My view – Fashion show

Un progetto a sostegno della nuova generazione di fashion designer

L’Assessorato alla Moda, Sport, Turismo e Grandi Eventi di Roma Capitale e Accademia di Belle Arti di Roma (ABA Roma) rinnovano la loro partnership e presentano MY VIEW, il Fashion Show che celebra i migliori studenti del Corso di Culture e Tecnologie della Moda di ABA Roma.

Il progetto, curato da Sara Chiarugi, Alberto Moretti e Roberta Bianchi è realizzato in collaborazione con Roma Capitale e vedrà i più talentuosi studenti-designer presentare ciascuno la propria capsule collection all’interno del Teatro romano di Ostia Antica, in uno scenario maestoso e in una delle più grandi e importanti aree archeologiche italiane.

A calcare la passerella saranno le capsule collection di 15 fashion designer, studenti dell’ultimo anno accademico del Triennio e del Biennio di ABA Roma, che racconteranno il loro punto di vista attraverso la loro personale visione estetica e le tecniche artigianali acquisite nell’ambito della loro formazione artistica.

Dal 2012, infatti, l’Accademia di Belle Arti ha istituito il corso di Culture e Tecnologie della Moda, un indirizzo che si affianca ai tradizionali percorsi artistici che da sempre caratterizzano le accademie italiane. Il corso prevede il conseguimento di titoli di studio legalmente riconosciuti di primo e secondo livello, ed è parte integrante del sistema universitario dell’Alta Formazione Artistica e Musicale (AFAM), con piena autonomia didattica e amministrativa.

I giovani designer, attraverso la presentazione di una capsule collection di 5 capi, sia uomo sia donna, racconteranno la loro personale e identitaria visione della moda.

I 15 designer selezionati da ABA Roma sono:
Behzad Behzadifar – Ludovica Bertolino – Marika Biagiotti – Giulia Bonamici – Maria Chiara Coscia – Giulia Frate – Matteo Giuliano – Gaia Imperia – Marianna Lo Sardo – Flavia Mereu – Ludovica Ivie Oliha – Jacopo Pannaccio – Ilenia Petrillo – Nicolò Sarao – Chiara Tondi.

Quindici collezioni, frutto dell’elaborazione creativa maturata nel corso dell’ultimo anno accademico.

Queste creazioni nascono in un tempo di profondi mutamenti e ne riflettono le tensioni e le possibilità, respirando l’aria di una trasformazione in atto. Il percorso progettuale si sviluppa a partire dalla consapevolezza della transitorietà, attingendo al sapere del passato per immaginare nuove traiettorie. In questa tensione verso il futuro, l’evoluzione prende forma attraverso pratiche esplorative inedite.

L’elemento distintivo del corso risiede nella continua contaminazione artistica e in un approccio profondamente multidisciplinare, in cui il dialogo tra arti visive, moda, tecnologie e pensiero critico diventa terreno fertile per la sperimentazione.

L’iniziativa è promossa da Roma Capitale con il contributo di Alessandro Onorato, Assessore ai Grandi Eventi, Sport, Turismo e Moda di Roma Capitale, e da Cecilia Casorati, Direttrice dell’Accademia di Belle Arti di Roma.

Il progetto “MY VIEW” si inserisce nell’ambito di un’iniziativa di formazione per la promozione dei più talentuosi studenti provenienti anche dalle scuole di secondo grado di Roma. Si tratta di una serie di iniziative che rappresentano non solo un’importante occasione di valorizzazione del talento e della creatività degli studenti, ma anche un’opportunità per rafforzare il legame tra l’Accademia e il territorio, coinvolgendo attivamente le scuole superiori della città grazie al sostegno delle Istituzioni.

Il progetto prevede la continuità della collaborazione con gli indirizzi Moda degli istituti IIS Leon Battista Alberti, IIS Falcone Pertini e Liceo Artistico Enzo Rossi, con i quali ABA Roma ha già avviato in passato significative sinergie, sia nell’organizzazione di sfilate sia attraverso laboratori moda che hanno coinvolto attivamente i loro studenti.

Dunque, oltre al fashion show che vede protagonisti gli studenti di ABA Roma a Ostia Antica, è prevista una sfilata presso il Castello di Lunghezza, sabato 25 ottobre 2025 alle ore 19:00, che coinvolgerà gli istituti IIS Falcone Pertini, Liceo Enzo Rossi e IIS Leon Battista Alberti.

Anche in questa occasione, ogni allievo degli Istituti coinvolti presenterà una propria collezione, espressione della sua identità creativa e delle capacità sartoriali maturate, con il duplice obiettivo di valorizzare visioni originali e innovative della moda e di favorire l’inserimento professionale dei giovani.

Il progetto è volto a promuovere non solo la formazione artistica, ma contribuisce a diffondere tra i giovani la cultura e le arti visive, offrendo loro un palcoscenico prestigioso e formativo. La partecipazione congiunta di studenti dell’Accademia e dei licei rappresenta inoltre un momento di crescita condivisa, favorendo lo sviluppo di competenze creative e relazionali preziose per il loro futuro.

L’intero progetto è stato voluto già dalla sua prima edizione da Mariano Angelucci, Presidente della XII Commissione Capitolina Permanente Turismo, Moda e Relazioni internazionali nell’ottica di una valorizzazione dei giovani talenti e del settore moda secondo le linee di indirizzo approvate nel 2022 dall’Assemblea Capitolina.

Alessandro Onorato, Assessore allo Sport, Turismo, Moda e Grandi Eventi:
“Abbiamo voluto fortemente organizzare queste tre sfilate per valorizzare il lavoro dell’Accademia di Belle Arti di Roma e dei molti studenti che sognano di diventare stilisti. Noi stiamo investendo molto nel settore moda e Roma, grazie a tanti grandi eventi internazionali, è tornata a essere una delle principali città a livello mondiale per il fashion: aumentano gli occupati e le accademie in città registrano numeri record. Le nuove generazioni stanno riscoprendo la bellezza di lavorare a mano con le stoffe, disegnando e creando abiti. E’ nostro compito coltivare questi talenti. Le location scelte non sono casuali, ma rientrano in una strategia di valorizzazione di luoghi meno centrali di Roma, che da soli varrebbero un viaggio. Ostia è un territorio bellissimo, ricco di fascino e con un patrimonio storico incredibile. Merita più attenzione e una comunicazione migliore, positiva, che si genera anche tramite eventi simili. Il Castello di Lunghezza e la Centrale Montemartini, straordinario esempio di archeologia industriale, sono altri due itinerari che neanche molti romani conoscono ma a cui va dato il giusto risalto”.

Identità visiva
Corso di Graphic Design
Prof. Cristina Chiappini
Giada Tonni, Martina Squarcia Alessia Mirabelli

Video e riprese
Monkeys Video Lab

 

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Documentare l’effimero, la ripresa dello spettacolo dal vivo

Si invitano gli studenti a portare con sé il proprio computer portatile.

Abstract
Immaginiamo di trovarci davanti a uno spettacolo dal vivo: teatro, danza, performance. L’esperienza è unica, irripetibile, effimera. Ma come possiamo documentarla? Da qui nasce la prima domanda che guiderà gli studenti in questa Lecture di Mounir Derbal: come si documenta filmicamente uno spettacolo? Non si tratta soltanto di registrare, ma di capire quali scelte tecniche ed estetiche permettano di restituire, almeno in parte, la complessità della scena.
La seconda questione riguarda la funzione promozionale delle immagini. Ci chiediamo: quali materiali video sono davvero utili per la promozione di uno spettacolo dal vivo? Trailer, estratti, backstage: ogni formato ha un linguaggio e un pubblico di riferimento.
Allo stesso tempo, è necessario interrogarsi sui bisogni concreti delle compagnie. Di cosa hanno bisogno per promuovere efficacemente il loro lavoro? Questa domanda apre a riflessioni pratiche: strumenti, risorse, ma anche strategie di comunicazione.
Infine, ci soffermiamo sull’archiviazione. Come si costruisce un archivio video che non sia soltanto un contenitore, ma un testimone dell’effimera natura dello spettacolo? L’obiettivo è mantenere viva la dimensione sensoriale e relazionale della performance, anche a distanza di tempo.
La lecture rientra in un progetto di collaborazione con il Romaeuropa Festival.

