Le parole sono pietre. Il linguaggio della violenza di genere e la vittimizzazione secondaria

Le parole sono pietre. Il linguaggio della violenza di genere e la vittimizzazione secondaria

Tavola rotonda organizzata da FIDAPA-BPW Italy-Sezione Roma in collaborazione con l’ Accademia di Belle Arti di Roma. Aprono i lavori Cecilia Casorati, Direttore dell’Accademia di Belle Arti di Roma, Giuseppina Del Signore, Presidente Sezione Roma FIDAPA BPW Italy e Grazia Marino, Past Presidente della FIDAPA BPW Italy Distretto Cento.

Relatori: Iacopo Benevieri, Avvocato penalista esperto di linguaggio giudiziario; Stefano Ciccone, Presidente dell’Associazione Maschile Plurale; Giovanna De Feo, Avvocata penalista; Valerio de Gioia, Magistrato della Corte d’ Appello di Roma; Sonia Maria Melchiorre, Presidente CUG Università della Tuscia; Arianna Pino, Avvocata penalista.

La FIDAPA-BPW Italy – Sezione Roma, come ogni anno, torna a celebrare la giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, proseguendo la sua battaglia contro questo brutale fenomeno. Ultimamente si intravede un nuovo pericolo all’orizzonte causato dallo strumento dell’Intelligenza Artificiale.

Si è aperto un fronte nuovo da controllare: l’uso non appropriato dell’Intelligenza Artificiale che restituisce all’utenza immagini che rispondono a canoni di bellezza stereotipati e veicolano concetti distorti di “consenso“. Diventa quindi molto importante che i giovani sappiano riconoscere tutti quei dispositivi linguistici e sociali che veicolano tali stereotipi e generano discriminazioni, affinché possano smascherarli e scardinarli. Solo così potremo contrastare la violenza di genere e raggiungere la vera libertà per le intelligenze femminili.

La Tavola rotonda si inserisce nell’ambito del Festival l’Eredità delle Donne – VIII Ed. (direttrice artistica Serena Dandini) il cui tema quest’anno è “Intelligenze Femminili” (IF). Il Calendario OFF del Festival, per la seconda edizione consecutiva, accoglie le iniziative proposte da FIDAPA BPW Italy – Sezione Roma in occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne.

L’Eredità delle Donne è un progetto di Elastica con Fondazione CR Firenze e Gucci come partner fondatori, con la co-promozione del Comune di Firenze e il patrocinio della Regione Toscana. Il progetto è reso possibile grazie a SYNLAB e Nespresso. Repubblica è media partner e Rai Radio 2 la radio ufficiale del festival; si ringrazia Giunti Odeon per la collaborazione.

Attraverso un gioco di parole con “Intelligenza Artificiale” (IA), abbiamo pensato a questo progetto per accendere una luce su nuovi possibili scenari negativi per le donne e abbiamo scelto di rivolgerci ad un gruppo giovane e composito come gli studenti dell’Accademia di Belle Arti di Roma, soprattutto perché riteniamo l’arte uno strumento molto potente che i nostri futuri artisti potranno usare per sensibilizzare i loro coetanei e la società sul fenomeno della violenza contro le donne.

L’evento consisterà in una Tavola Rotonda con esperte ed esperti di linguaggio, da quello usato nelle aule di tribunale a quello nascosto nelle pieghe delle norme, dal linguaggio dei media alle parole delle vittime.

Gli studenti verranno coinvolti attivamente in una discussione con i relatori e relatrici al fine di far emergere quanto gli stereotipi siano connaturati nella mentalità comune e come occorra decostruirli, perché come Federazione siamo convinte che è proprio dalla lotta agli stereotipi che passa il contrasto alla violenza di genere.

È importante ora fare molta attenzione a cosa impareranno le macchine e quale linguaggio ci restituirà l’IA.

 

Scarica la locandina

Giornata in memoria di Sandro Bernardini

La giornata, organizzata dalla Scuola di Pittura, vuole ricordare, a quasi un anno dalla sua scomparsa, la figura di Sandro Bernardini, pittore e docente presso codesta Accademia dove mosse i primi passi come studente.

Programma:
Ore 11:00 Saluti della Direttrice Prof.ssa Cecilia Casorati
Ore 11:10 Saluti del Responsabile della Scuola di Pittura – Prof. Sergio Sarra
Ore 11:20 Un ricordo affettuoso di Marco Bussagli
Ore 11:50 Ricordi di una vita di Gianluca Tedaldi
Ore 12:00 Fra amicizia e pittura di Paolo Cazzella
Ore 12:30 Testimonianze di allievi e amici
Ore 13:30 Saluti e ringraziamenti.

