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Settimana degli eventi
25 — 30 maggio
Mostre
25 maggio — 6 giugno
Mostre d’arte visiva, performance, teatro, danza, circo, opera, workshop, incontri e pratiche artistiche diffuse in diversi luoghi di Torino.
ARWE – Art Research World Expo, costruisce uno spazio di confronto tra arte e sperimentazione contemporanea internazionale con opere di artisti di nuova generazione provenienti da ventuno Scuole d’arte italiane e da ventisette istituzioni universitarie similari di diciotto paesi esteri. Un programma che intreccia linguaggi artistici interdisciplinari e pratiche curatoriali, offrendo occasioni di incontri aperti alla comunità accademica e alla città.
L’iniziativa si inserisce nel progetto INAR – Italian Network of Artistic Research e ARWE, finanziato dall’Unione Europea – Next Generation EU – con le risorse previste dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza.
Operare oltreconfine. Tra sperimentazione e sistema, tra galleria e territorio
L’incontro è indirizzato agli studenti della scuola di nuove tecnologie dell’arte, fotografia e video, comunicazione e didattica dell’arte, comunicazione e valorizzazione del patrimonio artistico contemporaneo.
Stefania Miscetti, gallerista, architetto e promotrice culturale, è protagonista di un incontro dedicato alla sua lunga esperienza nel panorama dell’arte contemporanea italiana e internazionale che con STUDIO STEFANIA MISCETTI, spazio e un progetto fondato nel cuore di Trastevere negli anni ‘90, ha attraversato oltre tre decenni di attività curatoriale, ricerca e sperimentazione.
L’incontro è un’occasione preziosa per ripercorrere approfondire una progettualità aperta ad ogni declinazione dei linguaggi dell’arte, inclusa la multimedialità, operando dentro e fuori dallo spazio. Tra il grande numero di progetti curati, sarà dedicata particolare attenzione alle proiezioni su edifici storici e architetture simboliche di Roma, con interventi di artisti di rilievo internazionale come Doris Bloom, William Kentridge e Paolo Canevari, esempi emblematici di una ricerca che ha saputo portare l’arte a contatto con il territorio e con una varietà di realtà e istituzioni.
Sarà possibile confrontarsi con Stefania Miscetti sull’attività espositiva della galleria attraverso alcune delle mostre personali dedicate ad artisti centrali nella storia dell’arte contemporanea, tra cui Marina Abramović, Alfredo Jaar, Yoko Ono, ORLAN e Nancy Spero, anticipando la loro notorietà internazionale.
Dalle mostre, si torna ad una attività sempre più sfaccettata in relazione con una varietà di istituzioni, come quella che ha inaugurato da qualche anno una nuova stagione e che vede attualmente in corso due importanti eventi: Its happening again, progetto di Adrian Tranquilli declinato in tre installazioni pensate per il Museo di Roma a Palazzo Braschi, e SHE DEVIL al Museo MACRO, la XIVa edizione di un progetto pionieristico ‘al femminile’, che, avviato nel 2006 in galleria come video rassegna e network curatoriale, ha viaggiato in diversi paesi e istituzioni nel mondo.
L’incontro con Stefania Miscetti è parte del ciclo di conferenze “Colori e mestieri nelle arti multimediali”, a cura di Elena Giulia Rossi per e con la Scuola di Nuove Tecnologie per l’Arte, con l’obiettivo di tracciare i vari aspetti – anche pratici- che la produzione artistica comporta attraverso una pluralità di esperienze, grazie al coinvolgimento di artisti e studiosi, attivi in questo ambito con esperienza pluridecennale in Italia e all’estero.
C’è un momento, raro e necessario, in cui il tempo smette di essere soltanto misura e diventa domanda. In cui lo spazio non è più distanza, ma possibilità. In cui l’evoluzione non si racconta come progresso lineare, ma come un intreccio vivo di visioni, scarti, ritorni.
È in questo spirito che nasce l’incontro di presentazione del nuovo numero di Insight “La Cultura dell’Altro“, n. 12, dedicato al tema, vasto e vertiginoso, di Tempo, Spazio, Evoluzione / Riflessamente.
