CLUSTER. Symphony of Data

Il bosone di Higgs, tra luci e suoni nel progetto interdisciplinare che fa convergere arte, tecnologia e scienza in uno spazio sinergico

Sarà presentata al pubblico il 23 maggio, in occasione della Notte dei Musei 2026, presso la Galleria Contemporanea dell’Accademia di Belle Arti di Roma, CLUSTER. Symphony of Data, installazione di data visualization e data sonification firmata dall’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare insieme all’Accademia di Belle Arti di Roma nell’ambito di EAR – Enacting Artistic Research, progetto finanziato dall’Unione Europea – Next Generation EU.

Al centro dell’originale progetto – firmato dal fisico sperimentale delle particelle elementari Biagio Di Micco (Università degli Studi di Roma Tre e INFN), Cristian Rizzuti e Riccardo Torresi, e dagli studenti di Roma Tre e dell’Accademia di Belle Arti di Roma – i dati sperimentali del bosone di Higgs forniti dall’esperimento Atlas che opera all’acceleratore Large Hadron Collider presso il CERN di Ginevra.

CLUSTER. Symphony of Data invita il pubblico a partecipare ad una esperienza immersiva, generata grazie all’elaborazione e alla traduzione in tempo reale dei dati dell’esperimento Atlas.
Mostrati al pubblico attraverso una combinazione di laser, video-proiezioni e suoni generativi, eventi e valori numerici si trasformano in una composizione visivo-sonora in cui le collisioni subatomiche che producono il bosone di Higgs sono rappresentate su uno schermo che richiama idealmente una sezione di Atlas.

La coreografia di luce, forma e suono che ne risulta riflette la complessità e la bellezza della fisica delle particelle. Lo spettatore è coinvolto in un racconto audiovisivo che oscilla tra precisione scientifica e sensibilità artistica, tra ordine dei dati e caos delle interpretazioni sensoriali. Un laboratorio aperto, in cui arte e scienza si incontrano e collaborano attivamente nella costruzione di nuovi sguardi sul reale, valorizzando l’incontro tra competenze, sensibilità e linguaggi differenti.

A precedere l’inaugurazione dell’installazione, il 22 maggio alle ore 17.00, sarà l’incontro organizzato presso l’Aula Magna dedicata a Lea Mattarella dell’Accademia di via Ripetta, durante il quale il progetto sarà illustrato al pubblico dalla direttrice scientifica di EAR – Enacting Artistic Research, Beatrice Peria, e dalla coordinatrice del WP4 Dalma Frascarelli, oltre che dal team di autori di Cluster – Biagio Di Micco per la parte scientifica, Cristian Rizzuti, Riccardo Torresi e Julian Alvarez per la realizzazione artistica – che fornirà una contestualizzazione scientifica sulla fisica del bosone di Higgs, raccontando il percorso che ha portato alla sua restituzione artistica.

Informazioni pratiche
22-27 maggio 2026 CLUSTER. Symphony of Data
22 maggio, ore 17.00
Conferenza | Aula Magna “Lea Mattarella”
A seguire, visita all’installazione di data visualization e data sonification | Galleria Contemporanea
23 maggio, ore 19.00-23.00 | Galleria Contemporanea
In occasione della Notte europea dei Musei sarà possibile visitare l’installazione dalle 19.00 alle 23.00
25-27 maggio, ore 16.00-19.00 | Galleria Contemporanea
Visita all’installazione
Ingresso gratuito
Accademia di Belle Arti di Roma – via Ripetta, 222

Crediti
Progetto EAR – Enacting Artistic Research | Coordinatrice scientifica Beatrice Peria; Coordinatrice WP4 Dalma Frascarelli
CLUSTER. Symphony of Data
Coordinamento Elena Giulia Rossi; Supervisione Dalma Frascarelli – Accademia di Belle Arti di Roma
Coordinamento artistico-scientifico Cristian Rizzuti (ABARoma), Biagio Di Micco (INFN) con Mauro Iodice, Michela Biglietti, Romano Orlandini, Federico Montereali (INFN e Università Roma Tre), con la collaborazione di Riccardo Torresi, Julian Alvarez (per la composizione sonora).
Hanno partecipato al progetto gli studenti Federico Tidei, Aurora Tittarelli, Giovanni Pio Appoloni, Lidia De Nuzzo, Maria Anita Vittori, Idea Carmosino, Federica Davide, Cristiano Mottola, Martina Morgia, Giorgia Carrara – Accademia di Belle Arti di Roma

The Higgs boson, through light and sound in an interdisciplinary project that brings together art, technology, and science within a synergistic space

It will be presented to the public on May 23, on the occasion of the Notte dei Musei 2026, at the Galleria Contemporanea of the Accademia di Belle Arti di Roma: CLUSTER. Symphony of Data, a data visualization and data sonification installation created by the Istituto Nazionale di Fisica Nucleare together with the Accademia di Belle Arti di Roma as part of EAR – Enacting Artistic Research, a project funded by the European Union – Next Generation EU.

At the core of this original project—developed by experimental particle physicist Biagio Di Micco (Università degli Studi di Roma Tre and INFN), Cristian Rizzuti and Riccardo Torresi, together with students from Roma Tre and the Accademia di Belle Arti di Roma—are the experimental data on the Higgs boson provided by the Atlas experiment, which operates at the Large Hadron Collider at CERN in Geneva.