Sandro Bernardini – Nato a Roma nel 1952, ha studiato presso l’Istituto d’Arte e l’Accademia di Belle Arti della capitale. Qui ha seguito il corso di Alberto Ziveri legandosi a lui, più come modello di metodo e d’ispirazione che nello stile pittorico, da lui sempre sviluppato autonomamente. Realista ma al limite del racconto onirico o autobiografico, ha precorso molte delle poetiche che, dagli anni Ottanta in poi, hanno rilanciato la pittura figurativa. Molto attento al sentimento che l’evoluzione della società suscita nei testimoni più attenti, ha unito alla pratica tradizionale della pittura ad olio anche il combinato di rilievi lignei che aumentano la resa spaziale della superficie pittorica. Ha insegnato nelle Accademie di Belle Arti di Carrara, Frosinone e Roma, in quest’ultimo caso prendendo, a distanza di decenni, la stessa cattedra di Ziveri.

 

Ufficio Comunicazione dell’Accademia di Belle Arti di Roma
Coordinamento: Prof. Guglielmo Gigliotti g.gigliotti@abaroma.it
Collaborazione: Chiara Picco, Marianna Pontillo comunicazione@abaroma.it

Iginio De Luca – Nessun ricordo è innocente

Iginio De Luca – Nessun ricordo è innocente

Cronologia imperfetta dei sorrisi e delle lacrime

Presentazione del libro – riflessione dell’artista romano

Volume a cura di Pietro Gaglianò
Edizione Gli Ori – Collana I Limoni

Saluti Istituzionali: Cecilia Casorati, Direttrice dell’Accademia di Belle Arti di Roma

Interventi:
Iginio De Luca
Pietro Gaglianò
Franco Speroni

Mercoledì 12 novembre alle ore 17.00 sarà presentato in Accademia di Belle Arti di Roma, Nessun ricordo è innocente, il primo libro di Iginio De Luca (Docente di Decorazione presso codesta Accademia), il primo, s’intende, in cui l’artista si cimenta con la scrittura, con una narrazione libera che parte dalle sue visioni e torna alle sue opere, regalandoci, lungo il viaggio, ore di squisita lettura. Sono dieci storie, ambientate tra un’infanzia degli anni Settanta e la maturità di un artista contemporaneo, dieci capitoli che narrano la genesi di altrettante opere d’arte. Il volume è stato edito da Gli Ori nella collana “I limoni”, diretta da Pietro Gaglianò, che è dedicata in larga parte alla scrittura critica, nell’ambito tra arte e temi della sfera pubblica. In questa selezione di titoli (che comprende le firme di studiose come Giulia Grechi, Teresa Macrì, Stefania Zuliani o, in uscita, Nicolas Martino) trova posto una sezione per artiste e artisti con una spiccata propensione per la bella scrittura o per la narrativa come medium della propria arte.

A proposito della scrittura di Iginio De Luca, Gaglianò scrive “Le dieci storie che danno l’abbrivio ai capitoli del libro sono altrettanti scenari di un’infanzia di provincia, quella provincia estesa senza precisi confini regionali che è stata l’Italia fino agli anni Ottanta e in cui tutti e tutte possiamo riconoscerci, tra i gusti dei gelati industriali, le trasmissioni televisive, le liturgie pubbliche e, ancora di più, quelle private che sono l’affresco di un’educazione estetica incredibilmente comune a due o tre generazioni. L’artista la richiama in vita con una prosa che coniuga l’ironia necessaria e l’amarezza inevitabile con cui vanno maneggiati i ricordi. Da queste memorie, quasi una galleria di pittura di genere, a distanza di anni prendono forma le opere che Iginio ha presentato in Italia e all’estero e che qui restituisce alla loro genealogia.

Ogni racconto è illustrato con due disegni a penna, scegliendo un medium poco presente nella sua produzione, per accentuare la dimensione speculativa in cui il ricordo e la sua elaborazione si ricongiungono. In questo ritmo binario il primo disegno rievoca il passato remoto, ricostruisce l’occasione da cui è nata l’opera, il secondo mostra un aspetto di quest’ultima, la sua sintesi formale che si è coagulata di volta in volta come performance, blitz, azione sonora, progetto corale, uno dei tanti linguaggi praticati dall’artista.
A questi, da oggi, si aggiunge la scrittura che Iginio ha sempre usato ma mai con consapevolezza creativa e qui si trova l’origine di Nessun ricordo è innocente. Il libro nasce in modo sparso nel corso di varie occasioni di lavoro, tutte animate da un fitto scambio di riflessioni tra artista e critico, scritte per approfondire le ragioni di un progetto, per disegnare le parti di una mostra, per tradurre a parole la vita delle opere che altrimenti bastano a sé stesse e non richiedono spiegazioni. L’inaspettato piacere della lettura mi ha fatto avvertire come necessaria questa raccolta, al confine tra scrittura e visualità, tra finitezza dell’opera e porosità dei processi, tra i ricordi personali e il respiro di una memoria condivisa”. (testo tratto dalla postfazione del volume di Pietro Gaglianò).

