Ufficio per la Immaginazione Preventiva 1973-2023

Attualità di una visione del mondo

Intervengono
Franco Falasca: Ufficio per la Immaginazione Preventiva
Guglielmo Gigliotti: docente Storia dell’arte contemporanea, Accademia di Belle Arti di Roma
Daniela Lancioni: curatrice senior Palazzo delle Esposizioni
Luca Lo Pinto: direttore artistico del MACRO – Museo per l’Immaginazione Preventiva
Lucilla Meloni: docente Storia dell’arte contemporanea, Accademia di Belle Arti di Roma
Cesare Pietroiusti: artista

Saluti istituzionali:
Cecilia Casorati, direttrice Accademia di Belle Arti di Roma

Il 18 febbraio 1973 Carlo Maurizio Benveduti, Tullio Catalano e Franco Falasca comunicano la costituzione di un Ufficio per la Immaginazione Preventiva, con sede a Roma in via Monserrato presso la Galleria Gap di Gianni Fileccia e articolato in diverse sezioni (immaginazione liberatoria, repressiva, analitica con riferimento alle emozione ed ai significati).
Questo incontro dedicato al gruppo, a 50 anni di distanza dalla sua nascita, vuole essere un’occasione di riflessione sull’attualità del pensiero e delle modalità operative declinate dai tre artisti, che hanno messo in opera un progetto visionario, poetico e politico che, caratterizzato anche dalla collaborazione con altri autori, ha preso forma negli anni attraverso azioni, installazioni, conferenze, dibattiti, organizzazione di mostre.
A conferma della sua impronta teorica, il gruppo ha anche edito la rivista “Imprinting – sperimentazione e linguaggio” (1975-1979), dove ogni autore gestiva il proprio spazio, e la redazione, astenendosi da ogni editoriale, metteva a confronto il linguaggio artistico con il linguaggio non artistico

L’Ufficio per la Immaginazione Preventiva è presente alla XXXVII Biennale di Venezia del 1976 nella sezione curata da Enrico Crispolti e Raffaele De Grada “Ambiente come sociale. Proposte/azioni esperienze. Documenti di una ricerca per nuovi modi di intervento creativo nell’ambiente sociale” insieme ai numerosi collettivi d’artista che operavano nel decennio.
Pur inserito in quel contesto storico, a differenza delle molte formazioni che non sono sopravvissute alla cultura movimentista e contestataria dell’epoca, il gruppo proprio per l’idea della “immaginazione preventiva” che, come scrive Falasca: “è un modo di pensare, una prassi continua senza teorie e senza ismi”, si colloca in una dimensione atemporale che rende ancora oggi ricchi di significato i suoi presupposti artistici e poetici.

 

Ufficio Comunicazione dell’Accademia di Belle Arti di Roma
Coordinamento: Prof. Guglielmo Gigliotti g.gigliotti@abaroma.it
Collaborazione: Chiara Picco, Martina Macchia, Marianna Pontillo comunicazione@abaroma.it

Digital & Interactive Media Design: la scena immateriale

RA, la Realtà Aumenta applicata all’Opera Lirica

Relatori:
Cristian Taraborrelli (regista)
Luca Attili (video designer)
Alessandro Paparatti (Ceo Multi Media Mood)
Bruno Di Marino (docente di Teoria e analisi del cinema e dell’audiovisivo).

Portare la realtà aumentata nel teatro e soprattutto nella lirica. È su questo progetto innovativo e quasi rivoluzionario che si è orientata, negli ultimi anni, la ricerca dello scenografo, costumista e regista Cristian Taraborrelli. La sua carriera, iniziata collaborando con Barberio Corsetti e proseguita spaziando dal teatro di ricerca all’opera lirica, è ora indirizzata a interpretare quest’ultima attraverso forme sceniche multidisciplinari, coniugando le arti visive e le performance con tecnologie sceniche all’avanguardia. Progetto pilota di questo nuova visione è sicuramente stato la messa in scena di Pagliacci, spettacolo del 2020, nel quale sono state utilizzate le più disparate tecnologie video, in particolare multiple videoproiezioni di grandi dimensioni (sia in overlap che non), sagomate, mappate e mascherate, su diversi livelli e su materiali di varia natura tra i quali tulle, tripoline, stoffe, terra e materiali plastici; in aggiunta ai videoproiettori era presente un grande ledwall, che in momenti specifici dell’opera veniva svelato sovrastando il boccascena.
Una vera sfida tecnica: aumented reality in real time significa che una parte dello spettacolo viene ripresa da varie telecamere su un grande set green attrezzato sul palco (visibile agli spettatori) e, dietro le quinte, una regia video la invia a server grafici che provvedono ad insertarla nel mondo 3D creato ad hoc per poi rinviare il segnale video risultante al ledwall che sovrasta il palco: il tutto in tempo reale.
È questo l’argomento dell’interessante ed imperdibile conferenza con Cristian Tiraborrelli e coloro che hanno collaborato alla riuscita di questo importante evento, che si terrà il 21 febbraio alle ore 11,00 in Aula Magna. Rivolto non solo agli studenti di Scenografia ma, proprio per le sue implicazioni artistiche e tecnologiche, a tutti gli studenti e docenti dell’Accademia.