CLUSTER. Symphony of Data invites the public to take part in an immersive experience generated through the real-time processing and translation of data from the Atlas experiment. Presented through a combination of lasers, video projections, and generative sound, events and numerical values are transformed into a visual and sonic composition in which the subatomic collisions that produce the Higgs boson are represented on a screen evoking a section of Atlas.

The resulting choreography of light, form, and sound reflects the complexity and beauty of particle physics. The viewer is drawn into an audiovisual narrative that oscillates between scientific precision and artistic sensitivity, between the order of data and the chaos of sensory interpretation. It is an open laboratory in which art and science meet and actively collaborate in shaping new ways of seeing reality, enhancing the encounter between different skills, sensibilities, and languages.

Preceding the inauguration of the installation, on May 22 at 5:00 PM, a public talk will be held in the Aula Magna dedicated to Lea Mattarella at the Academy on Via Ripetta. During this event, the project will be presented by the scientific director of EAR – Enacting Artistic Research, Beatrice Peria, and the WP4 coordinator Dalma Frascarelli, together with the team behind CLUSTER—Biagio Di Micco for the scientific component, and Cristian Rizzuti, Riccardo Torresi, and Julian Alvarez for the artistic realization—who will provide a scientific contextualization of Higgs boson physics and recount the process that led to its artistic interpretation.

Practical information
22–27 May 2026 – CLUSTER. Symphony of Data
May 22, 5:00 PM
Conference | Aula Magna “Lea Mattarella”
Followed by a visit to the data visualization and data sonification installation | Galleria Contemporanea
May 23, 7:00–11:00 PM | Galleria Contemporanea
On the occasion of the Notte europea dei Musei, the installation will be open to visitors from 7:00 PM to 11:00 PM
May 25–27, 4:00–7:00 PM | Galleria Contemporanea
Installation visits
Free admission
Accademia di Belle Arti di Roma – Via Ripetta, 222

Credits
EAR Project – Enacting Artistic Research | Scientific Coordinator Beatrice Peria; WP4 Coordinator Dalma Frascarelli
CLUSTER. Symphony of Data
Coordination Elena Giulia Rossi; Supervision Dalma Frascarelli – Accademia di Belle Arti di Roma
Artistic-scientific coordination Cristian Rizzuti (ABARoma), Biagio Di Micco (INFN), with Mauro Iodice, Michela Biglietti, Romano Orlandini, Federico Montereali (INFN and Università Roma Tre), in collaboration with Riccardo Torresi and Julian Alvarez (for sound composition).
The project involved the participation of the students Federico Tidei, Aurora Tittarelli, Giovanni Pio Appoloni, Lidia De Nuz zo, Maria Anita Vittori, Idea Carmosino, Federica Davide, Cristiano Mottola, Martina Morgia, Giorgia Carrara – Accademia di Belle Arti di Roma.

DA A AD A Nulla di ordinario / Nic zwyczajnego

Artisti in mostra: Maria Camilla Brandenburg, Camilla Ciccone, Magdalena Doszla + Dawid Konopka + Maciej Powała, Stefa Gosiewsk, He Jiahao, Mahsa Khorshidsavar, Benjamin Menchetti, Moczulska Murawska, Domenico Mondelli, Matteo Rossi, Paco Sangrado, Mateusz Stańczak, Chiara Viviani, Marcin Zonenberg.

Mercoledì 13 maggio 2026, all’Istituto Polacco di Roma, inaugura la seconda edizione di DA A AD A. Nulla di ordinario / Nic zwyczajnego, progetto ideato da Alfredo Pirri e Sergio Sarra per l’Accademia di Belle Arti di Roma, in collaborazione con l’Istituto Polacco di Roma e curata da Ilaria Gianni, Greta Martina e Giuliana Paolino per IUNO.

La mostra si configura come un progetto collettivo che vede la partecipazione di nove artisti provenienti dalla Scuola di Pittura dell’Accademia di Belle Arti di Roma, in dialogo con cinque artisti e collettivi provenienti dallo Studio of Spatial Activities, coordinato da Mirosław Bałka e Katarzyna Krakowiak-Bałka, dell’Accademia di Belle Arti di Varsavia.

Nulla di ordinario / Nic zwyczajnego deriva dal titolo di una poesia di Wisława Szymborska, inserendosi in un contesto di riflessione italo-polacca che mette in relazione traduzione, compresenza linguistica e incontro tra culture. In questo quadro, la traduzione non è solo passaggio tra lingue, ma uno spazio di slittamento e ridefinizione del senso.

Il “nulla di ordinario” introduce una condizione di rovesciamento del quotidiano: ciò che appare familiare si sposta, perde stabilità e si apre a nuove possibilità di lettura. Come scrive Szymborska, «Il nulla si è davvero rovesciato all’incontrario», suggerendo una sospensione delle coordinate abituali e un’apertura verso l’inaspettato.

Le pratiche in mostra, che attraversano pittura, scultura, video, performance e fotografia, si muovono entro questa tensione: mondi alterati, sogni tradotti in immagini, ricordi rielaborati nel presente, immaginari riscritti. Le opere articolano spazi e oggetti che si sottraggono o si rivelano, in cui il macro diventa micro e viceversa, dove presenza e assenza coesistono, mentre finzione e realtà si sfiorano senza mai coincidere; il racconto oscilla cosìtra dimensione personale e orizzonte collettivo. Trasversalmente alle pratiche si osserva una trasformazione della memoria e del familiare, che investe tanto lo spazio domestico quanto quello esterno, generando slittamentipercettivi e narrativi.