Iginio De Luca, nato a Formia (LT) il 21 agosto 1966, diplomato in Pittura nel 1989 all’Accademia di Belle Arti di Roma, dove attualmente insegna nel corso di Decorazione. Artista e musicista, vive e lavora a Roma, si esprime con il video, l’installazione e la performance. I suoi “Blitz” sono azioni a cavallo tra arte urbana e performance che prevedono interventi non autorizzati nello spazio pubblico, denunciando, tra ironia e impegno, la crisi di valori di questo nostro tempo. Il suo lavoro è stato inserito in importanti progetti interdisciplinari ed è stato protagonista di mostre personali in gallerie d’arte e spazi indipendenti, in Italia e all’estero. Alla sua ricerca sono state dedicate numerose pubblicazioni.

Pietro Gaglianò (1975), laureato in architettura, è critico d’arte, educatore e curatore indipendente. Indaga il rapporto tra l’estetica del potere e le contronarrazioni agite dall’arte, prediligendo il contesto urbano e sociale come scena dei linguaggi contemporanei. Nei suoi progetti sperimenta formati ibridi tra arte, pedagogia e scienze sociali per coltivare la percezione politica dello spazio pubblico e della comunità. Insegna Art and Criticism alla Santa Reparata International School of Art, Firenze. Tra le sue pubblicazioni: L’emancipazione del mondo. Suzanne Lacy e la forma della comunità (Edizioni Kappabit, 2024), La sintassi della libertà. Arte, pedagogia, anarchia (Gli Ori, 2020) e Memento. L’ossessione del Visibile (Postmedia Books, 2016).

 

Ufficio Comunicazione dell’Accademia di Belle Arti di Roma
Coordinamento: Prof. Guglielmo Gigliotti g.gigliotti@abaroma.it
Collaborazione: Chiara Picco, Marianna Pontillo comunicazione@abaroma.it

Il sogno del segno

Inaugurazione: martedì 4 novembre 2025
Ore 18.00

Progetto di Produzione Artistica della Scuola di Grafica d’arte.

Con la mostra Il sogno del segno, a cura di Marina Bindella e Beatrice Peria, l’Accademia di Belle Arti di Roma vuole rendere omaggio, in occasione del suo novantunesimo compleanno, ad uno dei protagonisti più originali della scultura italiana del secondo Novecento, illuminando uno degli aspetti più intimi della sua produzione, quello della grafica.
Se la lastra di metallo è sempre stata per lui una superficie viva, capace di catturare l’aria e la luce, il vuoto, trasformandoli in sostanza plastica, in composizioni aeree e vibranti, la cui cifra formale è la leggerezza, il foglio di carta diviene spazio mentale e campo energetico dove esplorare nuove idee formali, seguendo il filo di una incessante e coerente ricerca espressiva. I disegni non sono, infatti, studi preparatori per le sculture, ma hanno una forza plastica e poetica autonoma. Come scrive Beatrice Peria nel catalogo, “Il foglio diventa così uno spazio di ascolto e rivelazione, dove Lorenzetti si misura con ciò che esiste prima della materia: il problema della forma, le sue possibilità e declinazioni (…) Le carte di Lorenzetti sono, dunque, spazi di riflessione e di sperimentazione continua; luoghi poetici in cui la visione interiore si traduce in gesto, in tensione, in energia luminosa e vibrante. Il segno si muove sulla soglia tra visibile e invisibile, rivelando visioni interiori e mentali: immagini intense che interrogano lo spazio e la forma”.

La mostra raccoglie una selezione significativa di opere su carta – venti grandi disegni, cinque rilievi-collage, un’acquaforte e quattro libri d’artista – accanto a due piccole sculture che dialogano con esse, in un continuo rimando di forme e tensioni. È un itinerario che mette in luce la continuità che lega la pratica grafica di Lorenzetti alla sua produzione plastica: un dialogo ininterrotto tra segno e forma, tra superficie e profondità, tra gesto e struttura.
Accompagna la mostra un catalogo edito da Artemide, ricco di apparati fotografici e documentari, con una presentazione istituzionale di Umberto Croppi, Presidente dell’Accademia di Roma, e contributi critici di Marina Bindella, Beatrice Peria, Giuseppe Appella, Enzo Bilardello, Claudio Zambianchi, e una toccante intervista allo stesso Lorenzetti, realizzata da Carlo Alberto Bucci.

Alle ore 17.00 è prevista, nell’Aula Magna dell’Accademia di Belle Arti di Roma, una tavola rotonda di presentazione della mostra, con la partecipazione dell’artista e delle curatrici. Interverranno anche: Cecilia Casorati, Gianluca Murasecchi, Arianna Mercanti, Ernesto Porcari, Ilaria Schiaffini.