Mounir Derbal
https://www.mounirderbal.com/about

Mounir Derbal (1997) è un autore e regista formatosi tra l’Italia e il Regno Unito. Il suo lavoro spazia tra cinema e fotografia, con progetti che includono il cortometraggio “Nel Blu”, sostenuto dalla Cineteca di Bologna, e il finto reportage “Spaccapistoni”, supportato da CAMERA – Centro Italiano per la Fotografia. Ha recentemente completato una trilogia di cortometraggi sperimentali/sci-fi – composta da “youcanuselemons”, “Hard Rain Noon” e “Lily, Lily, Lily” – attualmente in distribuzione. Sta ora sviluppando due lungometraggi: “BadLand”, un film sci-fi a basso budget – finalista Biennale College Cinema ‘24, e “Via di Bravetta, 415”, una commedia politica transculturale ambientata nel 2006, tra telefoni a conchiglia e MTV.

Festival della Sociologia

Inaugurazione 3 ottobre ore 17:00.

Nell’ambito della X edizione del Festival, presso l’Auditorium Mauro Bortolotti, ex Complesso monumentale San Domenico a Narni, la Scuola di Scultura dell’Accademia di Belle Arti di Roma partecipa a “Presenze d’Arte Contemporanee” con una installazione site specific.

Le opere selezionate sono centrate sul tema indicato quest’anno: SENTIRSI IN SOCIETÀ attenzione, cura e sostenibilità.

Inserito nel progetto di produzione artistica della Scuola, prevede azioni artistiche e interventi visivi in spazi del territorio Umbro, valorizzando materiali sostenibili e di recupero, a cura della prof.ssa Patrizia Bisonni.

In mostra studenti ed ex studenti del Triennio e Biennio di Scultura Pubblica Ambientale e nuove Tecnologie:

Chiara Russo; progetto fotografico “Tana per l’uomo” stampa in Fine Art.
Riflessione sulla condizione futura dell’essere umano, che con indifferenza e negligenza, continua a compromettere l’ambiente che lo ospita.

Antonella Mosca; Installazione “Natura-Cemento. resilienza e sfide” linoleografie stampate su carta, montate su supporto ligneo, segni a terra con terra pozzolana in negativo.
Evidenzia la rigenerazione degli ecosistemi, sottolineandone la loro resilienza e la nostra responsabilità verso il pianeta.

Sergio Mario Illuminato; progetto transdisciplinare “Jesuisvulnérable”, tecnica mista, legno, ferro, resina.
Presenta un monolite ferito, custode di fragilità condivisa. Memoria e trasformazione si fondono nella materia: la Vulnerabilità si fa corpo.

Docenti coinvolti: Prof.sse Patrizia Bisonni e Alessandra Maria Porfidia.

Accompagna la mostra un catalogo in edizione fuori commercio a cura di Mariacristina Angeli per l’associazione MinervAArte.

FESTIVAL della SOCIOLOGIA, il primo festival in Italia nato nel 2016 a Narni, con la collaborazione di accademici e non, che ogni anno si incontrano in Umbria, per riflettere.

Prof.ssa Patrizia Bisonni Scuola di Scultura

 

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Undici Accademie di Belle Arti di Stato e quattro ISIA al Padiglione Italia dell’Expo di Osaka

Fino a poco tempo fa i programmi di studio di molte Accademie d’arte erano chiaramente dominati da un modello di riflessione storico-artistica; ciò implicava una netta dualità: da un lato gli artisti producevano opere artistiche e dall’altro i critici e gli storici fornivano gli schemi e i metodi di riferimento per l’interpretazione delle opere. La pratica odierna dell’arte, tuttavia, rifugge il pensiero monolitico inquadrato in modelli binari di verità (il metodo interpretativo) e illusione (il metodo creativo visivo). Le pratiche artistiche dimostrano, inoltre, che l’arte e il metodo sono spesso due elementi equivalenti e soprattutto interdipendenti nella “costruzione” dell’opera. Tutto ciò ha generato uno spostamento dalle pratiche artistiche incentrate sui “prodotti” alle pratiche artistiche che si occupano di ambienti sperimentali e laboratoriali e della ricerca di nuove forme di conoscenza e di esperienze. In quest’ottica, i temi dell’EXPO vengono declinati nelle singole proposte delle Accademie partecipanti e, contemporaneamente, aderiscono efficacemente anche ad un’idea unica di interconnessione tra il significato delle nostre esistenze oggi e la prospettiva di miglioramento del futuro. Il ruolo delle arti e della formazione come elemento di promozione umana e di salvezza attraverso un percorso di connessione e interrelazione e quindi di conoscenza delle diverse culture. L’acronimo è: WOW We one wawe (Noi un’onda). Un’ onda che è fatta del nostro prezioso e unico materiale vitale, l’acqua, presente anche simbolicamente nel logo scelto dal Giappone per l’EXPO, che purifica e rigenera e consacra la nostra esistenza a cui consegniamo, nella sua necessaria salvaguardia, la nostra possibilità di futuro. Ma anche l’onda di tante idee, proposte e progetti concreti ed efficaci per essere i protagonisti delle nostre scelte e poter pensare e immaginare il domani.
L’Accademia di Belle Arti G. Carrara, Politecnico delle Arti di Bergamo presenta Floating realities che indaga la Realtà Virtuale e le sfide che pone alla percezione e comprensione del reale. I progetti in mostra sperimenteranno il paradigma dell’immersivo non come fuga dal reale ma come rispecchiamento critico e indagine dei suoi limiti.
In un presente pieno di conflitti e fratture, la proposta dell’Accademia di Belle Arti di Bologna , Crossing Threads/Interlacing Cultures, intende proporre esperienze, azioni, “opere” che metaforicamente e concretamente connettono, valorizzando le potenzialità relazionali di ciascuno, per immaginare e creare comunità e intrecciare culture. La presenza dell’Accademia di Belle Arti di Bologna all’EXPO di Osaka, ha il ruolo di valorizzare il suo lavoro di ricerca e sperimentazione attraverso la significativa visibilità internazionale offerta da questa esposizione e creare nuove opportunità di intessere rapporti di internazionalizzazione all’interno di uno spazio sociale basato su integrazione, inclusività e su una cultura del ‘fare’.
Crossing Threads/Interlacing Cultures presenta due eventi all’insegna dell’arte partecipata: Ri-tessere ad arte, un workshop interattivo degli studenti di Fashion Design dell’Accademia di Bologna, prevede l’installazione di due grandi tele su cui, con i mezzi della decorazione, del ricamo e dell’intreccio, verrà creata un’opera collettiva. Con la partecipazione degli studenti del Professional Institute of International Fashion di Osaka e del pubblico, gli studenti di Ababo daranno vita ad esperienze di condivisione e creatività.
Crossing Threads/Interlacing Cultures, una performance interattiva con la partecipazione del pubblico, mostra una collezione collettiva e consapevole realizzata con tecniche di upcycling e riuso, utilizzando sia materiali usati – espressione delle diverse culture di chi li ha rielaborati e di chi li ha già indossati – sia nuove tecniche, nuovi materiali ecologici e fibre vegetali.