Domenica 17 maggio 2026, in presenza Aula 1A e online, piattaforma Microsoft Teams, apriremo uno spazio che non è solo evento, ma esperienza condivisa: un Cenacolo contemporaneo, un luogo simbolico in cui voci diverse si raccolgono non per sovrapporsi, ma per risuonare. Pensatori, autori, curiosi, esploratori del senso, tutti invitati a sedersi attorno a un tavolo ideale, dove le idee non si consumano, ma si nutrono a vicenda.
Sarà un dialogo a più dimensioni: tra discipline e sensibilità, tra memoria e futuro, tra l’urgenza del presente e la pazienza del pensiero. Il tempo verrà interrogato, lo spazio attraversato, l’evoluzione messa in discussione, non come concetti da definire, ma come orizzonti da abitare insieme.
In questo incontro non si chiede di avere risposte, ma il coraggio di sostare nelle domande. Non si cerca l’uniformità, ma una comunione di intenti, fatta di ascolto, di apertura, di reciproco riconoscimento.
Partecipare significa entrare in un movimento: quello del pensiero che si fa relazione, della parola che diventa ponte, della cultura che si offre come luogo dell’altro e quindi, inevitabilmente, anche di noi stessi.
Che tu sia presente fisicamente o connesso da altrove, ciò che conta è esserci: portare il proprio sguardo, lasciarsi attraversare da quello altrui, contribuire a questo tessuto vivo di riflessioni.
Perché, forse, il tempo più autentico è quello condiviso. Lo spazio più fertile è quello che accoglie. E l’evoluzione più necessaria è quella che ci rende, insieme, più umani.
L’Accademia di Belle Arti di Roma aperta ed accessibile
Sabato 16 maggio 2026 Dalle 10:00 alle 17:00 –Visite ogni ora Accademia di Belle Arti di Roma Sede di Via di Ripetta, 222. Sede di Campo Boario – Largo Dino Frisullo, s.n.c.(Ingresso da Viale del Campo Boario per Largo Dino Frisullo – sede degli Ex Fienili)
Visite accessibili:
Visita dedicata a persone cieche e ipovedenti Ore 15:30 – sede di Via di Ripetta, 222
a cura di Flavia Coccioletti
Visita dedicata a adolescenti con disturbo dello spettro autistico ore 16:00 – sede di Via di Ripetta, 222
a cura di Martina Isernia
Servizio di interpretariato LIS disponibile durante tutto l’orario di visita e in entrambe le sedi (10:00 –17:00)
a cura della cooperativa CREI – professionisti della lingua dei segni
Il prossimo 16 maggio la sede storica dell’Accademia di Belle Arti di Roma di Via di Ripetta e la sede distaccata di Campo Boario – Ex mattatoio apriranno le loro porte a chiunque avrà voglia di visitarle! L’Accademia di Belle Arti di Roma, infatti, aderisce anche quest’anno + all’iniziativa Open House Roma, evento che celebra il design e l’architettura della Capitale, offrendo un’occasione unica per visitare le bellezze nascoste della nostra città e, in particolare, le sedi dell’Accademia di Belle Arti di Roma, accompagnati dalla guida degli studenti e delle studentesse dell’Accademia stessa.
Anche quest’anno, inoltre, l’Accademia di Belle Arti di Roma ha scelto di fare un passo avanti ponendo al centro della programmatica della giornata il tema dell’accessibilità. A seguito dell’attivazione nel 2022 delle borse di dottorato in Scienze del Patrimonio Culturale, in collaborazione con l’Università di Tor Vergata, che hanno visto vincitori due progetti incentrati sull’accessibilità nei siti culturali, gli aspetti della ricerca e dell’accessibilità sono diventati punti focali dell’istituzione. In occasione dell’evento annuale che apre le porte delle sedi della storica istituzione, si è quindi deciso di dedicare particolare attenzione a queste tematiche attraverso visite accessibili dedicate a ciechi e ipovedenti, adolescenti con disturbo dello spettro autistico e con servizio di interpretariato LIS per tutto l’orario delle visite.
L’accesso alla sede di Campo Boario sarà accessibile da Viale del Campo Boario per Largo Dino Frisullo (ingresso AMA), presso la sede degli Ex Fienili, per via dei lavori in corso sulla strada.