Lungo il percorso della mostra emerge un’evidente tensione verso lo straordinario, inteso non come eccezione spettacolare ma come necessità: una modalità per orientarsi in una condizione di incertezza, un forma per interrogare la propria esperienza, spingendosi oltre i suoi confini tra vissuto, desiderato e temuto.

In questo senso, nulla è ordinario: ciò che appare dato è sempre traducibile, riconfigurabile, condivisibile, aperto a incontri e a dimensioni inattese.

Le artiste e gli artisti sono stati selezionati tramite open call ed è stata portata avanti dal team curatoriale di IUNO, composto da Ilaria Gianni, Greta Martina e Giuliana Paolino.

Istituto Polacco di Roma, via Vittoria Colonna 1, Roma, tel.: 06 36 000 723 – fax: 06 36 000 721
www.istitutopolacco.it | segreteria.roma@instytutpolski.pl | Fb @istituto polacco di roma | Ig Istituto_polacco_di_roma

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Ufficio Comunicazione dell’Accademia di Belle Arti di Roma
Coordinamento: Prof. Guglielmo Gigliotti g.gigliotti@abaroma.it
Collaborazione: Marianna Pontillo comunicazione@abaroma.it

 

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Vincenzo Scolamiero Con qualche parte della terra

Dal 1° aprile al 17 maggio 2026 il Mattatoio di Roma presenta la mostra Vincenzo Scolamiero. Con qualche parte della terra, promossa da Assessorato alla Cultura di Roma Capitale, Azienda Speciale Palaexpo e Fondazione Mattatoio di Roma – Città  delle Arti, con il patrocinio dell’Accademia di Belle Arti di Roma e dall’AICA, Associazione Internazionale dei Critici d’Arte.
Realizzata da Azienda Speciale Palaexpo in collaborazione con Twiceout.

Il progetto espositivo ripercorre quindici anni di ricerca pittorica di Vincenzo Scolamiero, docente di Pittura presso il Dipartimento di Arti Visive dell’Accademia di Belle Arti di Roma, città nella quale vive e lavora. Questo ampio arco temporale permette di cogliere in profondità l’evoluzione dell’artista, la cui prima mostra personale si è tenuta presso la storica galleria Al Ferro di Cavallo di Roma nel 1987, offrendo una visione complessiva e articolata della sua produzione. In mostra sono presentate oltre trenta opere, tra lavori su tela e tavola, carte e libri d’artista.

L’esposizione esplora i molteplici ambiti che da sempre nutrono la ricerca dell’artista, profondamente influenzata dalla lettura della poesia, dall’ascolto della musica e da una costante attenzione rivolta alle più piccole tracce del quotidiano. In questo modo la pittura diviene un luogo di profonda riflessione, sintomo di una mobilità interiore e di un atteggiamento filosofico nei confronti della vita.

Il titolo Con qualche parte della terra, tratto da un verso della poetessa Louise Glück, rimanda a un rapporto totalizzante con il mondo, che affiora nelle opere esposte tramite minime tracce, sintomo di riflessioni sulla caducità e l’impermanenza della propria condizione. Percorrendo gli ambienti del padiglione emerge una pittura caratterizzata dalla costruzione di uno spazio dinamico, incentrata sulla concezione del vuoto come elemento costruttivo.

L’inizio del percorso espositivo è costituito da lavori in cui l’equilibrio compositivo è costruito su pochi elementi e caratterizzato da una sospensione spaziale minimale, mentre gli ambienti successivi presentano una serie di opere con un’apertura graduale verso una maggiore complessità tonale e strutturale dovuta ad un rapporto sempre più stringente che l’artista instaura con la musica e la poesia.
Riferimenti diretti di questa relazione si trovano nei titoli delle opere, come Piero Bigongiari, Harrison Birtwistle, Louise Glu ̈ ck, Luigi Nono.

L’allestimento è concepito in risposta alla continua sperimentazione tecnica della ricerca di Vincenzo Scolamiero. L’uso di pigmenti, olii, inchiostri, acrilici e strumenti per tracciare il supporto hanno sempre consentito all’artista di variare la fluidità delle tracce, le morbide velature e i trapassi luminosi che caratterizzano la sua produzione. Da ciò nascono esiti differenti: la mano, la testa, tutta l’anatomia dell’artista partecipa all’atto di creazione, così le ampie campiture vengono costruite lentamente seguendo il movimento del corpo e il ritmo del respiro, a ciò si alterna l’emergere di forme più ibride che donano dinamicità tra astrazione e figurazione.

La mostra è accompagnata da un catalogo bilingue, edito da De Luca Editori d’Arte, con i testi critici di Francesca Bottari e Maria Vittoria Pinotti.

Vincenzo Scolamiero (1956, Sant’Andrea di Conza, AV) è docente di Pittura presso il Dipartimento di Arti Visive dell’Accademia di Belle Arti di Roma, citta ̀ nella quale vive e lavora. Le sue opere sono entrate a far parte di importanti collezioni pubbliche e private. Ha esposto in gallerie e in rilevanti spazi museali nazionali e internazionali. Tra le partecipazioni istituzionali si segnalano, la Quadriennale di Roma (1996) e la Biennale di Venezia (2011), è anche vincitore della LXV Edizione del Premio Michetti (2014).

