezia) 9. Paesaggio, Ilaria Bussoni (ABA Genova) 10. Museo, Davide Mariani (ABA Sassari) 11. Disapprendimento, Giulia Grechi (ABA Napoli) 12. Cura, Viviana Vacca (Università di Catania).

Anziché arrendersi a un destino di parole d’ordine, le parole di questo libro ci aiutano allora a deviare, disobbedire, disapprendere, produrre uno scarto, indurr pensieri nuovi.
(Daniela Angelucci, OperaViva Magazine)

 

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