La proposta dell’Accademia di Belle Arti di Firenze consiste in due progetti. Il primo, dal titolo New Media per la comunicazione e la valorizzazione del patrimonio artistico e culturale dell’Accademia di Belle Arti di Firenze presenta i lavori del Dottorato di ricerca con l’Università di Tor Vergata di Roma, attraverso installazioni audio-video interattive e un’introduzione dei dottorandi sul tema dell’archivio multimediale come strumento per la valorizzazione e la promozione del patrimonio artistico. Il secondo progetto riguarda la presentazione di esperienze didattiche innovative e sperimentali nell’insegnamento delle arti visive, che l’Accademia di Belle Arti di Firenze ha condotto in collaborazione con istituzioni museali: la proiezione del documentario sul ciclo di mostre realizzate in collaborazione con Museo Novecento, MUS.E e Comune di Firenze dal titolo IMPALESTRA. Tra Museo e Accademia. Introduce il prof. Lorenzo Bruni, curatore del progetto di documentazione realizzato dalla classe di NTA – Nuove Tecnologie dell’Arte / ABAFI.

L’Accademia di Frosinone, con Inaudita, ineffabile ! lavora sul concetto filosofico di traduzione nella comunità. La traduzione, per dirla con Derrida, è molto diversa dall’acquisto, dalla vendita e dallo scambio. Non si tratta di trasportare succosi pezzi di significato da un lato all’altro della barriera linguistica. Ideato e curato da Antonio Trimani e Giovanni Verga, il progetto esplora la traduzione come aporia, intesa non come semplice trasferimento di significato ma come esperienza di disorientamento linguistico e uditivo. Durante la giornata del 6 ottobre, azioni estemporanee e non programmate animeranno gli spazi del Padiglione Italia, con interventi sonori. Attraverso trasduttori audio, superfici architettoniche diventeranno casse sonore, generando composizioni musicali aleatorie. Le composizioni sonore sono tre:
Forest – Nove “voci” in lingue diverse (giapponese, italiano, cinese, inglese, persiano, albanese, ecc.) si intrecciano in ritmi asincroni, accompagnate da pizzicati di violino e trame sonore che evocano la vitalità di una foresta, luogo d’incontro tra culture.
Luce – Una dimensione spirituale e meditativa, in cui un gorgheggio vocale si dissolve in uno spazio contemplativo, orientato verso la ricerca interiore.
Nasty – Risposta irriverente a Luce: i suoni caotici della motocicletta giapponese Honda 650 e frammenti rumoristici si contrappongono alla dolcezza di una ninna nanna della tradizione ciociara, creando un contrasto netto e volutamente spiazzante.

Il progetto dell’Accademia Ligustica di Genova intende stabilire connessioni impreviste tra le culture, a partire dai linguaggi della tradizione, con un occhio rivolto al rapporto tra arte e natura, da intendersi anche come ambiente. Intrecciando in maniera trasversale le ricerche, verranno individuate parole chiave, segni, che consentano uno sguardo sensibile sulla contemporaneità.

Il progetto dell’Accademia di Lecce, Convivium, indaga i nuovi riti di accoglienza attraverso oggetti mediatori che amplificano il valore di relazione della tavola e innescano processi partecipativi di condivisione. Sul tavolo il cibo racconta il territorio attraverso sapore, odore, vista, e la forma, che ne rappresenta le tracce catturate e restituite con tecnologie digitali.

L’Accademia di Napoli presenta un talk dal titolo “Didattica innovativa nell’insegnamento delle Arti” 美術 教育におけ革新的な指導方法. Saranno presentate le esperienze didattiche nell’insegnamento delle arti visive e arti applicate. Le pratiche creative sono cambiate nel tempo, e le esigenze professionali degli artisti sono diventate sempre più incalzanti dal punto di vista tecnologico e culturale. Il confronto tra i docenti dell’Accademia di Belle Arti di Napoli e i docenti dell Università d’Arte di Osaka, Kyoto, Hiroshima e Tokyo, mira a, a condividere i nuovi obiettivi e le nuove visioni. I professori coinvolti sono: Marianna Carbone, Adriana de Manes, Teruyuki Fujii, Takashi Hinoda, Rosaria Iazzetta, Toshimitsu Ito, Emiko Kasahara, Daniela Pergreffi, Olga Scotto di Vettimo, Etsuko Tashima.

L’Accademia di Palermo presenta due interventi scaturiti da una processualità corale che si fa testimonianza di un modo di vivere la progettualità e il lavoro laboratoriale dentro e fuori le aule dell’Accademia. I due progetti, oltre che nei loro contenuti specifici, vanno quindi anche letti come metafore di dimensioni relazionali, operative e immaginative necessarie per ipotizzare nuovi contesti collettivi. Il primo intervento, Mediterrano Fantastico, è una performance audio-visiva dedicata al mare che crea un’atmosfera immersiva ove paesaggi sonori insieme a canti, voci di pescatori, leggende marine e poesie dialogano con filmati realizzati appositamente e filmati di repertorio, in una connessione diretta con il pubblico che permetterà di lavorare sull’improvvisazione. Il secondo intervento, La Grande Foto, è un corto di 5’ che racconta i preparativi per uno scatto fotografico che ha visto riunirsi l’intera Accademia (studenti, professori e personale tecnico-amministrativo) in una sede che in passato ha ospitato le Officine Ducrot. Si tratta di una interpretazione del concetto di sostenibilità in termini di coesistenza delle differenze dentro un’unità di intenti, una costruzione del proprio habitat in cui rimanga saldo il legame con il territorio, la sua memoria, i suoi vènti, i ficus frondosi, i passaggi dei popoli.

Il progetto che l’Accademia di Ravenna sarà incentrato sull’interazione tra l’antica tradizione del linguaggio musivo e le nuove tecnologie. La produzione di audiovisivi e le installazioni multimediali saranno la testimonianza di una ricerca che l’Accademia di Belle Arti di Ravenna porta avanti grazie all’ampliamento dell’offerta formativa che mette in relazione la tessera di mosaico in pasta vitrea con il pixel, entrambi elementi seriali. La storia e le caratteristiche artistiche, specifiche del mosaico, sono evidenziate grazie ad un progetto multimediale che valorizza il Know-how della città di Ravenna che nei secoli ha divulgato, attraverso il mosaico, l’espressione della cultura bizantina e di un impero che ha unito Oriente e Occidente. Il frammento e la ri-composizione emergeranno in tutte le sue varianti, a fronte dell’impiego di linguaggi sempre più legati al progresso e alle tecnologie più avanzate, a dimostrazione che anche una tecnica così tradizionale come il mosaico può esprimere la modernità grazie a contaminazioni tecnologiche. L’arte musiva diventa esperienza multimediale immersiva attraverso immagini, video e nuove tecniche di virtualizzazione. L’obbiettivo è celebrare anche i Cento Anni della Scuola di Mosaico della città di Ravenna.

L’Accademia Albertina di Torino concentra le sue ricerche artistiche per Osaka su alcune key words: Body,, vision, dress, book-paper, Corpo, visione, abito, libro-carta. Dall’immagine futuro del corpo della donna nel mondo occidentale e orientale, rielaborato e pensato dall’intelligenza artificiale, alle pratiche del ricamo, come elemento di comunione e scambio in diverse culture, con la sua ritualità etnoantropologica; dalla nuova visione e percezione dell’occhio umano nella creazione artistica della pittura contemporanea, fino all’abito – corpo immagine futuristico- e al libro d’arte di carta – legato ai riti della natura. I momenti si sviluppano in forma di partecipazione con il pubblico. che assiste o un rito o partecipa a un’esperienza collettiva. I tre topics di Osaka 2025, (Saving Lives, Empowering Lives, Connecting Lives) si evidenziano, nei diversi aspetti delle installazioni interattive pensate, come ambiti di ricerca progettuale e sperimentazioni performative live con al centro l’uomo e il suo futuro tra passato e presente, connettendo culture, vite, comunità e esperienze eterogenee.