Maria Vittoria Pinotti (1986, San Benedetto del Tronto) è storica dell’arte, curatrice e critica indipendente. Collabora con gli uffici del Ministero della Cultura è coordinatrice dell’Archivio fotografico di Claudio Abate e Manager presso lo Studio di Elena Bellantoni. Scrive per diverse riviste d’arte e redige testi critici per gallerie d’arte con approfondimenti tematici dedicati alla pittura.

Opening e anteprima della mostra
31 marzo, ore 18:00

Orari
Dal martedì alla domenica
dalle ore 11.00 alle 20.00
lunedì chiuso
L’ingresso è consentito
fino a un’ora prima della chiusura

Info
www.mattatoioroma.it
Facebook: @mattatoioroma
Instagram:@mattatoio #MattatoioRoma

UFFICIO STAMPA AZIENDA SPECIALE PALAEXPO
Piergiorgio Paris | T. +39 347 8005911 – M. p.paris@palaexpo.it
Federica Mariani | T. +39 366 6493235 – M. f.mariani@palaexpo.it
Adele Della Sala | T. +39 366 4435942 – M. a.dellasala@palaexpo.it
Segreteria: Dario Santarsiero| T. +39 06 69627 1205 – d.santarsiero@palaexpo.it;
ufficio.stampa@palaexpo.it

UFFICIO STAMPA PROGETTO
Roberta Melasecca_Associazione culturale blowart | T. +39 349 4945612
M. roberta.melasecca@gmail.cominfo@melaseccapressoffice.it

Photo: Vincenzo Scolamiero, Con qualche parte del proprio mondo 1, 2026, olio e pigmenti su tela, cm 200×100

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Visioni emergenti 3

S-Confini, mostra personale di Silvia Spoti

Inaugurazione: lunedì 23 marzo 2026
Ore 18.00

La Galleria A.O.C.F58 ospita giovani artisti dell’Accademia di Belle Arti di Roma.

Si rinnova per il terzo anno consecutivo la collaborazione tra la storica galleria romana, A.O.C. F58, da sempre attiva nello scoprire e promuovere artisti emergenti e nuove voci dello scenario contemporaneo, e l’Accademia di Belle Arti di Roma, luogo di eccellenza nella formazione artistica italiana e vivaio di giovani talenti.

Il secondo appuntamento della rassegna 2025/2026 è S – Confini, mostra personale di Silvia Spoti. La sua ricerca indaga il concetto di confine non solo come delimitazione geografica ma come costruzione culturale e politica. Attraverso la manipolazione di atlanti e mappe – incise, deformate e sovrapposte – l’artista mette in discussione la stabilità dei tracciati territoriali, rivelandone la fragilità e l’arbitrarietà. Nelle Non metrie, la carta viene trattata come materia scultorea e le proporzioni dei territori diventano fluide, alludendo anche a luoghi di conflitti spesso rimossi dal discorso mediatico occidentale.

La riflessione sul limite assume una dimensione storica e simbolica nell’installazione Ad Artemisia Gentileschi, dedicata ai 184 giorni del processo per stupro subito dalla pittrice seicentesca: 184 sanpietrini in cera, modulati cromaticamente, traducono il tempo giudiziario in memoria visiva ed emotiva.

Biografia

Silvia Spoti nasce nel 1993 in provincia di Lecce. Da sempre appassionata di Arte e Letteratura, consegue nel 2012 la Maturità Classica. Dopo aver alternato studio e vari lavori part-time, nel 2020 consegue il Diploma di I livello in Decorazione all’Accademia di Belle Arti di Lecce. Attualmente frequenta l’Accademia di Belle Arti di Roma, dove si sta diplomando al Biennio di Decorazione. L’interesse per gli studi umanistici fa si che la sua ricerca artistica assuma una forma di indagine conoscitiva della realtà contemporanea, ed allo stesso tempo una forma di espressione sincera di una verità soggettiva ed emozionale. Conosce e pratica le tecniche del disegno, della modellazione dell’argilla, del gesso e della cera. Il contatto con la materia è per lei una necessità, il modo migliore per entrare in relazione con ci. che ci circonda, e con l’Altro.

Alcune mostre collettive:
2020 – «Flash Exhibition #1 “Πῦρ. E venne il fuoco. Dopo il confinamento», in collaborazione con «Le ali di Pandora», presso la sede in via Massimiliano Kolbe, Lecce
2022 – «Diversi ma uguali», a cura di Maria Teresa Padula, presso Palazzo Besso, Roma
2023 – «Carta», in collaborazione con ABA Roma e Giorgia Rissone, presso Piano Terra Vertecchi, Roma
2023 – «1:10», a cura di Claudio Libero Pisano e Roberto Pietrosanti, presso La Nuova Pesa, Roma
2023 – «Artèuropa, Giovani artisti per il futuro dell’Europa», in collaborazione con ABA Roma e Ragnarock, presso Europa Experience – David Sassoli, Roma
2023 – «XVII Premio nazionale delle Arti», presso Palazzo del Medico, Carrara
2024 – «Met Sapienza», in collaborazione con ABA Roma e Sapienza Futura, a cura di Roberto Pietrosanti, presso Museo dell’Arte Classica, Roma
2024 – «XVIII Premio Nazionale delle Arti», presso Fondazione Brodbeck, Catania
2024 – «A punt per commencar», presso Sant Pau, Barcellona

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Visioni emergenti 3

Pianissimo, mostra personale di Giulia Barone

La Galleria A.O.C.F58 ospita giovani artisti dell’Accademia di Belle Arti di Roma

Si rinnova per il terzo anno consecutivo la collaborazione tra la storica galleria romana, A.O.C. F58, da sempre attiva nello scoprire e promuovere artisti emergenti e nuove voci dello scenario contemporaneo, e l’Accademia di Belle Arti di Roma, luogo di eccellenza nella formazione artistica italiana e vivaio di giovani talenti.