Identità contemporanea: l’abito, le community e il riconoscersi
La seconda edizione dell’evento dedicato alla formazione e alla creatività nel sistema moda
Dopo il grande successo della scorsa edizione, che ha registrato la partecipazione di oltre 25.000 studenti e la presenza di ospiti di rilievo internazionale come Domenico Dolce e Giancarlo Giammetti, torna FORMA. L’appuntamento è fissato per l’8 e il 9 maggio 2026 presso il Centro Congressi La Nuvola, che ospiterà la seconda edizione dell’evento dedicato alla formazione nel settore moda.
FORMA si conferma come un progetto condiviso che riunisce le principali istituzioni accademiche della Capitale e della Regione Lazio, con l’obiettivo di valorizzare i giovani talenti e promuovere le arti creative. Nato dalla collaborazione tra l’Assessorato ai Grandi Eventi, Sport, Turismo e Moda di Roma Capitale, l’Assessorato allo Sviluppo Economico, Commercio, Artigianato, Industria e Internazionalizzazione della Regione Lazio e alcune tra le più prestigiose accademie di moda e design del territorio, l’evento si afferma come un punto di riferimento nel panorama nazionale, configurandosi come piattaforma di incontro, confronto e sperimentazione tra studenti, docenti e professionisti del settore.
Il tema dell’edizione 2026, “Identità contemporanea: l’abito, le community e il riconoscersi”, propone una riflessione sul ruolo della moda come linguaggio identitario e strumento di appartenenza, con un focus sulle subculture intese come spazi di aggregazione, condivisione e costruzione del sé.
Nel corso delle due giornate, il Centro Congressi La Nuvola si trasformerà in un laboratorio dinamico e multidisciplinare, dove gli studenti delle principali scuole di moda romane potranno confrontarsi, progettare e presentare i propri lavori, dando vita a un’esperienza immersiva che intreccia formazione, creatività e innovazione.
Attraverso un programma articolato di attività, FORMA mira a valorizzare il talento emergente e a rafforzare il dialogo tra moda e arti contemporanee, contribuendo allo sviluppo culturale e produttivo del settore.
Sono già aperte le iscrizioni ai talk (https://formamodaroma2026.eventbrite.it/). Il programma completo sarà annunciato nei prossimi giorni; tuttavia, alcuni ospiti sono già stati presentati in conferenza stampa, tra cui Maria Grazia Chiuri, Direttrice Creativa di Fendi, Sofia Balestra, Francesca Ragazzi, Head of Editorial Content di Vogue Italia, Ellen Hodakova Larsson, designer svedese e fondatrice del brand Hodakova, e Olivier Theyskens, stilista che ha guidato maison come Rochas, Nina Ricci e Theory.
Tra le principali novità di questa edizione, l’estensione degli spazi con l’utilizzo del piano inferiore rispetto all’Auditorium, che ospiterà lo Speaker Corner: un’area dedicata a incontri, presentazioni ed esibizioni. L’8 maggio sarà presente Niccolò Filippucci, reduce dalla vittoria a Sanremo Giovani, mentre il 9 maggio interverrà Lea Gavino, cantautrice e attrice.
Media partner dell’evento saranno Rai Radio 2 e Rai News 24, con RaiNews.it nel ruolo di content partner.
FORMA è promossa dall’Assessorato ai Grandi Eventi, Sport, Turismo e Moda di Roma Capitale e dall’Assessorato allo Sviluppo Economico della Regione Lazio, con l’obiettivo di rafforzare il ruolo di Roma come polo di eccellenza nella formazione in ambito moda e design, favorendo sinergie tra istituzioni, territori e nuove generazioni di creativi.
L’evento rientra nel progetto “Roma Smart Tourism”, finanziato dal Ministero del Turismo nell’ambito del fondo destinato ai comuni a vocazione culturale, storica, artistica e paesaggistica che ospitano siti riconosciuti dall’UNESCO come patrimonio mondiale dell’umanità.