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La creatività, dalla formazione al mondo del lavoro

Conferenza in presenza e online nell’ambito di Roma Racconta… le professioni del patrimonio culturale.

Relatori:
Domenico De Masi – Sapienza Università di Roma
Miriam Mirolla – Accademia di Belle Arti di Roma

La storia del lavoro può essere suddivisa in tre grandi fasi:
• la prima, che va dalla Mesopotamia di 5.000 anni fa all’Inghilterra di metà Settecento è stata centrata sull’agricoltura e sull’artigianato;
• la seconda, che coincide con la società industriale e va dalla metà del Settecento alla metà del Novecento, è stata centrata sulla produzione in fabbrica di beni materiali come i frigoriferi e le automobili;
• la terza, che per comodità chiamiamo post industriale, è iniziata a partire dall’ultima guerra mondiale ed è centrata sulla produzione di beni immateriali come i servizi, le informazioni, i simboli, i valori e l’estetica. In ognuna di queste epoche il lavoro ha avuto i suoi protagonisti, i suoi metodi, i suoi effetti sociali.
Oggi la produzione immateriale prevale su quella materiale; i lavori di natura intellettuale prevalgono su quelli di natura fisica; tra i lavori intellettuali tendono a prevalere quelli creativi; un numero crescente di mansioni può essere delegato alle macchine; i lavoratori di cultura analogica prevalgono via via su quelli di cultura digitale.

Nonostante lo sviluppo tecnologico e l’intelligenza artificiale, resterà ai lavoratori il monopolio delle attività necessarie a soddisfare le esigenze umane di creatività, affettività, estetica, etica, collaborazione, pensiero critico e problem solving. Saranno questi i lavori del futuro.

Domenico De Masi professore emerito di Sociologia del lavoro presso l’Università “Sapienza” di Roma dove è stato preside della Facoltà di Scienze della Comunicazione.
È membro del comitato scientifico della rivista Sociologia del lavoro e del comitato etico della Fondazione Veronesi. È stato presidente dell’In/Arch (Istituto italiano di architettura) e dell’AIF (Associazione italiana formatori).
È autore di numerosi saggi di sociologia urbana, dello sviluppo e dei macro-sistemi.
Tra i numerosi libri dedicati al lavoro e all’organizzazione ricordiamo i più recenti Lavoro 2025 (Marsilio, 2017); Il lavoro nel XXI secolo (Einaudi, 2018); Lo Stato necessario. Lavoro e pubblico impiego nell’Italia post industriale (Rizzoli, 2020); Smart Working. La rivoluzione del lavoro intelligente (Marsilio, 2020).
Tra i suoi libri dedicati alla creatività ricordiamo: L’emozione e la regola. I gruppi creativi in Europa tra il 1850 e il 1950 (Laterza 1989 e Rizzoli 2015); La fantasia e la concretezza. Creatività individuale e di gruppo (Rizzoli, 2003); L’ozio creativo (Rizzoli, 2018).