Il primo appuntamento della rassegna 2025/2026 è Pianissimo, mostra personale di Giulia Barone, giovane fotografa, diplomata al Biennio di Fotografia e Grafica all’Accademia di Belle Arti di Roma. La mostra sarà aperta dal 12 al 21 marzo. La mostra è accompagnata da una brochure con testi di Marina Bindella, Beatrice Peria e Andrea Attardi, realizzata con il contributo dell’Accademia di Belle Arti di Roma. Le mostre sono parte del Progetto di Produzione artistica della Scuola di Grafica d’arte.

Il secondo appuntamento, dal 23 marzo al 2 aprile, ospiterà la mostra S-Confini, personale di Silvia Spoti, già diplomata al Triennio della Scuola di Decorazione, e adesso diplomanda sempre presso il Biennio di Decorazione dell’Accademia di Belle Arti di Roma.
Il titolo della mostra, Pianissimo, rispecchia il tempo lungo che caratterizza il lavoro e la poetica di Giulia Barone: la lenta elaborazione e realizzazione dei progetti; la scelta della fotografia analogica e di tecniche e processi di stampa fotografica tradizionali; le sperimentazioni di procedimenti antichi, nella calibrata e sapiente ricerca di un risultato in cui le immagini possano avere il tempo di emergere lentamente e di trovare la giusta definizione. La ricerca poetica e quella tecnica coincidono in questa volontà di indagare e approfondire le cose, i ritmi del mondo, ma anche le tradizioni e i racconti che le circondano e le avvolgono in un’unica trama.
Più che di singole foto, dobbiamo infatti parlare di complessi e articolati progetti che si sedimentano e si rivelano nelle immagini, mettendo in luce un’indagine meticolosa della materia e delle sue trasformazioni, in cui l’osservazione della natura spesso si ammanta di risonanze antropologiche, perché il tempo è una sostanza stratificata che contiene in sé anche le tracce di tutti i tempi passati, la memoria dei luoghi e delle persone che li hanno abitati.

Biografia

Giulia Barone si esprime attraverso la tecnica fotografica analogica argentica e ferrica e le installazioni. Diplomata alla triennale all’Accademia di Belle Arti di Roma in Decorazione, ha poi conseguito il diploma di secondo livello in Grafica e Fotografia con lode nel 2021 nella stessa sede. Contemporaneamente nel 2018 ha studiato, attraverso il progetto Erasmus+, presso la Faculdade de Belas-Artes de Lisboa, in Portogallo. Dal 2022 è stata tecnico di laboratorio per la scuola di Fotografia e Camera Oscura e, ad oggi, è anche cultrice del Corso di Fotografia presso l’Accademia di Belle Arti di Roma.
Oggi vive e lavora a Roma nel suo studio/camera oscura.

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Purché tiri al favoloso. Giovan Battista Marino tra mito, metamorfosi e meraviglia

A quattrocento anni di distanza, Giovan Battista Marino torna a parlare al presente attraverso una mostra a effetto immersivo che ne restituisce la sorprendente attualità. Purché tiri al favoloso Giovan Battista Marino tra mito, metamorfosi e meraviglia non è una mostra letteraria in senso tradizionale, ma un’esperienza che mette in dialogo parola, immagine, spazio e tecnologia per raccontare il Barocco come linguaggio della complessità e della meraviglia.

Il percorso espositivo, sviluppato nell’ambito di EAR – Enacting Artistic Research e curato dalla professoressa Dalma Frascarelli e dalla dottoranda Floriana Boni, attraversa il pensiero di Marino come dispositivo creativo fondato sull’ecfrasi, sulla metamorfosi e sulla costruzione di mondi sensoriali. Una pratica che, riletta oggi, anticipa alcune delle dinamiche proprie dell’intelligenza artificiale generativa: la capacità di evocare immagini, concatenare visioni, costruire narrazioni a partire da input linguistici.

Grazie a un allestimento immersivo e all’uso di tecnologie avanzate, il pubblico è invitato a entrare nella “galleria ideale” di Marino e, attraverso un’applicazione in realtà virtuale, a varcare la soglia del suo camerino privato, spazio simbolico della creazione. La mostra dimostra come la ricerca artistica possa farsi strumento di rilettura del patrimonio, trasformando la storia della letteratura in esperienza contemporanea e accessibile.

In questo senso, la mostra mette in luce il carattere sorprendentemente anticipatorio del pensiero di Giovan Battista Marino. La sua pratica dell’ecfrasi e della “galleria ideale”, fondata sulla parola come generatrice di immagini, appare oggi come una prefigurazione dei meccanismi di prompting propri dell’intelligenza artificiale generativa. Purché tiri al favoloso Giovan Battista Marino tra mito, metamorfosi e meraviglia restituisce Marino non solo come figura centrale del Barocco, ma come autore capace di parlare al presente, offrendo una chiave di lettura contemporanea del rapporto tra linguaggio, immaginazione e tecnologia.

Informazioni per la visita
20 e 21 febbraio ore 9:00 – 18:30
23 febbraio – 7 marzo, da lunedì a venerdì ore 16:00 – 18:30; sabato ore 10:30 – 18:30 oppure su prenotazione a d.frascarelli@abaroma.it e f.boni@abaroma.it.