Ufficio Comunicazione dell’Accademia di Belle Arti di Roma
Coordinamento: Prof. Guglielmo Gigliotti g.gigliotti@abaroma.it
Collaborazione: Chiara Picco, Marianna Pontillo comunicazione@abaroma.it


Scarica la locandina

Gen Z & Alpha: la cultura che non ti aspetti

ABI promuove il convegno sul rapporto giovani/cultura e coinvolge l’Accademia di Belle Arti di Roma nelle visite guidate

Il convegno è un appuntamento del Festival “È cultura!”, promosso da ABI, (Associazione Bancaria Italiana), e ACRI (Associazione di Fondazioni e di Casse di Risparmio Spa), che vedrà svilupparsi, dall’11 al 14 ottobre, in molte sedi bancarie antiche e moderne, e in fondazioni di origine bancaria, un programma fitto di mostre, visite guidate, convegni, laboratori, concerti. Tra gli appuntamenti clou, il convegno “Gen Z & Alpha: la cultura che non ti aspetti” è occasione per presentare il progetto di ricerca, condotto dal prof. Guido Guerzoni, Adjunct Professor of Museum Management all’Università Bocconi, sul tema della fruizione della cultura da parte dei giovani e giovanissimi (generazioni zeta e alpha), di cui sono stati indagati i comportamenti, i linguaggi, le tendenze. Moderatore è il prof. Guglielmo Gigliotti, redattore del “Il Giornale dell’Arte” e Docente di Storia dell’arte moderna e Storia dell’arte contemporanea all’Accademia di Belle Arti di Roma. I relatori saranno: Lorenza Bravetta, Direttrice MAUTO – Museo Nazionale dell’Automobile di Torino, Benedetta Colombo, Influencer Arte Facile, Giusi Palma, Referente per le Attività Educative di Civita delle Gallerie d’Italia di Napoli, Ilaria Miarelli Mariani, Direttrice Musei Civici Roma Capitale. Interverranno, a illustrare la loro esperienza lavorativa nel mondo della cultura, ex studenti dell’Accademia di Belle Arti di Roma, tra cui Marianna Pontillo.

Inoltre, l’11 ottobre, dalle 9 alle 13, e il 18 ottobre, dalle 10 alle 18, studenti dell’Accademia di Belle Arti di Roma effettueranno ogni ora visite guidate nei sontuosi ambienti barocchi di Palazzo Altieri, in piazza del Gesù 49, a Roma, sede dell’ABI. Antichi arredi, opere d’arte e il grande affresco di Carlo Maratti nella Sala della Clemenza sono tra le attrattive di questo gioiello dell’edilizia storica romana, eretto nella seconda metà del Seicento.

Per prenotare, consultare l’indirizzo web: https://eculturadavivere.it/eventi/visita-palazzo-altieri-2024

 

Scarica la locandina

 

Ufficio Comunicazione dell’Accademia di Belle Arti di Roma
Coordinamento: Prof. Guglielmo Gigliotti g.gigliotti@abaroma.it
Collaborazione: Chiara Picco, Marianna Pontillo comunicazione@abaroma.it

My view – Fashion show

Un progetto a sostegno della nuova generazione di fashion designer

L’Assessorato alla Moda, Sport, Turismo e Grandi Eventi di Roma Capitale e Accademia di Belle Arti di Roma (ABA Roma) rinnovano la loro partnership e presentano MY VIEW, il Fashion Show che celebra i migliori studenti del Corso di Culture e Tecnologie della Moda di ABA Roma.

Il progetto, curato da Sara Chiarugi, Alberto Moretti e Roberta Bianchi è realizzato in collaborazione con Roma Capitale e vedrà i più talentuosi studenti-designer presentare ciascuno la propria capsule collection all’interno del Teatro romano di Ostia Antica, in uno scenario maestoso e in una delle più grandi e importanti aree archeologiche italiane.

A calcare la passerella saranno le capsule collection di 15 fashion designer, studenti dell’ultimo anno accademico del Triennio e del Biennio di ABA Roma, che racconteranno il loro punto di vista attraverso la loro personale visione estetica e le tecniche artigianali acquisite nell’ambito della loro formazione artistica.

Dal 2012, infatti, l’Accademia di Belle Arti ha istituito il corso di Culture e Tecnologie della Moda, un indirizzo che si affianca ai tradizionali percorsi artistici che da sempre caratterizzano le accademie italiane. Il corso prevede il conseguimento di titoli di studio legalmente riconosciuti di primo e secondo livello, ed è parte integrante del sistema universitario dell’Alta Formazione Artistica e Musicale (AFAM), con piena autonomia didattica e amministrativa.

I giovani designer, attraverso la presentazione di una capsule collection di 5 capi, sia uomo sia donna, racconteranno la loro personale e identitaria visione della moda.

I 15 designer selezionati da ABA Roma sono:
Behzad Behzadifar – Ludovica Bertolino – Marika Biagiotti – Giulia Bonamici – Maria Chiara Coscia – Giulia Frate – Matteo Giuliano – Gaia Imperia – Marianna Lo Sardo – Flavia Mereu – Ludovica Ivie Oliha – Jacopo Pannaccio – Ilenia Petrillo – Nicolò Sarao – Chiara Tondi.

Quindici collezioni, frutto dell’elaborazione creativa maturata nel corso dell’ultimo anno accademico.