Miriam Mirolla insegna Psicologia dell’Arte e Teoria della Percezione e Psicologia della Forma presso l’Accademia di Belle Arti di Roma.
Dal 1986 svolge attività di ricerca presso il Centro Studi Sperimentali Jartrakor di Roma, pubblica articoli scientifici sulla Rivista di Psicologia dell’Arte e avvia la sua attività di artista Eventualista.
Nel 1991 lavora presso il PS1 Institute of Contemporary Art di New York.
Ha pubblicato libri e saggi; tra i più recenti si ricordano: L’Arte che anticipa il Futuro (LAP Ed. 2017); Specchio Tachistoscopico con Stimolazione a sognare. Scritti e Ricerche (LAP Ed. 2020); Underground Eventualista. La ricerca estetica in Italia dal 1979 al 2019 (LAP Ed. 2022).
Come artista sperimentale, ha realizzato numerose mostre: “The Tour of the House,” Jartrakor Roma, “The Self-Cube and other experiments”, 798 Art District, Beijing, “Autoritratti anti-espressivi”, Musei Capitolini, Roma, “Letture Interattive: la Costituzione italiana”, Museo Macro, Roma.
Dal 2010 è Direttore Scientifico di LAP – Laboratory of Art Psychology e Presidente di APEXperience Association e dal 2021 è Presidente del think tank “Pensare Insieme”.

Presentazione del libro di Beatrice Peria: La prospettiva invisibile. Forme visuali della temporalità nell’arte

La prospettiva invisibile. Forme visuali della temporalità nell’arte, L’Erma di Bretschneider, 2022. Presentazione del libro di Beatrice Peria.

Ne parlano con l’autrice:
Alessandra Castellani – Accademia di Brera
Dalma Frascarelli – Accademia di Roma
Giampiero Moretti – Università degli Studi di Napoli “L’Orientale”
Marco Rinaldi – Accademia di Roma

Saluti istituzionali di:
Cecilia Casorati, direttrice Accademia di Belle Arti di Roma

Il tempo, grandezza immateriale e per molti aspetti soggettiva, è difficile da concettualizzare, ma ancor più da visualizzare. Non a caso, si è a lungo ritenuto che le arti plastiche, tradizionalmente considerate arti dello spazio, non potessero accedere alla dimensione temporale. Eppure, il tema del tempo, il suo scorrere ineluttabile, la sua memoria, sono presenti in modo costante nella storia dell’arte, dall’arte antica a quella contemporanea, non solo come simboli, allegorie, miti o narrazioni, ma anche come scelte stilistiche o come strategie comunicative.
Parlare di una prospettiva invisibile significa riconoscere l’esistenza di un’altra prospettiva, quella temporale: un sistema più sfumato e elusivo che entra a far parte delle opere d’arte e le innerva dall’interno.
Il libro procede per nuclei tematici e concettuali — i calendari, la Vanitas, la narrazione, l’istante e la durata, la memoria e le memorie — per suggerire alcuni percorsi di lettura, tra i tanti possibili, che gravitano attorno all’idea di temporalità visuale.
Nessun vincolo cronologico, ma, al contrario, un dialogo sempre aperto, tra passato e presente, a dimostrare, sulla scorta della lezione warburghiana, come ogni immagine sia un deposito di memoria, sedimentata ma non inerte, pronta a essere recuperata, attualizzata, e anche mutata di senso.

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Ufficio Comunicazione dell’Accademia di Belle Arti di Roma
Coordinamento: Prof. Guglielmo Gigliotti, g.gigliotti@abaroma.it
Collaborazione: Chiara Picco, Marianna Pontillo, Martina Macchia, comunicazione@abaroma.it

Nelle vesti di Dante

La Shoah e l’immagine

Conferenza/dialogo in preparazione del giorno della memoria, del 27 Gennaio prossimo

Alfredo Pirri – Introduzione alla Shoah e l’immagine
Marco Brandizzi – I campi come celebrazione della fabbrica moderna
Claudio Libero Pisano – Restituire le opere d’arte rubate agli ebrei

In attesa del 27 Gennaio, data in cui ricorre il Giorno della Memoria, che ricorda le vittime dell’Olocausto e la liberazione del campo di sterminio di Auschwitz da parte delle truppe dell’Armata Rossa, si terrà una conferenza/dialogo durante la quale, tre professori delle cattedre (riunite per quest’occasione) di Pittura, Decorazione e Museologia del Contemporaneo, dialogheranno con i presenti cercando di fare emergere alcune domande solitamente poco trattate in occasione di questa celebrazione. Alcuni temi trattati sono: il rapporto fra memoria, storia ed opera d’arte, oppure, quello fra il disegno e la struttura architettonica dei campi e quello dell’industria moderna e contemporanea o la questione ancora aperta della restituzione delle opere d’arte razziate dai nazisti e dai fascisti a scapito delle famiglie ebraiche derubate delle opere di artisti spesso a loro contemporanei.