Gli ISIA di Roma, ISIA di Firenze, ISIA di Pescara, ISIA Faenza sono insieme in un unico progetto dal titolo: Building a Better Future: peace, sustainability, inclusion, cooperation. Lo spazio è concepito come luogo di “costruzione” del futuro: un allestimento base (laboratorio) che si comporrà durante il periodo fino ad arrivare alla sua definizione finale. Durante il periodo l’area muterà, si progetterà, comporrà, allestirà, implementerà fino al risultato finale. Il “work in progress” mostrerà il modus operandi ISIA -saper pensare e saper fare- attraverso uno luogo evolutivo, riconfigurabile, modulare, aperto. Lo spazio sarà interprete di “Saving, Empowering, Connecting Lives” in quanto: presenterà la creatività italiana degli ISIA e/o dell’AFAM; Ospiterà e mostrerà la creatività a lavoro attraverso studenti ISIA, esteri e aziende presenti all’Expo che progetteranno per costruire un futuro migliore attraverso il principio del “Connecting lives” *una raccolta di 12 immagini per ISIA, 4 immagini per ciascuna linea (Saving, Empowering, Connecting) di progetti e opere realizzate nella didattica e nella ricerca.

L’Accademia di Roma come Capofila, pone l’attenzione sulla cultura del progetto come elemento essenziale della ricerca artistica contemporanea, con un lavoro dal titolo: L’arte come linguaggio interculturale. Connessioni di vita e di culture, che riflette sulla capacità propria delle arti di immaginare –e realizzare – ecosistemi che accolgano e sostengano le differenze, creando empatia e cooperazione interculturale. Inoltre realizzerà, in accordo con le Accademie partner, un racconto interattivo che riunisce in un’unica narrazione, consultabile su un touchscreen, i diversi progetti. Un “catalogo della creatività” unico che permetterà al pubblico di approfondire la visione di ciò che sarà presentato e di interagire aggiungendo riflessioni e idee, partecipando attivamente alla costruzione di un work in progress i cui risultati saranno presentati alla conclusione dell’EXPO.

Gli ISIA, Istituto superiore per le industrie artistiche, sono istituzioni di livello universitario pubbliche del Ministero dell’Università e della ricerca dedicate alla formazione nel campo del design (prodotto, comunicazione, servizi). Gli ISIA in Italia si trovano a Roma, Firenze, Faenza, Urbino e Pescara, oltre una sede decentrata a Pordenone: in tutte le loro sedi si occupano di formazione, ricerca con enti e aziende, di ricerca accademica, attraverso i dottorati di ricerca, e di progetti di produzione e di internazionalizzazione. All’Expo di Osaka gli ISIA saranno presenti all’interno del padiglione italiano nell’evento WOW con una conferenza (“Building a better future: peace, sustainability, inclusion, cooperation”) e un talk (“Panorama design: design project in the age of complexity”), mentre i progetti realizzati in ambito di didattica e ricerca saranno esposti sia nell’atlante della creatività che nella mostra multimediale, che avrà luogo nell’auditorium del padiglione Italia.

Conferenza: “Building a better future: peace, sustainability, inclusion, cooperation”.
Il design come leva per il cambiamento: presentazione delle ISIA, la metodologia didattica ISIA, i temi affrontati nella didattica, l’approccio ISIA alla formazione del design. Gli ISIA, le prime istituzioni italiane dedicate alla formazione universitaria nel design, raccontano oltre mezzo secolo di esperienza educativa, ponendo al centro l’educazione al design come strumento di innovazione responsabile. Durante la conferenza verrà presentata la metodologia didattica ISIA, che combina teoria critica, laboratori pratici ed esperienze di progettazione interdisciplinare in contatto con contesti reali, per preparare gli studenti a tradurre obiettivi etici in soluzioni originali e trasformative grazie anche a scambi di conoscenze tra contesti nazionali ed internazionali.

Talk: “Panorama design: design project in the age of complexity”.
Gli ISIA si confrontano su progetti di produzione e ricerca, di livello nazionale e internazionale, che mostrano i temi di ricerca accademica e per l’impresa sviluppati per rispondere ai problemi complessi della nostra epoca. Gli ISIA discuteranno sulle direzioni di ricerca nel campo del design per affrontare le nuove dinamiche della complessità globale. Durante il talk verranno presentati casi di studio che affrontano problemi sociali, ambientali ed economici che richiedono approcci integrati di design, ricerca e impresa.
Verranno inoltre mostrati progetti che affrontano le sfide del contemporaneo attraverso la ricerca applicata e le metodologie del design, sfruttando la collaborazioni tra accademia e impresa, riflettendo sulle nuove modalità produttive, sui processi di innovazione sociale, sulla creazione di opportunità e buone pratiche sostenibili e di inclusione.

È stata data a questa ricognizione il titolo di Art and design for future lives, come compendio sintetico delle proposte pensate per l’uomo, l’ambiente, la città, la persona, la natura nella declinazione di Arte e Design come specifiche delle discipline delle nostre Istituzioni. Un progetto unico di sistema orientato alla sperimentazione e alla ricerca dell’Alta Formazione Artistica Italiana realizzato da 11 Accademie di Belle Arti di Stato: Politecnico Accademia “Carrara” di Bergamo, Accademia di Belle Arti di Bologna, Accademia di Belle Arti di Firenze, Accademia di Belle Arti di Frosinone, Accademia di Belle Arti Ligustica di Genova, Accademia di Belle Arti di Lecce, Accademia di Belle Arti di Napoli, Accademia di Belle Arti di Palermo, Accademia di Belle Arti di Ravenna, Accademia Albertina di Belle Arti di Torino e 4 ISIA, Istituti Superiori per le Industrie Artistiche di Roma, Firenze, Faenza e Pescara, capofila Accademia di Belle Arti di Roma per il Padiglione Italia a Osaka EXPO 2025, Istituzioni appartenenti tutti al settore AFAM. Obiettivo finale del progetto complessivo è quello di creare una rete della ricerca artistica e scientifica delle Istituzioni AFAM con la realizzazione di prodotti artistici, i cui esiti siano poi valutabili con parametri in linea con quelli della ricerca prettamente di ambito universitario. La recente decretazione dei Dottorati di ricerca AFAM permette una più ampia possibilità di programmare attività interdisciplinare di attività di ricerca e sperimentazione. Le molteplici proposte qui presentate per Osaka 2025 saranno una sorta di prewiew di una più ampia ricognizione dello stato della ricerca artistica e scientifica delle Istituzioni AFAM con la ripresentazione dei progetti Tra ottobre 2025 e marzo 2026 a Torino nella programmata iniziativa, assegnataria del bando PNRR, internazionalizzazione AFAM dell’Accademia di Belle Arti di Torino, dal tiolo: INAR – Italian Network of Artistic Research Art Research World Expo, ARWE, 2026. La creazione dell’INAR rappresentando così un evento unico nel suo genere, promuoverà il sistema dell’alta formazione artistica  italiana presso un pubblico mondiale. L’ampio numero di membri associati garantirà una presenza e una partecipazione senza precedenti in termini di creazione e di divulgazione. I tredici progetti qui anticipati saranno il centro della riflessione e degli esiti artistici e scientifici delle Istituzioni coinvolte che avranno potuto misurare, se potranno essere presentati a Osaka 2025, le loro potenzialità di sperimentazione e di ricerca dinanzi a un pubblico internazionale I risultati teorici e pratici legati al Padiglione Italia di Osaka 2025, consentiranno ai membri del progetto AFAM di elaborare forme innovative di esposizione.