Queste creazioni nascono in un tempo di profondi mutamenti e ne riflettono le tensioni e le possibilità, respirando l’aria di una trasformazione in atto. Il percorso progettuale si sviluppa a partire dalla consapevolezza della transitorietà, attingendo al sapere del passato per immaginare nuove traiettorie. In questa tensione verso il futuro, l’evoluzione prende forma attraverso pratiche esplorative inedite.

L’elemento distintivo del corso risiede nella continua contaminazione artistica e in un approccio profondamente multidisciplinare, in cui il dialogo tra arti visive, moda, tecnologie e pensiero critico diventa terreno fertile per la sperimentazione.

L’iniziativa è promossa da Roma Capitale con il contributo di Alessandro Onorato, Assessore ai Grandi Eventi, Sport, Turismo e Moda di Roma Capitale, e da Cecilia Casorati, Direttrice dell’Accademia di Belle Arti di Roma.

Il progetto “MY VIEW” si inserisce nell’ambito di un’iniziativa di formazione per la promozione dei più talentuosi studenti provenienti anche dalle scuole di secondo grado di Roma. Si tratta di una serie di iniziative che rappresentano non solo un’importante occasione di valorizzazione del talento e della creatività degli studenti, ma anche un’opportunità per rafforzare il legame tra l’Accademia e il territorio, coinvolgendo attivamente le scuole superiori della città grazie al sostegno delle Istituzioni.

Il progetto prevede la continuità della collaborazione con gli indirizzi Moda degli istituti IIS Leon Battista Alberti, IIS Falcone Pertini e Liceo Artistico Enzo Rossi, con i quali ABA Roma ha già avviato in passato significative sinergie, sia nell’organizzazione di sfilate sia attraverso laboratori moda che hanno coinvolto attivamente i loro studenti.

Dunque, oltre al fashion show che vede protagonisti gli studenti di ABA Roma a Ostia Antica, è prevista una sfilata presso il Castello di Lunghezza, sabato 25 ottobre 2025 alle ore 19:00, che coinvolgerà gli istituti IIS Falcone Pertini, Liceo Enzo Rossi e IIS Leon Battista Alberti.

Anche in questa occasione, ogni allievo degli Istituti coinvolti presenterà una propria collezione, espressione della sua identità creativa e delle capacità sartoriali maturate, con il duplice obiettivo di valorizzare visioni originali e innovative della moda e di favorire l’inserimento professionale dei giovani.

Il progetto è volto a promuovere non solo la formazione artistica, ma contribuisce a diffondere tra i giovani la cultura e le arti visive, offrendo loro un palcoscenico prestigioso e formativo. La partecipazione congiunta di studenti dell’Accademia e dei licei rappresenta inoltre un momento di crescita condivisa, favorendo lo sviluppo di competenze creative e relazionali preziose per il loro futuro.

L’intero progetto è stato voluto già dalla sua prima edizione da Mariano Angelucci, Presidente della XII Commissione Capitolina Permanente Turismo, Moda e Relazioni internazionali nell’ottica di una valorizzazione dei giovani talenti e del settore moda secondo le linee di indirizzo approvate nel 2022 dall’Assemblea Capitolina.

Alessandro Onorato, Assessore allo Sport, Turismo, Moda e Grandi Eventi:
“Abbiamo voluto fortemente organizzare queste tre sfilate per valorizzare il lavoro dell’Accademia di Belle Arti di Roma e dei molti studenti che sognano di diventare stilisti. Noi stiamo investendo molto nel settore moda e Roma, grazie a tanti grandi eventi internazionali, è tornata a essere una delle principali città a livello mondiale per il fashion: aumentano gli occupati e le accademie in città registrano numeri record. Le nuove generazioni stanno riscoprendo la bellezza di lavorare a mano con le stoffe, disegnando e creando abiti. E’ nostro compito coltivare questi talenti. Le location scelte non sono casuali, ma rientrano in una strategia di valorizzazione di luoghi meno centrali di Roma, che da soli varrebbero un viaggio. Ostia è un territorio bellissimo, ricco di fascino e con un patrimonio storico incredibile. Merita più attenzione e una comunicazione migliore, positiva, che si genera anche tramite eventi simili. Il Castello di Lunghezza e la Centrale Montemartini, straordinario esempio di archeologia industriale, sono altri due itinerari che neanche molti romani conoscono ma a cui va dato il giusto risalto”.

Identità visiva
Corso di Graphic Design
Prof. Cristina Chiappini
Giada Tonni, Martina Squarcia Alessia Mirabelli

Video e riprese
Monkeys Video Lab

 

Scarica l’invito

 

Scarica la locandina

 

logo roma capitale

Documentare l’effimero, la ripresa dello spettacolo dal vivo

Si invitano gli studenti a portare con sé il proprio computer portatile.