Four hundred years later, Giovan Battista Marino speaks once again to the present through an immersive exhibition that reveals his astonishing contemporaneity. Purché tiri al favoloso Giovan Battista Marino tra mito, metamorfosi e meraviglia is not a literary exhibition in the traditional sense, but an experience that brings together word, image, space, and technology to present the Baroque as a language of complexity and wonder.

The exhibition path, developed within the framework of EAR – Enacting Artistic Research and curated by Professor Dalma Frascarelli and doctoral researcher Floriana Boni, explores Marino’s thought as a creative device grounded in ekphrasis, metamorphosis, and the construction of sensory worlds. Reinterpreted today, this practice anticipates certain dynamics typical of generative artificial intelligence: the ability to evoke images, link visions, and build narratives from linguistic inputs.

Through an immersive setup and the use of advanced technologies, visitors are invited to enter Marino’s “ideal gallery” and, by means of a virtual reality application, cross the threshold of his private study, a symbolic space of creation. The exhibition demonstrates how artistic research can become a tool for reinterpreting cultural heritage, transforming literary history into a contemporary and accessible experience.

In this sense, the exhibition highlights the surprisingly forward-looking nature of Giovan Battista Marino’s thought. His practice of ekphrasis and the “ideal gallery,” based on the word as a generator of images, appears today as a prefiguration of the prompting mechanisms typical of generative artificial intelligence. Purché tiri al favoloso Giovan Battista Marino tra mito, metamorfosi e meraviglia presents Marino not only as a central figure of the Baroque, but as an author capable of speaking to the present, offering a contemporary key to understanding the relationship between language, imagination, and technology.

Visitor information
20 and 21 February, 9:00 a.m. – 6:30 p.m.
23 February – 7 March, Monday to Friday 4:00 p.m. – 6:30 p.m.; Saturday 10:30 a.m. – 6:30 p.m., or by appointment at d.frascarelli@abaroma.it and f.boni@abaroma.it.

Roma e Seoul, Est e Ovest in CrossinGallery

Dialogo sul piccolo formato

Un progetto condiviso tra l’Accademia di Belle Arti di Roma e il Kyung Hee University College of Fine Arts

Saluti istituzionali: Cecilia Casorati, Direttrice dell’Accademia di Belle Arti di Roma

In foto: Jinah Roh, Pseudo Flesh, 2025

Venerdì 6 Febbraio 2026 verrà inaugurata, nello spazio della ‘’CrossinGallery’’ presso l’Accademia di Belle Arti di Roma, sede di Campo Boario – Fienili, il primo ciclo di incontri con l’Università coreana Kyung Hee University College of Fine Arts.

Parteciperanno trentatré studenti dell’Università di Seoul, accompagnati dal Professor Hyoungmin Na, Preside della Facoltà di Belle Arti, il Professore associato Roh Jinah, Direttore del Dipartimento di Scultura, il Professore associato Hanuk Jung, Direttore del Dipartimento di Pittura e gli insegnanti Chai Hanul e Choi Jiyoun.

L’iniziativa nasce dalla volontà di creare uno scambio culturale tra l’Accademia di Belle Arti di Roma e il Kyung Hee University College of Fine Arts in occasione del 2025 Winter Overseas Major Study Program, con l’obiettivo di aprire un dialogo tra istituzioni di alta formazione artistica appartenenti a differenti culture, vedendo la diversità come un necessario arricchimento.

Il progetto di mediazione culturale prevede mostre, lezioni, letture, simposi e laboratori. La mostra “Roma e Seoul, Est e Ovest in CrossinGallery. Dialogo sul piccolo formato” è la prima tappa di un percorso espositivo che vuole restituire un confronto sulla ricerca e didattica delle due diverse istituzioni.

In questa prima occasione si esporranno opere di piccolo formato prodotte da studenti e studentesse dei corsi di Scultura della Prof.ssa Oriana Impei e Storia dell’Arte Contemporanea della Prof.ssa Ada Lombardi dell’Accademia di Belle Arti di Roma e studenti dei corsi di Pittura, i corsi di Pittura tradizionale coreana e Scultura del Kyung Hee University College of Fine Arts.

La mostra, a tema libero, è frutto della ricerca personale degli studenti selezionati per il progetto, con l’obiettivo di offrire uno spaccato dei risultati di svariati percorsi didattici, ma rappresenta anche una testimonianza di come le giovani generazioni si confrontano con la realtà globale e come riescono a condividere i traguardi di un personale accrescimento culturale.

Gli accordi di collaborazione tra le due istituzioni sono stati promossi dallo scultore di fama internazionale Park Eun-Sun.

Inaugurazione mostra: il 6 febbraio dalle 16:00 alle 19:00 

Rome and Seoul, East and West in CrossinGallery
Dialogue on the Small Format

A joint project between the Academy of Fine Arts in Rome and Kyung Hee University College of Fine Arts.

Edited by Oriana Impei and Ada Lombardi.

Institutional greetings: Cecilia Casorati, Director, Academy of Fine Arts of Rome.

In the photo: Jinah Roh, Pseudo Flesh, 2025

Concept:
The initiative stems from the desire to foster a cultural exchange between the Academy of Fine Arts of Rome and the Kyung Hee University College of Fine Arts, in conjunction with the 2025 Winter Overseas Major Study Program and the agreements signed between the two institutions. Thirty-three students from the University of Seoul will participate, accompanied by Professor Hyoungmin Na, Dean, Faculty of Fine Arts, Associate Professor Roh Jinah, Chair, Department of Sculpture, and Associate Professor Hanuk Jung, Chair, Department of Painting, and teachers Chai Hanul and Choi Jiyoun.