Contatti
Salvo Bitonti, Accademia Albertina di Torino
direzione@albertina.academy

Cecilia Casorati, Accademia di Belle Arti di Roma
direzione@abaroma.it

 

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Evento IN/OUT

L’evento aperto a tutti, si terrà sia fisicamente in presenza aula 1A, sia in diretta online, nella sede di Campo Boario Roma Largo Dino Frisullo.
L’evento online nello specifico su Piattaforma Microsoft Teams.
Nelle seguenti fasce orarie: mattina 10.00 / 13.00 / pomeriggio 15.00 / 18.30.

TEMA DI FONDO DELL’EVENTO IN OUT

RIFLESSAMENTE “Tempo-Spazio-Evoluzione“

Il progetto IN/OUT strettamente connesso alla pubblicazione Insight “La Cultura dell’Altro“
nasce come spazio di confronto, crescita e co-creazione tra ambiti disciplinari con l’intento di esplorare temi complessi trasversalmente a diverse modalità di approccio al contenuto e alle sue ricadute in diversi ambiti relazionale e professionali. Ogni evento è pensato come un mosaico polifonico, capace di accogliere tanto contributi teorici e tecnici, quanto esperienze, visioni artistiche, narrazioni, percorsi di ricerca, innovazioni tecnologiche.

Il nuovo Evento: Spazio-Tempo-Evoluzione “Riflessa-mente”, si propone come un’indagine sulla trasformazione, sul movimento e sulla relazione tra individuo professione e contesto nel fluire del tempo e nello spazio vissuto, in rapporto alla sua evoluzione contestuale.
Il processo relazionale, tramite emozioni e sentimenti entra in rapporto con linguaggi e contesti, che trovano forme applicative, comunicative e comportamentali.
Un percorso, quello dello spazio-tempo ed evoluzione, che ha infinite chiavi di lettura e diversi obiettivi per la crescita: fisica, spirituale, culturale, psicologica…
La sua natura allegorica ci propone numerose interpretazioni di senso.
Per questo è essenziale sostare in ascolto delle sue molteplici teorie, come si ascoltano gli echi di un pensiero che non smette mai di interrogarsi.
Penso e reputo che la condivisione del pensiero e dell’azione, possa aiutare ad aprire e ad allargare nuovi orizzonti comunicativi e relazionali. Oltre ad essere un valido strumento di coscienza, conoscenza, ricerca consapevole della totalità dell’espressione dell’essere e del presente nella fluidità del divenire.

Il che… se fatto con onestà intellettuale, attenzione e amore, equivale a far conoscere e comprendere, la formazione di nuove connessioni e l’ampliamento e il rafforzamento di altre.

Prof. Enrico Pusceddu

 

CALENDARIO DELL’EVENTO

Martedì 7 Ottobre

MATTINA

10.00 – 10.30
SALUTO ISTITUZIONALE
Interventi: Coordinamento e Direzione Creativa Prof. Enrico Pusceddu, Direttrice Didattica Prof.ssa Cecilia Casorati,

10.30 – 11.00
“SOLUZIONI IMMERSIVE“
a cura di Giampaolo Britti Responsabile Centro/Sud Italia della SCREEN LINE S.R.L.

Soluzioni Immersive come strumento per le nuove forme di arte
Le Soluzioni Immersive rappresentano un’innovazione tecnologica che sta trasformando il modo di vivere l’arte, la didattica e la comunicazione visiva. Si tratta di ambienti attrezzati con videoproiettori ad alta definizione e sistemi audio anche multicanale, in grado di proiettare immagini, video e animazioni su tutte le pareti, creando un’esperienza visiva e sensoriale completamente avvolgente.
Nel campo artistico, queste soluzioni diventano un vero e proprio palcoscenico digitale, capace di ospitare installazioni multimediali, mostre interattive, performance visive e esperienze immersive che superano i limiti della fruizione artistica tradizionale. L’osservatore non è più un semplice spettatore, ma diventa parte integrante dell’opera, coinvolto emotivamente e fisicamente nello spazio.
In sintesi, le soluzioni immersive non sono solo strumenti didattici, ma veri laboratori esperienziali per la creazione e la fruizione di nuove forme di arte visiva, in cui i confini tra realtà e rappresentazione si fanno sempre più fluidi.

11.00 – 13.00
“IL CHARACTER DESIGN COME FORMA E STRUMENTO DI RICERCA SUL TRASCORRERE DEL TEMPO, E LE MUTAZIONI SOCIOCULTURALI“
a cura di Alessio Tommasetti, Professore presso il cdl in Architettura, Università “Sapienza” di Roma. Docente presso lo IED, Istituto Europeo di Design, di Roma sezione MODA, INTERIOR e PRODUCT Design. Fondatore, socio e responsabile dello Studio D’Arc _ Dal 2015 è European Ambassador e dal 2025 Pioneer per Wacom, brand giapponese leader mondiale nella produzione di tavolette grafiche.

Un personaggio disegnato come statico è rinchiuso nella gabbia più o meno statica della tavola del fumetto, agisce secondo la regia del lettore. Vive grazie alla volontà interpretativa del singolo. L’esperienza reiterata all’ennesima potenza è data dalla sommatoria delle azioni dello stesso personaggio in una timeline che renda il movimento continuo allo sguardo: l’animazione.
Osservare questa evoluzione significa accorgersi che i personaggi non sono mai solo “figure disegnate”: sono testimoni della nostra epoca, riflessi di una mente collettiva. Ogni decennio ha lasciato il proprio segno, e ogni mutamento stilistico racconta non solo un cambiamento tecnico o estetico, ma una trasformazione nel nostro modo di percepire lo spazio, il tempo e noi stessi.

POMERIGGIO

15.00 – 18.00
NUVOLAPROJECT IN PERFORMING, MEDIA E PERFORMING ART, DAL TEATRO ALLE OPERE PERFORMANTI IN CO-CREAZIONE CON L’AI
a cura di NuvolaProject Gaia Riposati, Attrice, Performer, Regista, Autrice, e Massimo Di Leo, Digital Innovator e Imprenditore / Performing Media.

Performing, Media e Performing Art, dal teatro alle opere performanti in co-creazione con l’AI.
Un percorso che intreccia memoria e sogno, generando risonanze nel tempo e nello spazio e facendo emergere il senso profondo dei luoghi e dell’identità attraverso un genius loci in continua trasformazione.
NuvolaProject è un progetto artistico nato a Roma nel 2018 dall’incontro tra le ricerche di Gaia Riposati e Massimo Di Leo, e si muove tra arte contemporanea, performing media e innovazione tecnologica. Il duo sviluppa opere phygital che uniscono teatro, installazioni e intelligenza artificiale, interrogando le soglie della percezione e creando esperienze in cui fisico e digitale si intrecciano. Le loro creazioni, presentate in musei e festival internazionali – dal MACRO di Roma al Javits Center di New York, dalla Biennale di Venezia alla House of Wisdom di Sharjah – hanno recentemente dato vita al ciclo Imaginaria, otto opere performative in realtà aumentata entrate nella collezione permanente di Palazzo Merulana a Roma. Oltre alla produzione artistica, NuvolaProject porta avanti un’intensa attività di ricerca teorica e didattica, collaborando con università e accademie, e ha pubblicato il volume Performing Media – un futuro remoto e il catalogo librido SublimAzionI – tracce di Umano e AI nato dall’approfondimento dell’omonima esposizione nel Bunker Museum per il comune di Monopoli in collaborazione con la Fondazione Pascali.

 

Mercoledì 8 Ottobre

MATTINA

10.00 – 11.30
“SURFARE LO TSUNAMI DELL’AI E LE NUOVE CORRENTI DELL’IMMAGINAZIONE“
a cura di ANDREA SARNATARO – Art Director

11.30 – 12.15
“L’EVOLUZIONE DEL TEMPO NEL TEMPO“
a cura di GIAN MARCO D’EUSEBI – Divulgatore social e content creator

12.15 – 13.00
“DIALOGARE CON LUOGHI E SPAZI PER RACCONTARE STORIE INTERIORI“
a cura di ANTONELLO SCARPELLI – Filmmaker

Lo spazio come luogo fisico, mentale e simbolico. L’utilizzo degli spazi esteriori per raccontare gli spazi interiori dei protagonisti.