Abstract
Immaginiamo di trovarci davanti a uno spettacolo dal vivo: teatro, danza, performance. L’esperienza è unica, irripetibile, effimera. Ma come possiamo documentarla? Da qui nasce la prima domanda che guiderà gli studenti in questa Lecture di Mounir Derbal: come si documenta filmicamente uno spettacolo? Non si tratta soltanto di registrare, ma di capire quali scelte tecniche ed estetiche permettano di restituire, almeno in parte, la complessità della scena.
La seconda questione riguarda la funzione promozionale delle immagini. Ci chiediamo: quali materiali video sono davvero utili per la promozione di uno spettacolo dal vivo? Trailer, estratti, backstage: ogni formato ha un linguaggio e un pubblico di riferimento.
Allo stesso tempo, è necessario interrogarsi sui bisogni concreti delle compagnie. Di cosa hanno bisogno per promuovere efficacemente il loro lavoro? Questa domanda apre a riflessioni pratiche: strumenti, risorse, ma anche strategie di comunicazione.
Infine, ci soffermiamo sull’archiviazione. Come si costruisce un archivio video che non sia soltanto un contenitore, ma un testimone dell’effimera natura dello spettacolo? L’obiettivo è mantenere viva la dimensione sensoriale e relazionale della performance, anche a distanza di tempo.
La lecture rientra in un progetto di collaborazione con il Romaeuropa Festival.

Mounir Derbal
https://www.mounirderbal.com/about

Mounir Derbal (1997) è un autore e regista formatosi tra l’Italia e il Regno Unito. Il suo lavoro spazia tra cinema e fotografia, con progetti che includono il cortometraggio “Nel Blu”, sostenuto dalla Cineteca di Bologna, e il finto reportage “Spaccapistoni”, supportato da CAMERA – Centro Italiano per la Fotografia. Ha recentemente completato una trilogia di cortometraggi sperimentali/sci-fi – composta da “youcanuselemons”, “Hard Rain Noon” e “Lily, Lily, Lily” – attualmente in distribuzione. Sta ora sviluppando due lungometraggi: “BadLand”, un film sci-fi a basso budget – finalista Biennale College Cinema ‘24, e “Via di Bravetta, 415”, una commedia politica transculturale ambientata nel 2006, tra telefoni a conchiglia e MTV.

Fuori di te

Martedì 14 ottobre 2025, alle ore 17:30, presso la CrossinGallery di Campo Boario/Fienili, si terrà l’inaugurazione della mostra foto e video FUORI DI TE, nell’ambito del progetto Proben Lazio 1, parte del programma WAVE.
La mostra presenta i lavori di nove giovani artisti: Marta Bertolini, Martina Chicca, Cristanche Rucsandra, Anita D’Errico, Federica De Pari, Riccardo De Santis, Yekta Ghaffari, Sofia Giacomello e Olimpia Paldi. I progetti artistici degli studenti in mostra sono il frutto di una ricerca durata quasi un anno accademico, nel quale si è avviato un dialogo su temi complessi: cos’è disagio psicologico, cosa significa dipendenza, quando posso parlare di abuso e cosa significa, quali sono i confini della violenza di genere.
A questo lungo processo hanno partecipato moltissimi studenti dell’Accademia di Belle Arti di Roma, e la selezione in mostra è solo una parte dei numerosi lavori realizzati dagli studenti coinvolti nel progetto.
Fuori di te, quindi, è uno spaccato di come gli studenti interpretano il loro rapporto con dimensioni di disagio e di benessere. Narrandosi in prima persona, questi giovani artisti con le loro opere mettono a disposizione nello spazio pubblico condiviso, attraverso il linguaggio della fotografia o del video, riflessioni e domande in cui riconoscerci, uscendo fuori da una dimensione privata, spesso ammantata di vergogna e di segreto, perché ritenuta inaccettabile, e vissuta nel chiuso della propria testa e di un mondo privato.

Il titolo della mostra, FUORI DI TE, racchiude il senso di uno sforzo comune nel superare il recinto che protegge e nasconde nel segreto i vissuti più difficili, sapendo che la formazione alla ricerca artistica che l’Accademia di Belle Arti di Roma porta avanti è uno spazio di espressione e rielaborazione pronto ad accoglierli, includerli e sostenerli.
La mostra si inserisce in un contesto di ricerca artistica che offre uno spazio di espressione e di confronto, in cui l’arte si fa strumento per affrontare questioni complesse e talvolta silenziate, promuovendo il dialogo e la riflessione.