Arte e Volo

Saluti
Prof.ssa Cecilia Casorati direttrice dell’Accademia di Belle Arti di Roma

Interventi
Aeronautica Militare: i nostri primi 100 anni, Gen. B.A. Giovanni Francesco Adamo, Capo del 5° Reparto – Comunicazione dello Stato Maggiore dell’Aeronautica

L’Aeronautica Militare al servizio della collettività, Ten. Col. Pilota Daniela Benvenuti, 5° Reparto – Comunicazione dello Stato Maggiore dell’Aeronautica

Arte e volo attraverso i manifesti e la cinematografia, Dott.ssa Maria Grazia Bella, Ufficio Storico – Stato Maggiore dell’Aeronautica

Roberto Crippa: artista e aviatore, Prof.ssa Cinzia Nardini, docente dell’Accademia di Belle Arti di Roma

Alighiero Boetti: Cieli ad alta quota, Prof. Sergio Sarra, artista e docente dell’Accademia di Belle Arti di Roma

La partecipazione al convegno dà diritto a 1CFA.

 

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Rassegna Aperitivi al Cinema, incontro con Farnoosh Samadi

Proiezione dei cortometraggi:

The Silence
regia Ali Asgari e Farnoosh Samadi
nomination alla Palma d’oro come miglior Cortometraggio al festival di Cannes nel 2016

Gaze
regia Farnoosh Samadi
presentato al festival di Locarno nel 2017

 

Farnoos Samadi, Regista e sceneggiatrice iraniana.
Diplomata all’Accademia di Belle Arti di Roma, vive tra Parigi e Teheran.

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Aperitivi al cinema

a cura di Letizia Caudullo, Laura Muscardin, Luca Valerio
Incontri con professionisti del cinema italiano invitati a presentare un film che ha segnato la loro formazione.

Renato De Maria
Sara Fgaier
Gianfranco Cabiddu
Luca Zingaretti
Daniela Bassani
Antonietta De Lillo
Rocco De Rosa
Lisa Ginzburg
Marco Bonini
Monica Rametta
Farnoosh Samadi

La partecipazione a 3 incontri dà diritto al conseguimento di 1 credito.
Tutte le informazioni sul Team “2022 Aperitivi al cinema” – Codice 0m3xtoq

Fotografia in copertina: dal film di Farnoosh Samadi “180° Rule” (2020) – foto: Habib Majidi

L’Orecchio nell’Occhio

Saluti:
prof.ssa Cecilia Casorati, direttrice dell’Accademia di Belle Arti di Roma

Introduzione e coordinamento:
prof. Piero Mottola, Corso di Sound Design

Giorgio Battistelli ha studiato con Karlheinz Stockhausen e Mauricio Kagel a Colonia e nel ’78 e ’79. Ha approfondito le tecniche compositive e interpretative di teatro musicale al Conservatorio di Parigi.
È stato fondamentale per la sua formazione artistica l’incontro con Hans Werner Henze e Luciano Berio. È autore di molte opere di teatro musicale, partiture sinfoniche oltre a musica per ensemble, per solisti e per coro.
Le sue musiche sono eseguite nei più prestigiosi teatri del mondo da importanti direttori tra i quali Riccardo Muti, Antonio Pappano, Lorin Maazel, Daniele Gatti, Daniel Harding, Ádám Fischer, Jukka-Pekka Saraste, MyungWhun Chung, Susanna Mälkki, Zoltán Peskó.
Ha collaborato con importanti registi: Luca Ronconi, Furas dels, Baus, Robert Carsen, Damiano Micheletto, Georges Lavaudant, Mario Martone, Michael Londsdale, David Pountney, Daniele Abbado.
Nel 2022 gli viene assegnato il Leone d’oro Biennale Musica.

Per maggiori informazioni

Colori e Mestieri delle Arti Multimediali

Dopo il primo incontro con Marco Cadioli, la serie prosegue con altri due appuntamenti:

Marco Mancuso: Arte e intelligenza artificiale
Mercoledi 25 gennaio, 15.30 – 17.30, online su Teams

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Anna Maria Monteverdi: L’anarchivio del teknoartista Giacomo Verde
Giovedì 26 gennaio, h.12.00-14.00, in presenza a Campo Boario, aula 1A

Marco Mancuso, attivo dagli anni ’90 come curatore, teorico e, dal 2005 fondatore e direttore della rivista Digicult, nell’ambito di una ricerca rivolta alle forme di contaminazione con la ricerca tecno-scientifica e nel dialogo con linguaggi disciplinari “altri”, definisce i contorni dell’AI Art attraverso un percorso ricco di riferimenti, riflessioni e casi studio. Mancuso si addentrerà nella ricerca estetica, poetica ed espressiva, del rapporto tra arte e sistemi computazionali ad autonomia crescente e delle nuove forme di autorialità. Introdurrà l’evoluzione del rapporto persona-macchina e le illimitate possibilità produttive tra forme di intelligenza organica e inorganica e i possibili bias culturali e cognitivi con l’obiettivo di una differente etica relazionale e di nuove frontiere e impensate dimensioni della ricerca e del mercato.