La presentazione ufficiale si è svolta mercoledì 22 aprile 2026 alle ore 11:30 presso la Sala delle Bandiere in Campidoglio, nel corso di una conferenza stampa alla presenza dell’Assessore ai Grandi Eventi, Sport, Turismo e Moda di Roma Capitale Alessandro Onorato e della Vicepresidente e Assessore allo Sviluppo Economico della Regione Lazio Roberta Angelilli, insieme alle accademie coinvolte nel progetto:
Accademia Costume & Moda
Accademia del Lusso
Accademia di Belle Arti di Roma
Accademia di Belle Arti di Frosinone
Accademia Internazionale d’Alta Moda e d’Arte del Costume Koefia
Accademia Italiana
IED – Istituto Europeo di Design
MAM – Maiani Accademia Moda
NABA – Nuova Accademia di Belle Arti
RUFA – Rome University of Fine Arts
Alessandro Onorato, Assessore ai Grandi Eventi, Sport, Turismo e Moda di Roma Capitale: “Roma si conferma la capitale italiana della formazione di nuovi talenti per la moda. Dopo il successo dello scorso anno con la partecipazione di oltre 25 mila studenti, con ‘Forma 2026’ siamo pronti ad alzare ulteriormente l’asticella e coinvolgere sempre più studenti, appassionati, personaggi internazionali, aprendoci anche alla musica. Siamo orgogliosi che ormai sia diventata una normalità unire le principali accademie di Roma e del Lazio in un progetto comune. Vogliamo valorizzare i nostri ragazzi e la nostra città, che è tornata a essere un punto di riferimento nella moda grazie a un lungo lavoro iniziato nel 2021 e a una strategia precisa. Ringrazio tutti i relatori dei talks che hanno accettato di confrontarsi, dialogare e incontrare i nostri giovani che avranno l’occasione di mostrare le proprie creazioni. Con questo evento vogliamo farli emergere e incentivarli a credere nei propri sogni: chi studia e si impegna deve avere un futuro qui, senza essere costretto a cambiare città o paese. Ringrazio la Regione Lazio che, come l’anno scorso, ha accettato di condividere un progetto che porterà benefici a tutti. Roma deve essere la città delle opportunità, la città dei giovani, che non sono il futuro ma sono il presente”.
Roberta Angelilli, Assessore allo Sviluppo Economico, Commercio, Artigianato, Industria e Internazionalizzazione della Regione Lazio: “La moda è un pilastro dell’artigianato artistico del Lazio che ha espresso grandissime personalità di livello internazionale portando avanti una straordinaria innovazione, unica al mondo. La moda è il Made in Italy per eccellenza e FORMA è una prestigiosa vetrina della creatività e del talento cardini della filiera della moda. In totale, al 31 dicembre 2025, le imprese riconducibili al sistema moda sono quasi 20.000 nel Lazio di cui oltre 14.000 a Roma, con un export che supera 1 miliardo di euro. Il piano regionale dell’artigianato per la prima volta ha riservato alla moda 1,2 milioni di euro in contributi a fondo perduto e sostegno al credito. Inoltre, è stato attivato un laboratorio di creazione d’impresa dedicato ai giovani talenti ed avviate azioni di diplomazia economica e matchmaking con operatori dell’industria tessile europei e internazionali, ampliando le opportunità del piano di internazionalizzazione che consente la partecipazione ad eventi prestigiosi e di respiro planetario. FORMA è uno dei progetti speciali della strategia che mira a consolidare nella Capitale e in tutto il Lazio settori chiave e di eccellenza”.
Insieme all’autrice intervengono: Cecilia Casorati – Direttrice dell’Accademia di Belle Arti di Roma Paolo Ruffini – Critico di teatro e danza Alessandro Sciarroni – Artista e coreografo
In Stato di incanto (2025, Postmediabooks), l’autrice analizza l’intersecazione tra danza, non-danza, post-danza e performance art, attraverso la contaminazione delle discipline che negli ultimi decenni si è via via concretizzata nell’universo del sapere. L’analisi ha l’incipit con l’operato dello Judson Dance Theater che rappresenta lo smarcamento dalla modern dance e l’inizio della trasformazione coreutica, con le presenze sovversive di Yvonne Rainer, Robert Morris, Simone Forti, Carole Schneemann, Steve Paxton ed altri come Bruce Nauman, Tino Sehgal, Jérôme Bel, Boris Charmatz, Xavier Le Roy, Sasha Waltz, Vera Montero, Virgilio Sieni, Anne Teresa De Keersmaeker, Kinkaleri, Maria Hassabi, Dimitris Papaioannou, Alessandro Sciarroni, Peeping Tom, Jacopo Jenna fino a Gaetano Palermo e Michele Petrosino. Il saggio esamina lo slittamento dalla black box al white cube, ossia il dirottamento coreutico dal palco al museo, sottolineando le politiche radicali implicite nella performance art, nella teoria critica e post-strutturalista.