POMERIGGIO

15.00 – 15.45
“GESTIRE TEMPO E SPAZIO PER FAR EVOLVERE LA CREATIVITÀ“
a cura di UGO MARIA ESPOSITO – 3D Artist

15.45 – 16.45
“CRONO/GRAFICO VISUALIZZARE IL “TEMPO” COME PROFESSIONE“
a cura di PAUL MELLIDI – Visual designer

16.45 – 18.00
“DAL LIMITE ALLA RINASCITA“ L’AI È STATO IL MIO SALVAGENTE PER RESTARE CREATIVO
a cura di ACCURSIO GRAFFEO – Regista / Filmmaker / Colorist / Docente in masterclass dedicate all’uso dell’AI nel cinema e nella comunicazione visiva.

 

Giovedì 9 Ottobre

MATTINA

10.00 – 13.00
PROGETTO TANZANIA COMUNICARE E DARE FORMA ALLO SPAZIO-TEMPO-EVOLUZIONE “L’ARTE COME SUPPORTO ALLA PROMOZIONE DEL BENESSERE E DELLA COSTRUZIONE DI COMUNITÀ“
a cura di ENRICO PUSCEDDU – Docente e Coordinatore e Referente del Progetto per l’Accademia di Belle Arti Roma / TIZIANA BERNARDI – Presidente dell’Associazione GOLFINI ROSSI ETS / VINCENZA FERRARA – Presidente di VTS Italia APS – Esperta del metodo Visual Thinking Strategies / MICHELANGELA ADAMO Consulente esperta Tanzania / ROSSELLA CAPUANO – Docente e Referente del Progetto per il Liceo Artistico Enzo Rossi / Studenti del Biennio di Graphic Design del corso di Illustrazione.

PRESENTAZIONE DEI PROGETTI FINALI DEGLI STUDENTI DEL BIENNIO DI GRAPHIC DESIGN DEL CORSO DI ILLUSTRAZIONE A.A. 24/25 PRIMO ANNO.

POMERIGGIO

15.00 – 18.00
PROGETTO A.A.C.CESSIBLE CULTURE / MUSEO NAZIONALE ROMANO E SUE SEDI : TERME DI DIOCLEZIANO – PALAZZO MASSIMO – PALAZZO ALTEMPS
a cura di ENRICO PUSCEDDU – Docente e Coordinatore e Referente del Progetto per l’Accademia di Belle Arti Roma / FRANCO RIPA DI MEANA docente dell’Accademia di Belle Arti di Roma, WP3 Lead, EAR – enacting artistic research – Presidente Associazione Fateci Posto / STUDENTI del Biennio di Graphic Design del corso di Progettazione Grafica a.a. 24/25 Primo Anno

PRESENTAZIONE DEI PROGETTI FINALI DEGLI STUDENTI DEL BIENNIO DI GRAPHIC DESIGN DEL CORSO DI PROGETTAZIONE GRAFICA

18.00 – 18.15
CONSIDERAZIONI E RIFLESSIONI FINALI
a cura di ENRICO PUSCEDDU – Docente – Visual Creator & Artist / ENRICO BISENZI Docente Graphic Design e Esperto Inclusive Design / DARIO EVOLA Docente Estetica.

 

https://insight.abarm.it
insightabarm@gmail.com

 

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John David O’Brien – “Endless Summer: il caldo operare di Los Angeles”

Conosco John O’Brien dai tempi dell’Accademia, quando studenti condividevamo la comune passione dell’incisione calcografica. Da allora si è sviluppata un’amicizia e una stima artistica reciproca, rimasta tale anche dopo il suo ritorno negli Stati Uniti.
In seguito, ad ogni suo passaggio estivo in Italia, c’è stato un intenso dialogo sui rispettivi percorsi di ricerca, fortune e sfortune, legati ai cambiamenti che nel tempo hanno caratterizzato gli ambienti artistici delle rispettive città di appartenenza: Roma e Los Angeles.
Entrambi docenti in scuole d’arte, abbiamo sempre confrontato le nostre esperienze didattiche. Così è nata l’idea di fare conoscere ai miei studenti l’ambiente artistico della città degli angeli: città mito, per certi versi, e dalla configurazione territoriale molto diversa dalla nostra, per espansione territoriale e assetto urbano. Ma John le vive entrambe con insolita leggerezza, realizzando spesso link tra i due mondi, quantomeno i suoi due mondi.
Artista e curatore, da quando si è stabilito oltreoceano ha indirizzato la sua ricerca su progetti installativi per spazi privati e pubblici. Infatti, ci parlerà della mostra “Re-Iterative II”, che lo scorso anno ha organizzato al Thomas Bradley International Terminal dell’aeroporto di Los Angeles (LAX) con le opere di Edgar Arceneaux, Joshua Holzmann, Rebecca Ripple, Shirley Tse, Stephen Douglas, Steve Roden e Wendy Adest; ci guiderà dentro opere e storie di artisti indipendenti e di gruppi autogestiti attivi in aggregazioni abitative complesse, per noi inedite, e di altri presenti solo nei grandi musei della città; aprirà un confronto tra le attività delle Case Museo presenti a Roma (Museo Andersen e Museo Praz) e quelle di Los Angeles (Weisman Museum House e Schindler House). g. d’a.

Nato a Sagamihara, in Giappone, John David O’Brien, cittadino italiano e statunitense, vive e lavora a Los Angeles e a Roma. Si è laureato in Studio Art (MFA) presso la University of Southern California, Los Angeles (specializzazione in elaborazioni 3D) e Decorazione Pittorica presso l’Accademia di Belle Arti di Roma. Ha inoltre conseguito il titolo di Maestro Incisore presso l’Istituto Nazionale per la Grafica – Calcografia Nazionale di Roma. È professore al Art Center College of Art and Design di Los Angeles. Contemporaneamente al suo lavoro di artista e docente, opera nel campo della curatela e dell’organizzazione di eventi artistici a livello locale e internazionale. Attività che, insieme alla scrittura, alla quale si dedica costantemente dal 1985, considera parte integrante del suo lavoro in ambito artistico.

Michael Heizer, Levitated Mass, 340 tonnellate di roccia

LACMA, Museo della Contea di Los Angeles

Michael Heizer, Levitated Mass, 340 tonnellate di roccia

LACMA, Museo della Contea di Los Angeles

Ufficio Comunicazione dell’Accademia di Belle Arti di Roma
Coordinamento: Prof. Guglielmo Gigliotti g.gigliotti@abaroma.it 
Collaborazione: Chiara Picco, Marianna Pontillo comunicazione@abaroma.it

Una collettiva personale

In occasione della conclusione della mostra Una collettiva personale, il 29 maggio 2025 alle ore 18.00 si terrà la restituzione del workshop condotto dalle studentesse e dagli studenti del corso di Management per l’Arte dell’Accademia di Belle Arti di Roma insieme alla loro docente Marta Silvi, storica dell’arte, curatrice.
L’incontro vede il coinvolgimento di alcune artiste e alcuni artisti in mostra, tra cui LU.PA, Ala d’Amico, Numero Cromatico, Fabrizio Sartori, Luca Grechi, Paolo Assenza, Cristiana Pacchiarotti, Valentina Palazzari, Anna Tuccio (in collegamento da Tolosa) che intervengono coralmente al corpo studentesco, creando un’opportunità di dialogo con il pubblico.