Scarica la locandina 

Un secolo non basta

Opening della mostra: venerdì 10 ottobre 2025
Ore 16:30

L’Accademia di Belle Arti di Roma, nell’ambito delle celebrazioni per il centenario della nascita della scrittrice Luce D’Eramo, presenta una mostra il cui percorso racconta una personalità fuori dal comune e una vita tanto intensa che si fa fatica a contenerla in un’unica biografia e in un solo secolo. Il secolo breve, con i suoi conflitti, le tragedie, le aspettative e gli ideali di milioni di persone, Luce D’Eramo lo ha attraversato senza risparmiarsi: testimone incredibile delle contraddizioni e dell’immenso portato di un periodo storico decisivo, protagonista attenta e sempre in prima fila, ha riversato le sue esperienze nella scrittura, costruendo ogni volta personaggi al limite, con una predilezione tutta letteraria.
La mostra è composta di foto, video e scritti originali, che narrano la vita dell’autrice attraverso la scrittura, i viaggi, le amicizie, il quotidiano e lo straordinario.
Nnoberavez è l’opera realizzata per questa occasione dall’artista Francesco Vaccaro, che con la letteratura del Novecento e con la parola scritta ha una confidenza poetica di lunga data.
Tra le diverse personalità saranno presenti all’inaugurazione la scrittrice Barbara Alberti e il Prof. Giorgio Parisi, Premio Nobel per la fisica, amici di Luce di lunga data.
La mostra è a cura di Claudio Libero Pisano – Dipartimento Didattica per l’Arte.

Scarica l’invito

fondazione roma logo     accademia nazionale dei lincei logo      sapienza logo.svg

Ottavo giorno

Secondo appuntamento della Galleria Accademia Contemporanea, la mostra personale Ottavo giorno dell’artista Felice Levini – realizzata in collaborazione con Zerynthia, Associazione per l’Arte Contemporanea OdV – veste la navata dello spazio neoclassico di Pietro Camporese il Giovane (XIX sec.), aprendo una riflessione densa e dinamica sul desiderio contemporaneo di equilibrio, stabilità e sicurezza.

Inserendosi teatralmente negli spazi della Galleria, l’artista mette in scena il proprio microcosmo artistico nella cassettiera Torre di Babele balbuziente, circondata dagli otto guardiani di Ottavo giorno vestiti del tipico squamato delle corazze romane sormontato da un copricapo. Ieratiche e sospese nei filari di colonne, le figure vegliano, come moderni titani, sulla cassettiera al fine di proteggerne l’ordinato caos che vi regna all’interno.

Facendo riferimento al giorno della nuova creazione, l’ottavo, riletto come vero giorno di riposo della Genesi, Levini salda la scena all’interno di queste otto figure, bilanciando l’equilibrio spaziale della galleria e racchiudendola in un perimetro sacro centrato sul suo micro-universo ligneo.
Numero atomico dell’ossigeno, numero magico della fisica nucleare, l’8 torna con costanza nella nomenclatura di asteroidi e satelliti, oltre a indicare la somma dei principali pianeti del Sistema Solare, ponendosi come numero dell’equilibrio cosmico in diverse culture sia orientali che occidentali.

Il vastissimo orizzonte multiculturale nel quale si muove questo simbolo, nato in Occidente come rappresentazione dell’Infinito della cultura pagana, arriva fino in Oriente per individuare il numero delle forze della natura generate dalla contrapposizione fra Yin e Yang. Recuperato dalla religione cristiana per indicare il giorno della resurrezione, ritroviamo questo numero anche nelle cupole di numerose chiese medievali, dove l’ottagono, per la sua capacità di aderire al cerchio, finisce per rappresentare la volta celeste.

Una fortuna filologica che raggiunge presto la cultura popolare, nella quale il numero è facilmente riconducibile al gioco degli scacchi e alla Rosa dei Venti, ma trova applicazione anche nei Tarocchi, dove simboleggia la Giustizia, e nella smorfia napoletana, nella quale indica la Madonna.
Queste le ragioni che portano l’artista a rifugiarsi nell’archetipo dell’equilibrio, cercando ironicamente protezione fuori dalla razionalità, votandosi a un arcaico sapere che sarà forse in grado di creare nuovi equilibri.

BIOGRAFIA
Nato a Roma nel 1956, Felice Levini frequenta il Liceo Artistico e l’Accademia di Belle Arti di Roma.
Nel 1978 co-fonda uno spazio autogestito dagli artisti in via Sant’Agata dei Goti a Roma, insieme ai colleghi e amici Giuseppe Salvatori e Claudio Damiani – poi si aggiungeranno altri artisti e poeti – al fine di dare luogo a serate dedicate all’incontro fra arte, poesia e musica. All’interno di questo contesto, espone nella sua prima mostra personale del 1978 intitolata Re!. Allo stesso anno risale la partecipazione alla collettiva Arte ricerca 78 presso Palazzo delle Esposizioni (Roma). L’anno seguente espone presso lo Studio Cannaviello di Milano con la mostra Fortuna, mentre nel 1980 realizza una mostra personale presso la Galleria La Salita (Roma) di Gian Tomaso Liverani, con la quale esporrà nuovamente nel 1981 con Né intimo né nostalgico.
Nel 1980, a soli 24 anni, è fra i primi artisti ad aderire al gruppo dei Nuovi-Nuovi patrocinato dalla critica di Renato Barilli – con la collaborazione di Francesca Alinovi e Roberto Daolio –, che debutta alla Galleria Civica d’Arte Moderna di Bologna. Insieme a Levini espongono Enrico Barbera, Luciano Bartolini, Bruno Benuzzi, Antonio Faggiano, Marcello Jori, Luigi Mainolfi, Luigi Ontani, Giuseppe Maraniello, Giorgio Pagano, Giuseppe (Pino) Salvatori, Salvo, Aldo Spoldi, Wal (Walter Guidobaldi).