The goal is to foster dialogue between institutions of high artistic culture belonging to different cultures, viewing diversity as a necessary enrichment.
The cultural mediation project includes exhibitions, lectures, readings, symposia, and workshops. The exhibition “Rome and Seoul, East and West in CrossinGallery. Dialogue on the Small Format” is the first stage of an exhibition program that aims to foster a dialogue between the research and teaching of the two institutions. This first exhibition features small-format works by students from the Academy of Fine Arts of Rome enrolled in the Sculpture courses taught by Professor Oriana Impei and the History of Contemporary Art courses taught by Professor Ada Lombardi, alongside works by students from the Departments of Korean Painting, Painting, and Sculpture at the Kyung Hee University College of Fine Arts.

The exhibition, open to a specific theme, is the result of the personal research of the students selected for the project. It aims to offer a snapshot of the results of various educational programs, but it also serves as a testament to how younger generations engage with global reality and how they share the goals of personal cultural growth.
The collaboration agreements between the two institutions were promoted by internationally renowned sculptor Park Eun-Sun.

Exhibition opening: 6 February from 4pm to 7pm (free admission)
Exhibition opening hours: 9am to 7pm

 

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Punto di arrivo nel nuovo mondo: di Pace

Inaugurazioni mostre: 16 gennaio ore 15:30

Palazzo Caccia-Canali, sala delle Bettine
Gallerie-Bunker del Monte Soratte
Sant’Oreste

 

Partecipanti: Wenling Bao, Eclario Barone, Stefano Bove, Rebecca Bovini, Fabiola Cenci, Giulia Conti, Alexandra Chylinska,Valentina Cultrara, Gianluca Ferranti, Gabriele Fina, Alessia Frasca, Zeyu Han, Qian Han, Guida Hoara, Valentina Iacovelli, Oriana Impei,Giada Lepri, Yuzhou Liu, Pia Manelli, Francesca Margiotta, Emanuele Marsigliotti, Luca Massa, Lorenzo Mattioli, Rossella Menichelli, Marina Mingazzini, Giulia Montecchia, Daniele Nasta, Matthias Omahen, Jessica Pintaldi, Margherita Pùpparo, Giulia Rossi, Natalia Salucci, Lucia Sicuro, Damiano Tata, Seyedeh SagharTahami, Giordano Zavaroni.

Venerdì 16 Gennaio 2026 si terrà l’inaugurazione della Mostra Punto di arrivo nel nuovo mondo: di Pace, progetto di Produzione artistica promosso dal Corso di Scultura tenuto dalla professoressa scultrice Oriana Impei dell’Accademia di Belle Arti di Roma, con la partecipazione dell’artista docente Eclario Barone e gli allievi del corso di Disegno. Accanto ai docenti dell’Accademia la storica dell’arte Francesca Tuscano seguirà l’evoluzione artistica dei progetti nel contesto storico dei luoghi delle mostre.

La rassegna, iniziata con la prima edizione nel 2021, giunge alla seconda edizione voluta dal Comune di Sant’Oreste nella persona del sindaco Arch. Gregory Paolucci e dall’Associazione Bunker Soratte, presieduta da Riccardo Cecchini, con l’Accademia di Belle Arti di Roma. L’iniziativa ha l’intento di promuovere, attraverso l’arte visiva, un messaggio condiviso della memoria legata al bunker del monte Soratte, costruito durante la Seconda guerra mondiale, scenario di guerra distruzione e morte ma anche di rinascita come museo diffuso recentemente ampliato e rinnovato con le nuove tecnologie, insieme al “percorso della Memoria” e “percorso vita” nella Riserva di Monte Soratte.
Gli allievi internazionali si confronteranno con queste realtà e si esprimeranno attraverso linguaggi personali sui temi proposti. Accanto agli allievi dell’Accademia di Belle Arti di Roma esporranno i docenti, artisti nelle gallerie Bunker e Palazzo storico con opere site-specific: Fabiola Cenci, Eclario Barone, Gianluca Ferranti, Valentina Iacovelli, Oriana Impei, Emanuele Marsigliotti, Matthias Omahen, Jessica Pintaldi, Giulia Rossi Solmaz Vilkachi.
La mostra prevede installazione ed esposizione di bozzetti scultorei degli allievi come elaborati preliminari, per poter poi essere selezionati e realizzati in grande scala in una seconda fase in un simposio di scultura. Le opere complete verranno poi collocate, in forma permanente, nei due percorsi “Percorso della Memoria” e “Percorso Vita”, come nell’edizione del 2021.
In contemporanea esporrà anche un gruppo di studenti del Liceo Artistico Luca Paciolo di Anguillara Sabazia, guidati dalle docenti Viviana Ravaioli e Patrizia Santoro, realizzando installazioni nella sala delle Bettine nel Palazzo comunale.
Il progetto prevede nella stessa giornata, nel Teatro del Comune, un convegno formativo, organizzato con l’Ordine degli Architetti di Roma e Provincia, sul tema “Bunker come Museo diffuso e di difesa nel XXI secolo“, nel quale esperti relatori illustreranno, da vari punti di vista, a studenti, architetti e al pubblico, nuove prospettive di idee progettuali. Le opere esposte nei luoghi espositivi richiamano ad un’attenta riflessione su ciò che sta accadendo intorno a noi nel mondo.