Crediti foto: Alessandro Sciarroni (e CollettivO CineticO). Dialogo Terzo: In a Landscape, 2020_ Foto Marco Caselli Nirmal
La presenza dell’installazione. Strategie espositive e problemi di conservazione
L’incontro è indirizzato agli studenti della scuola di nuove tecnologie dell’arte, fotografia e video, pittura, didattica e comunicazione dell’arte, comunicazione e valorizzazione del patrimonio artistico contemporaneo.
Studiosa tra le più autorevoli in Italia sui temi del contemporaneo e del rapporto con i musei, Stefania Zuliani incontra gli studenti dell’Accademia di Belle Arti di Roma per affrontare, a partire dal suo ampio e articolato percorso teorico e pratico, le principali sfide poste dal linguaggio dell’installazione. Genere dai confini sempre instabili e dalla fenomenologia in continuo aggiornamento, l’installazione solleva questioni cruciali quando entra nelle dinamiche di collezioni e istituzioni.
Il suo carattere time e site specific rappresenta un elemento problematico sia dal punto di vista della conservazione che dell’esposizione: in che termini un’opera concepita per uno spazio e un momento specifici può essere riproposta in nuovi contesti? In che misura l’inevitabile obsolescenza delle materie e delle tecnologie incide sull’ontologia dell’opera? Quanto è vincolante il legato dell’artista rispetto alle esigenze del museo o del collezionista? Zuliani discuterà di questi temi attraverso l’analisi di alcuni casi di studio e qualche esempio relativo all’ultima Biennale di Venezia.
L’incontro con Stefania Zuliani è parte del ciclo di conferenze “Colori e mestieri nelle arti multimediali”, a cura di Elena Giulia Rossi per e con la Scuola di Nuove Tecnologie per l’Arte, con l’obiettivo di tracciare i vari aspetti – anche pratici- che la produzione multimediale comporta attraverso una pluralità di esperienze, grazie al coinvolgimento di artisti e studiosi, attivi in questo ambito con esperienza pluridecennale in Italia e all’estero.
Stefania Zuliani insegna Teoria della critica d’arte e Teoria del museo e delle esposizioni in età contemporanea all’Università di Salerno. Dal 2018 al 2024 è stata componente del comitato scientifico della Galleria Nazionale di Arte Moderna. Dal 2022 è direttrice scientifica della Fondazione Filiberto e Bianca Menna di Salerno per la quale ha curato numerose mostre e convegni. Ha al suo attivo oltre duecento pubblicazioni tra cui: Torna diverso. Una galleria di musei (Pistoia 2022) e Senza cornice. Spazi e tempi dell’istallazione (Roma 2015). Tra i volumi curati, Atelier d’artista. Gli spazi di creazione dell’arte dall’età moderna al presente (Milano 2014), Occasioni del tempo. La collezione Filiberto e Bianca Menna (con Antonello Tolve, Milano 2023) e Tomaso Binga Euforia (con Eva Fabbris e Lilou Vidal, Milano 2024). Collabora con “Alias”, inserto del Manifesto.
Il cammino del tempo: il peperino alchimia di una pietra
Terza edizione Dal 20 al 24 maggio 2026 Vitorchiano VT
La Scuola di Scultura dell’Accademia di Belle Arti di Roma, e il Comune di Vitorchiano, provincia di Viterbo, con il sostegno delle aziende estrattive del territorio, continuano il progetto dei percorsi d’arte nella natura e del simposio internazionale di Scultura su peperino, che avrà luogo da mercoledì 20 al 24 maggio 2026. Partecipano al workshop cinque studenti dell’Accademia di Belle Arti di Roma Yichi Zhou, Georgi Stefanov, Natalia Salucci, Davide Re, Giulia Montecchia, iscritti al corso di Scultura e Tecniche del marmo e delle pietre dure, tenuti dalla docente scultrice Oriana Impei. Partecipano inoltre gli allievi di Disegno, tenuto dal docente Eclario Barone.
L’evento prevede la mostra di arti visive, un workshop sulla scultura e un convegno con lectio magistralis nel quale partecipano: lo scultore, tutor e testimonial Emanuele Giannetti, docente di Tecniche del marmo e delle pietre dure dell’Accademia di Belle Arti di Bologna, che condurrà il workshop ed esporrà alcune sue opere nel complesso Sant’Agnese a Vitorchiano, e la storica e critica d’arte Francesca Tuscano, che curerà il testo critico dell’evento e, nella sala consiliare del Comune, parlerà di arte, dagli etruschi alle testimonianze storico culturali del luogo, con una lectio magistralis rivolta agli allievi e al pubblico.