Gli anni Ottanta si aprono con diverse mostre personali, soprattutto a Roma e a Milano, fra le quali spiccano quelle realizzate presso la Galleria Pieroni – dove l’artista presenta il Progetto per carta da parati, realizzato nello stile decorativo ad horror vacui tipico del suo lavoro -, Galleria Planita, Il Cortile e Studio Cannaviello. Nel 1981 prosegue il suo percorso con i Nuovi-Nuovi nelle mostre La Qualità: lo sviluppo dei Nuovi-Nuovi presso il Padiglione d’Arte Contemporanea (PAC) di Ferrara, e con Generazioni a confronto, mostra realizzata nell’Istituto di Storia dell’Arte dell’Università di Roma. Nel 1982 è presente anche alla XII Biennale des Jeunes di Parigi e alla rilevante rassegna Una generazione postmoderna presso il Teatro Falcone di Genova.

All’inizio di questo decennio l’artista sposta, per alcuni anni, lo studio a Torino, dove collabora con la Galleria Eva Menzio insieme ad artisti come Giulio Paolini, Salvo e Luciano Fabro, e dove espone nel 1982, nella mostra del 1983 Io vedo, io sento, io parlo, e nel 1984. In quegli stessi anni si avvicina alle esperienze artistiche della città di Milano, dove realizzerà nel 1989 la mostra Genesi, presentata da Bruno Corà prima alla Galleria Il Milone di Milano e poi alla Galleria Massimo Minini di Brescia. In questo decennio l’artista sviluppa la sua passione per una tecnica pittorica che guarda alle geometrie e alle decorazioni ispirate dall’opera di Gino Severini, dai mosaici medievali e dall’arte dell’Antico Egitto.

Nei suoi lavori la chiave ironica fa da contraltare all’ortodossa manualità pittorica espressa dai “puntini” grafici realizzati uno a uno dall’artista.

Nel 1985 partecipa alla collettiva Anniottanta presso la Galleria Civica d’Arte Moderna di Bologna e curata da Renato Barilli, a Icons of Postmodernism del 1986 presso la Holly Solomon Gallery di New York, alla I Biennale di Ankara e alla XI Quadriennale di Roma. Nel 1988 è la volta dell’invito alla XLIII Biennale di Venezia, nella quale presenta i lavori Vittoria e Bersagliere.

Negli anni Novanta il suo linguaggio si arricchisce, grazie all’introduzione nei suoi lavori dell’attività performativa, di alcune componenti della Body Art e, più generalmente, della presenza umana: iniziano in questo periodo i lavori di Autoritratto fotografico. Il 1991 è l’anno della sua partecipazione al Festival dei Due Mondi di Spoleto, mentre nel 1993 partecipa alla XLV Biennale di Venezia e nel 1996 alla XII Quadriennale di Roma. Nel 1995 Felice entra a far parte della galleria La Nuova Pesa di Roma, sodalizio avviato dalla coeva mostra La zebra non è una squadra di calcio e neanche una guardia svizzera.

Il suo lavoro prosegue attraverso la collaborazione con gallerie d’arte e istituzioni museali: Nel 2002 realizza la personale Meridiano celeste presso l’Acquario romano, nel 2004 Non c’è presso la Fondazione VOLUME! di Roma, mentre con FFMAAM | Fondo Francesco Moschini A.A.M. Architettura Arte Moderna realizza, nel 2006, Calice di Venere, nel 2011 Camere da viaggio alla Galleria Zonca&Zonca di Milano e nel 2014, Con gli occhi del gatto presso Spazio Borgogno a Milano.

Nel 2013 realizza l’installazione Nord-Est Sud-Ovest presso la Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma, curata dalla Soprintendente Maria Vittoria Marini Clarelli e da Achille Bonito Oliva – che ha sempre seguito il suo lavoro sin dagli esordi –, all’interno della quale inscena un confronto fra le opere della collezione permanente dell’ex GNAM e i suoi lavori.

Nel novembre 2017 inaugura la sua mostra personale Felice Levini. La volpe sa molte cose, ma l’istrice ne sa una grande presso la Galleria d’arte Niccoli di Parma. Del 2020 è la mostra Visioni e Geografie presso il Chini Museo – Villa Pecori Giraldi di Borgo San Lorenzo (Firenze), mentre nel 2021 è la volta di Felice Levini. Orizzonte degli eventi al Museo Carlo Bilotti – Aranciera di Villa Borghese di Roma. Nel 2023 inaugura presso La Nuova Pesa di Roma la personale Testa o Croce mentre l’anno successivo è la volta della doppia personale Felice Levini – Salvo in: Fuori da me stesso alla galleria Operativa Arte Contemporanea di Roma. Nel 2025 è al Mattatoio di Roma con Felice Levini. Progettare il Caos a cura di Massimo Belli.

zerynthia logo