Anna Maria Monteverdi condurrà i partecipanti in un viaggio nel cuore della sperimentazione del ‘teknoartista’ Giacomo Verde. Riflettere sperimentando ludicamente sulle mutazioni tecno-antropo-logiche in atto, creare connessioni tra i diversi generi artistici sono state la cifra dell’approccio creativo dell’artista. Questa attitudine giocosa e sperimentale lo ha portato ad essere iniziatore di generi come il ‘tele-racconto’, performance teatrale che coniuga narrazione, micro-teatro e macro ripresa in diretta (tecnica utilizzata anche per video-fondali-live in concerti, recital di poesia e spettacoli teatrali), e autore di ‘oper’azioni’ pionieristiche di net art, videoarte, tekno-performances, spettacoli teatrali, installazioni, laboratori didattici.

Marco Mancuso è critico e curatore di arte contemporanea, nel rapporto con tecnologia e scienza e nel dialogo con gli ambiti del design, dell’architettura e del suono. Docente presso l’Accademia di Belle Arti di Bergamo, l’Università di Bologna e il Node Center for Curatorial Studies di Berlino, è dottore di ricerca in Culture Digitali presso l’Università Iuav di Venezia. Da circa vent’anni si interessa a come il discorso interdisciplinare osserva le diverse modalità con cui la tecnoscienza influenza la società e il rapporto tra essere umano e ambiente, studiando parallelamente l’evoluzione delle dinamiche progettuali, produttive e di mercato della media art e dell’arte digitale. È autore di Arte, tecnologia e scienza, Mimesis 2018 e di Intervista con la New Media Art. L’osservatorio digicult tra arte, design e cultura digitale, Mimesis 2020.

Anna Maria Monteverdi è esperta di Digital Performance, è Professoressa Associata di Storia del Teatro all’Università Statale di Milano (Dipartimento Beni Culturali e Ambientali) e docente di Drammaturgia multimediale e Storia della Scenografia. È fondatrice e direttrice della rivista accademica Connessioni remote dedicata a Arte, Teatro tecnologico e Artivismo. Ha pubblicato: Leggere uno spettacolo multimediale (Dino Audino, 2020), Memoria, maschera e macchina nel teatro di Robert Lepage (Meltemi, 2018), Nuovi media, nuovo teatro (FrancoAngeli, 2011), Rimediando il teatro con le ombre, le macchine, i new media (Giacché, 2014) e, con Andrea Balzola, Le arti multimediali digitali (Garzanti, 2004-2019). È curatrice della mostra Giacomo Verde. Liberare Arte da Artisti (Sp, Camec, 2022).

Il ciclo di incontri “Colori e Mestieri delle Arti Multimediali”, a cura di Elena Giulia Rossi, è organizzato nell’ambito della Scuola di Nuove Tecnologie dell’Arte per indagare le molteplici sfaccettature della produzione multimediale, dal momento creativo alla sua conservazione e immissione nel mercato, attraverso le esperienze più diverse di artisti, curatori, informatici, teorici. Con alle spalle le formazioni più varie, sono tutti attivi nel panorama internazionale delle arti multimediali da più di vent’anni, accomunati da un impegno costante tanto nella teoria quanto nella pratica.

Il ciclo dà diritto ad 1 CFA (con presenza a 5 di 6 incontri)
Per info scrivere a: Elena Giulia Rossi: e.rossi@abaroma.it

Prossimi incontri:

Valentina Tanni: Memestetica
Martedi 21 marzo, ore 12.00 – 14.00 (in presenza Campo Boario)

Carlo Zanni: Arte nell’epoca del Cloud. Intervista con Elena Giulia Rossi
Martedi 4 aprile, h.12.00 – 14.00, online su TEAMS

Antonello Tolve: L’arte nel mercato dell’arte
Martedi 18 aprile, h. 12.00 – 14.00 (in presenza, Campo Boario)