Venerdi 16 gennaio 2026
Ore 9:00 – 14:00 Convegno nel teatro Comunale di Sant’Oreste
Ore 15:30 inaugurazione Mostre: Palazzo Caccia Canali, sala delle Bettine – Ingresso libero e gratuito
Gallerie Bunker Soratte – biglietto ingresso con visita completa in orari di apertura del museo Bunker Soratte
Le mostre sono visitabili fino al 1° febbraio 2026

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Ufficio Comunicazione dell’Accademia di Belle Arti di Roma
Coordinamento: Prof. Guglielmo Gigliotti g.gigliotti@abaroma.it
Collaborazione: Chiara Picco, Marianna Pontillo comunicazione@abaroma.it

Strutture Bioniche

Strutture Bioniche

Progetti di rigenerazione urbana

La mostra di urban design STRUTTURE BIONICHE si inserisce nell’ambito di strategie di riequilibrio e di rigenerazione urbana e territoriale, per realizzare la città pubblica, un nuovo welfare urbano, prospettive per la qualità ecologica e paesaggistica, la protezione dai rischi, l’inclusione sociale, lo sviluppo socioeconomico.
L’aumento dal basso della domanda di spazi pubblici è il sintomo più evidente di una volontà di appropriazione da parte del pubblico dell’ambiente circostante: una tendenza che un tempo era confinata a un ambito circoscritto, quasi di quartiere, e che oggi invece appare abbracciare tutto l’invaso urbano. Realizzare la città pubblica significa sostenere il diritto collettivo a vivere la città, superando il primato dell’individuo e della proprietà privata.

Le città sono piene di spazi pubblici che hanno bisogno di interventi rigenerativi. Ma spesso questi luoghi vengono occupati da condomini di lusso o trasformati in non luoghi con enormi centri commerciali che ne annullano l’identità culturale e collettiva che possedevano. L’idea di questa mostra è quella di stimolare l’attenzione dell’opinione pubblica sull’importanza della salvaguardia dei luoghi pubblici; sull’importanza di preservare il carattere pubblico degli spazi urbani collettivi; sull’importanza di saper riconoscere i luoghi pubblici a rischio di gentrificazione e privatizzazione.

Il sogno del segno

Inaugurazione: martedì 4 novembre 2025
Ore 18.00

Progetto di Produzione Artistica della Scuola di Grafica d’arte.

Con la mostra Il sogno del segno, a cura di Marina Bindella e Beatrice Peria, l’Accademia di Belle Arti di Roma vuole rendere omaggio, in occasione del suo novantunesimo compleanno, ad uno dei protagonisti più originali della scultura italiana del secondo Novecento, illuminando uno degli aspetti più intimi della sua produzione, quello della grafica.
Se la lastra di metallo è sempre stata per lui una superficie viva, capace di catturare l’aria e la luce, il vuoto, trasformandoli in sostanza plastica, in composizioni aeree e vibranti, la cui cifra formale è la leggerezza, il foglio di carta diviene spazio mentale e campo energetico dove esplorare nuove idee formali, seguendo il filo di una incessante e coerente ricerca espressiva. I disegni non sono, infatti, studi preparatori per le sculture, ma hanno una forza plastica e poetica autonoma. Come scrive Beatrice Peria nel catalogo, “Il foglio diventa così uno spazio di ascolto e rivelazione, dove Lorenzetti si misura con ciò che esiste prima della materia: il problema della forma, le sue possibilità e declinazioni (…) Le carte di Lorenzetti sono, dunque, spazi di riflessione e di sperimentazione continua; luoghi poetici in cui la visione interiore si traduce in gesto, in tensione, in energia luminosa e vibrante. Il segno si muove sulla soglia tra visibile e invisibile, rivelando visioni interiori e mentali: immagini intense che interrogano lo spazio e la forma”.

La mostra raccoglie una selezione significativa di opere su carta – venti grandi disegni, cinque rilievi-collage, un’acquaforte e quattro libri d’artista – accanto a due piccole sculture che dialogano con esse, in un continuo rimando di forme e tensioni. È un itinerario che mette in luce la continuità che lega la pratica grafica di Lorenzetti alla sua produzione plastica: un dialogo ininterrotto tra segno e forma, tra superficie e profondità, tra gesto e struttura.
Accompagna la mostra un catalogo edito da Artemide, ricco di apparati fotografici e documentari, con una presentazione istituzionale di Umberto Croppi, Presidente dell’Accademia di Roma, e contributi critici di Marina Bindella, Beatrice Peria, Giuseppe Appella, Enzo Bilardello, Claudio Zambianchi, e una toccante intervista allo stesso Lorenzetti, realizzata da Carlo Alberto Bucci.

Alle ore 17.00 è prevista, nell’Aula Magna dell’Accademia di Belle Arti di Roma, una tavola rotonda di presentazione della mostra, con la partecipazione dell’artista e delle curatrici. Interverranno anche: Cecilia Casorati, Gianluca Murasecchi, Arianna Mercanti, Ernesto Porcari, Ilaria Schiaffini.

Ufficio Comunicazione dell’Accademia di Belle Arti di Roma
Coordinamento: Prof. Guglielmo Gigliotti g.gigliotti@abaroma.it
Collaborazione: Chiara Picco, Marianna Pontillo comunicazione@abaroma.it


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