La mostra dei bozzetti scultorei, di pittura, installazioni e disegno, al quale parteciperanno circa venti allievi, si terrà presso l’Auditorium Sant’Agnese, il Chiostro e il giardino del Complesso Sant’Agnese, con il patrocinio e collaborazione del Comune di Vitorchiano, l’associazione E.I.P.A.A. Odv.
L’iniziativa ha lo scopo di promuovere la valorizzazione del paesaggio, attraverso l’arte scultorea e la pietra vulcanica locale: il peperino. I blocchi di pietra e l’intera rassegna sono sponsorizzati da Il Peperino di Vitorchiano e della Tuscia. Le cinque sculture prenderanno forma durante il workshop/simposio di scultura e mostra che inizieranno dal 20 al 24 maggio 2026 e la mostra terminerà il 30 giugno 2026.
Sarà quindi possibile osservare dal vivo la realizzazione delle opere scultoree pubblicamente e direttamente in due luoghi caratteristici di Vitorchiano: presso Largo Padre Ettore Salimbeni Vitorchiano (VT), ai piedi del Moai, opere che verranno realizzate sui blocchi squadrati di peperino, messo a disposizione dalle aziende locali. L’altro luogo del Simposio, nel quale verranno scolpite le opere direttamente in loco, sui massi naturali di peperino è il percorso nella natura, che parte dal borgo di Vitorchiano e conduce alla Valle delle sculture.
Nel Cinquecento presso il Sacro Bosco del vicino borgo di Bomarzo, scultori dell’epoca diedero inizio al primo simposio, voluto da Vicino Orsini, che fece scolpire il peperino direttamente sul luogo. Gli allievi, facendo tesoro della storia e cultura del territorio, riprenderanno il cammino del tempo ispirandosi alla natura e al luogo ricco di storia.
Accademia di Belle Arti di Roma e MACRO – Museo di Arte Contemporanea di Roma
Incursione ABARomaè il progetto su cui gli studenti del Dipartimento di Comunicazione e Didattica dell’Arte dell’Accademia di Belle Arti di Roma hanno lavorato nel secondo semestre 2026, in collaborazione con il Laboratorio d’arte del MACRO – Museo di Arte Contemporanea di Roma.
Per due mesi le studentesse e gli studenti della scuola di Didattica e Comunicazione dell’Arte, coordinati dalla Prof.ssa Marta Silvi, docente di Management per l’Arte, insieme a Martina Isernia, cultrice della materia, in collaborazione con il Laboratorio d’arte del MACRO, hanno lavorato intorno alla mostra UNAROMA, curata da Cristiana Perrella e Luca Lo Pinto, sviluppando itinerari tematici alternativi che possano invitare lo spettatore a intraprendere nuove letture e percorsi dello sguardo tra le opere esposte.
Come restituzione del progetto, giovedì 30 aprile dalle ore 17.00, in un evento gratuito aperto al pubblico, gli studenti accoglieranno il pubblico accompagnandolo in una visita performativa della mostra.
Ai partecipanti verranno fornite mappe alternative da sovrapporre a quella già presente nel dépliant ufficiale dell’esposizione, in modo da tracciare quattro possibili tematiche: corpo, metamorfosi, memoria e spazio.
Lo spettatore assumerà così un ruolo attivo all’interno della mostra, esplorando aspetti delle opere inconsueti e percorrendo itinerari inattesi. Queste quattro aree agiranno come possibili chiavi di lettura per accedere attraverso “incursioni” guidate dentro il flusso del green screen che accoglie le opere in esposizione. I percorsi saranno altresì accompagnati da diverse tracce audio scaricabili attraverso un QR code che forniranno un’espansione inedita da ascoltare attraverso il proprio smartphone.
Si può aderire all’iniziativa senza bisogno di prenotazione.
Studenti partecipanti al progetto: Triennio CVPAC (Comunicazione e Valorizzazione del Patrimonio Artistico Contemporaneo)
Emanuela Dezi, Mariama Diallo, Maria Masi, Gavriel Renato Eliezer Nunes Vais, Mariangela Redavid, Tiziano Stancato, Elisa Trombetti. Biennio Didattica e Comunicazione
Valeria Cernetti, Angela D’Apice, Francesca Del Gatto, Erica Loi, Beatrice Morsani, Adriano Peguiron, Chiara Serra.