Una collettiva personale a cura di Isabella Vitale, storica dell’arte e fondatrice del progetto pianobi, include 31 opere edite e inedite, selezionate senza un ordine tematico o eventuali affinità di ricerca, ma piuttosto seguendo le “affinità interpersonali” come incontri accidentali ed empatici tra artista e curatrice, in collaborazione con Alex Aymerich, giovane curatrice spagnola in formazione presso la RUFA.

Il proseguo di queste conversazioni si concretizzerà nella realizzazione di contenuti multimediali resi visibili in un secondo momento sui social che costituiranno un’onda lunga di risonanza successiva alla chiusura della mostra.

pianobi è un progetto per l’arte contemporanea pensato in una forma sperimentale, collaborativa e trasversale, fondato da Isabella Vitale, storica dell’arte e curatrice, inaugurato nel giugno del 2021. La sua base operativa è situata nel cuore del quartiere Quadraro Vecchio, in via dei Ciceri 97-99. Suddivisa in due spazi indipendenti l’uno dall’altro, ma comunicanti tra loro, si pone come strumento dedito alla diffusione artistica, dove bi sta per duplice spazio: sia studio-luogo di ricerca, sia atelier-spazio espositivo. Il progetto mira a un rapporto concreto con le forme di espressione artistica contemporanea, avvicinando artisti di ogni dove e interessando un pubblico diversificato.
www.pianobi.info

Partner istituzionali: Accademia di Belle Arti di Roma, Institut Français Italia, Ambasciata di Francia in Italia, Creatività Contemporanea, Accademia di Francia a Roma – Villa Medici, RUFA Rome University of Fine Art, Università La Sapienza, École Nationale Supérieure des Beaux Arts de Paris.

Studenti coinvolti del corso Management per l’Arte, Accademia di Belle Arti di Roma: Alessia Balzi, Silvia De Stefano, Pilar Etcheverria Couto, Giusi Dilettuso, Maria Chiara Gliottone, Marina González Fuhr, Alessandra Laudando, Giulia Mangiagli, Chiara Morganti, Benedetta Moriconi, Ginevra Nuti, Sara Piluso, Gianmarco Rossi, Alina Smietana, Corinna Spaziani, Melinda Torrelli, Sara Vitale.

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Open House 2025

Sabato 31 maggio 2025
Dalle 10:00 alle 17:00 – Visite ogni ora
Accademia di Belle Arti di Roma
Sede di Via di Ripetta, 222.
Sede di Campo Boario – Largo Dino Frisullo, s.n.c.

Visite accessibili:
Visita dedicata a adolescenti con disturbo dello spettro autistico
ore 11:00 – sede di Via di Ripetta, 222
ore 15:30 – sede di Campo Boario, Largo Dino Frisullo, s.n.c.
a cura di Martina Isernia

Visita dedicata a persone cieche e ipovedenti
Giovedì 29 maggio 2025
ore 10:30 – sede di Campo Boario, Largo Dino Frisullo, s.n.c.
Ore 15:30 – sede di Via di Ripetta, 222
a cura di Flavia Coccioletti

Servizio di interpretariato LIS disponibile durante tutto l’orario di visita e in entrambe le sedi (10:00 –17:00)
a cura della cooperativa CREI – professionisti della lingua dei segni

Per info e prenotazioni visita il sito: openhouseroma.org

Il prossimo 31 maggio la sede storica dell’Accademia di Belle Arti di Roma di Via di Ripetta e, per la prima volta, la sede di Campo Boario – Ex mattatoio apriranno loro porte a chiunque avrà voglia di visitarle! L’Accademia di Belle Arti di Roma, infatti, aderisce anche quest’anno all’iniziativa Open House Roma, evento che celebra il design e l’architettura della Capitale, offrendo un’occasione unica per visitare le bellezze nascoste della nostra città e, in particolare, le sedi dell’Accademia di Belle Arti di Roma, accompagnati dalla guida degli studenti e delle studentesse dell’Accademia stessa.

Anche quest’anno, inoltre, l’Accademia di Belle Arti di Roma ha scelto di fare un passo avanti ponendo al centro della programmatica della giornata il tema dell’accessibilità. A seguito dell’attivazione nel 2022 delle borse di dottorato in Scienze del Patrimonio Culturale, in collaborazione con l’Università di Tor Vergata, che hanno visto vincitori due progetti incentrati sull’accessibilità nei siti culturali, gli aspetti della ricerca e dell’accessibilità sono diventati punti focali dell’istituzione.
In occasione dell’evento annuale che apre le porte delle sedi della storica istituzione, si è quindi deciso di dedicare particolare attenzione a queste tematiche attraverso visite accessibili dedicate a ciechi e ipovedenti, adolescenti con disturbo dello spettro autistico e con servizio di interpretariato LIS per tutto l’orario delle visite.

Per info e prenotazioni visita il sito: openhouseroma.org 


Ufficio Comunicazione dell’Accademia di Belle Arti di Roma

Coordinamento: Prof. Guglielmo Gigliotti g.gigliotti@abaroma.it
Collaborazione: Chiara Picco, Marianna Pontillo comunicazione@abaroma.it

1925-2025: Gastone Novelli, 100

Intervengono:

Umberto Croppi
Presidente dell’Accademia di Belle Arti di Roma

Filippo La Rosa
Direttore Generale per la diplomazia pubblica e culturale del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione

Paola Bonani
Storica dell’arte e Curatrice presso l’Azienda Speciale Palaexpo

Marco Rinaldi
Professore di Storia dell’Arte Contemporanea, Accademia di Belle Arti di Roma

In occasione del centenario della nascita di Gastone Novelli (Vienna 1925 – Milano 1968), che ha già visto lo svolgimento di due incontri a lui dedicati presso l’Accademia di Francia e in occasione della Festa della Resistenza nel quartiere San Lorenzo, l’Accademia di Belle Arti di Roma ospita una conferenza di presentazione di due mostre dedicate nel 2025 a uno dei maggiori artisti italiani del secondo Novecento.
Dichiara Filippo La Rosa, Vice Direttore Generale per la Diplomazia pubblica e culturale del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione: “L’opera di Gastone Novelli ha i tratti di chi mette l’Italia al centro e poi volge lo sguardo, alternativamente, alla Francia e al Brasile, paesi i cui movimenti artistici in quel momento si rincorrevano l’un l’altro. Sono sempre stato ammirato di come, decenni dopo la sua esperienza paulista, la sua impronta sia ancora così profonda e feconda. Gruppi di studenti e di studiosi, che ruotano intorno al MAC Ibirapuera, si nutrono del suo lavoro così come i letterati francesi che Novelli ha incontrato più avanti nella sua vita. Pochi artisti italiani fuori dai “movimenti” canonici hanno avuto, nel ‘900, questa capacità di attrazione su esponenti artistici di diversi continenti.”