Dietro le quinte dell’effimero. Sfide e scelte nella curatela contemporanea
L’incontro è indirizzato agli studenti della scuola di nuove tecnologie per l’arte, fotografia e video, comunicazione e didattica dell’arte, culture e tecnologie della moda.
Da Marina Abramović a Gustav Metzger, da Victoria Vesna ad Alfredo Jaar… Quali sfide comporta esporre opere caratterizzate da performatività, impermanenza ed effemerità? E ancora, quale ruolo svolge il curatore nella realizzazione di progetti site-specific e mostre antologiche?
A riflettere su questi argomenti è Dobrila Denegri, curatrice e studiosa da sempre attenta alle pratiche sperimentali e al dialogo tra contesti culturali e discipline diverse, in particolare tra arte, scienza e moda. Attraverso esempi concreti tratti dalla sua esperienza, Denegri permette di entrare dietro le quinte della pratica espositiva, un viaggio nella complessità legate ad opere spesso mutevoli, incompiute o esperienziali. I delicati equilibri tra progetto artistico, spazio espositivo e fruizione del pubblico emergono da un’esperienza internazionale e un approccio alla ricerca e alla pratica curatoriale del tutto originali.
Nella promozione dell’arte contemporanea dell’Europa dell’Est di artisti giovani e affermati, Denegri ha unito la pratica curatoriale con quella sociale. La piattaforma “Real Presence”, curata tra il 2001 e il 2010, la più grande piattaforma per artisti emergenti, avviata con l’intento di ristabilire il dialogo e lo scambio culturale tra la sua città natale, Belgrado, e il resto del mondo, utilizzava l’arte e la cultura come strumenti per superare le devastanti conseguenze della guerra civile degli anni ’90. Nel 2010 è diventata direttrice artistica del CCA – Centro di Arte Contemporanea di Torun (Polonia), città natale di Copernico, dove ha gestito, per cinque anni, un programma espositivo interdisciplinare, con particolare attenzione al rapporto tra arte, scienza e ambiente.
Forte di questo bagaglio, la sua pratica curatoriale sul territorio italiano, come la collaborazione con MACRO – Museo d’Arte Contemporanea Roma (2002-2008) per i progetti speciali, e l’attuale attività didattica presso l’Accademia di Belle Arti di Catanzaro, è stata determinante nel costruire intrecci trasversali tra culture e discipline in un percorso che diventa un punto di vista privilegiato per riflettere sulle tematiche più scottanti legate al contemporaneo.
L’incontro con Dobrila Denegri è parte del ciclo di conferenze “Colori e mestieri nelle arti multimediali”, a cura di Elena Giulia Rossi per e con la Scuola di Nuove Tecnologie per l’Arte, con l’obiettivo di tracciare i vari aspetti – anche pratici- che la produzione multimediale comporta attraverso una pluralità di esperienze, grazie al coinvolgimento di artisti e studiosi, attivi in questo ambito con esperienza pluridecennale in Italia e all’estero.
Dobrila Denegri è curatrice e studiosa delle esperienze artistiche e delle teorie della Visual Culture dal primo Novecento a oggi, con particolare attenzione al rapporto tra arte e moda. I suoi progetti curatoriali e le sue mostre sono state prevalentemente incentrate sui temi della transdisciplinarietà e ha collaborato con artisti come Marina Abramović, Thomas Bayrle, Alfredo Jaar, Gustav Metzger, Ernesto Neto, Michal Rovner, Tomas Saraceno, Victoria Vesna e moltissimi altri. Tra il 2016 e il 2019 ha curato “Transfashional” |https://transfashional.com| – un progetto itinerante di mostre e laboratori, realizzato in collaborazione con diverse università europee, tra cui l’UAL – London College of Fashion, la University of Applied Arts di Vienna e la Swedish School of Textiles. Attualmente cura il progetto “Experiments in Fashion and Art” | https://efa.community |. Il rapporto tra arte e moda è al centro dei suoi corsi, tenuti presso l’Università di Roma La Sapienza, istituti internazionali come Polimoda, Marangoni, NABA e l’Accademia di Belle Arti di Catanzaro.