L’evento è organizzato con la collaborazione dell’Archivio Gastone Novelli, Roma.
LE MOSTRE:

“L’arte deve vivere al sole”. Gastone Novelli in Brasile
a cura di Ana Gonçalves Magalhães e Marco Rinaldi
con la collaborazione dell’Archivio Gastone Novelli, Roma, e dell’Istituto Italiano di Cultura, São Paulo
São Paulo, Museu de Arte Contemporânea da Universidade de São Paulo
2 agosto – 12 ottobre 2025

La mostra a San Paolo si focalizzerà sul periodo trascorso dall’artista in Brasile, che va dal 1949 al 1954.
Il Brasile degli anni Cinquanta costituisce un fertile terreno di transiti e presenze italiane e internazionali, che producono un grande fermento e animano la scena culturale e artistica: da Pietro Maria Bardi, direttore della rivista “Habitat” e fondatore e direttore del Museo d’Arte di San Paolo, progettato dalla moglie Lina Bo, agli architetti Rino Levi, Daniele Calabi, Giancarlo Palanti, Gio Ponti, Pier Luigi Nervi, i BBPR, fino a Franco Albini e Franca Helg; fondamentali sono poi stati i passaggi più antichi di Le Corbusier e di Max Bill, oltre che le mostre di Alberto Magnelli e Paul Klee ospitate dalle Biennali di San Paolo.
È in questo clima che vengono a formarsi il primo linguaggio astrattista e le prime formulazioni della poetica di Novelli, in sintonia con il concretismo brasiliano e sulla scorta delle suggestioni prodotte dalla riflessione sui lavori di Magnelli, Bill, Klee e non ultimo Corrado Cagli. Nello stesso periodo avvia l’attività didattica presso il Museo d’Arte di San Paolo e si dedica alla produzione ceramica e alla realizzazione di allestimenti espositivi, mentre i suoi interessi si volgono anche verso la lingua degli indios Guaraní.
La mostra costituirà una rassegna pressoché completa della sua produzione pittorica e grafica del periodo brasiliano, tappa fondamentale di maturazione dell’artista e delle sue prime riflessioni sul linguaggio.

Gastone Novelli
a cura di Elisabetta Barisoni e Paola Bonani
con la collaborazione dell’Archivio Gastone Novelli, Roma
Venezia, Ca’ Pesaro – Galleria Internazionale d’Arte Moderna
25 ottobre 2025 – 22 febbraio 2026

L’esposizione di Venezia invece offrirà una ricognizione completa del suo percorso di ricerca attraverso la raccolta di circa 60 opere tra le più significative presenti nelle collezioni pubbliche e private italiane. Il percorso comprenderà tutte le diverse fasi della ricerca di Novelli, partendo dalle primissime prove gestuali e segniche degli anni de “L’Esperienza Moderna”, rivista fondata con Achille Perilli alla fine degli anni Cinquanta, fino alla maturazione all’inizio degli anni Sessanta della sua personale poetica, in cui si fondono scrittura e immagini, per giungere ai lavori della fine del decennio, momento in cui la parola e l’azione dell’artista tornano a essere investiti di un più esplicito significato etico e politico. A Ca’ Pesaro saranno inoltre raccolte nuovamente per la prima volta le opere con cui Novelli scelse di presentarsi nelle due importanti edizioni della Biennale di Venezia del 1964 e del 1968.

Infine, un’ultima iniziativa riguarderà la pubblicazione del volume Novelli A-Z, a cura di Paola Bonani, per i tipi di Electa, in uscita a ottobre.

Gastone Novelli nasce nel 1925 a Vienna. Durante la Seconda Guerra Mondiale partecipa alla Resistenza, viene arrestato, torturato e condannato a morte. La pena viene commutata in carcere a vita e viene liberato all’ingresso delle truppe alleate a Roma il 4 giugno 1944.
Nel 1948 compie il primo viaggio in Brasile, dove inizia la sua attività artistica.
Nel 1955 si stabilisce a Roma e si inserisce rapidamente nell’ambiente artistico della città grazie all’amicizia con Emilio Villa.
Nel 1957 compie diversi viaggi a Parigi, dove incontra Tristan Tzara, André Masson, Man Ray e Hans Arp. Lo stesso anno fonda con Achille Perilli la rivista “L’Esperienza Moderna” e la Galleria La Salita di Roma gli dedica una personale.
A partire dagli anni Sessanta frequenta Samuel Beckett, Georges Bataille, Pierre Klossowski, René de Solier e avvia una stretta amicizia con Claude Simon, che in uno dei suoi ultimi libri, Le Jardin des Plantes (1997), racconta la profonda consonanza intellettuale e creativa che lo legava all’artista. Con alcuni di loro Novelli avvia vere e proprie collaborazioni: con Beckett prepara un progetto editoriale per illustrare L’image, rimasto poi incompiuto; nel 1962 realizza il libro unico per Histoire de l’œil di Bataille, mentre nel 1965 commenta con le tavole del libro Das Bad der Diana il mito di Diana e Atteone, analizzato da Klossowski.
Inizia a collaborare con gli scrittori della neoavanguardia italiana, con i quali condivide la medesima tensione verso la sperimentazione linguistica.
Nel 1964 fonda con Perilli, Alfredo Giuliani e Giorgio Manganelli la rivista “Grammatica”. Vince il Premio Gollin alla Biennale di Venezia dove è invitato con una sala personale.
Nel 1966 pubblica il libro Viaggio in Grecia, vera e propria summa di anni di riflessioni sul linguaggio e di peregrinazioni in universi segnici, che vanno dalla psicologia del profondo, al mito, fino al definitivo approdo all’antropologia e allo strutturalismo di Claude Lévi-Strauss.
Nel 1968 viene di nuovo invitato alla Biennale veneziana con una sala personale, ma per protesta contro l’intervento della polizia all’interno dei Giardini si rifiuta di esporre le sue opere rovesciandole contro le pareti. In ottobre è a Milano, dove inizia l’insegnamento all’Accademia di Belle Arti di Brera. Muore il 22 dicembre per un collasso postoperatorio.
Novelli ha esposto nei più importanti musei e istituzioni italiane e internazionali. Oggi le sue opere sono conservate al MoMA di New York, alla National Gallery di Washington, al MASP di San Paolo, al British Museum di Londra, alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma, al Museo del Novecento di Milano e alla Peggy Guggenheim Collection di Venezia.

Variazioni di rosso

Controllo e violenza di genere nell’era digitale

Il colore rosso è individuato come simbolo della violenza di genere a partire dall’installazione Zapatos rojos realizzata da Elina Chauvet (2009) come monito in seguito all’uccisione della sorella da parte del marito. Successivamente, il colore rosso viene ripreso per la realizzazione della panchina come rappresentazione di un posto lasciato vuoto dalle vittime di violenza, divenendo simbolo di riflessione collettiva.

L’Accademia di Belle Arti di Roma, quale luogo di formazione delle giovani generazioni e di produzione artistica, vuole sottolineare l’importanza di una riflessione sul tema della violenza di genere, attraverso seminari, incontri e la realizzazione di un intervento di arredo urbano (panchina/seduta) di colore rosso presso la sede di Campo Boario a Testaccio. Una particolare attenzione sarà dedicata al tema del controllo digitale per diffondere, ad un pubblico sempre più vasto, quali sono i segnali (campanelli d’allarme) per riconoscere un atteggiamento ossessivo ed opprimente e per un utilizzo del digitale senza condizionamenti.

Il progetto finanziato dall’ agenzia Astra/AXA di Largo Dino Frisullo è realizzato in collaborazione con Differenza Donna, associazione che gestisce il numero antiviolenza 1522, e la Falegnameria sociale K’alma. Il primo appuntamento, strutturato in una parte seminariale ed una parte di dialogo con artiste, curatrici, studentesse e studenti e docenti, è previsto per giovedì 22 maggio presso l’Accademia di Belle Arti di Roma, sede di Campo Boario.

Programma del 22 maggio 2025:

Ore 8.30 – Accoglienza

Ore 9.00
SalutiCecilia Casorati, Direttrice dell’Accademia di Belle Arti di Roma
Presentazione del progettoFrancesca Longo
Interventi di design sostenibile nell’area di Campo BoarioKetty di Tardo
Gender gap nei luoghi di lavoroBenedetta Artusa, UAA for women – AXA
Il controllo digitaleChiara Brassotti Ziello, UAA for women – AXA

9.30 – 11.00
Seminario – Discriminazioni e violenze di genere nella storia, Alessia D’Innocenzo, Responsabile CAV “Alessia e Martina Capasso” e Responsabile Prevenzione, attività con giovani e nelle scuole – Associazione Differenza Donna Ong-APS

Ore 11.00 – Pausa

11.30 – 13.00
Incontro con:
Francesca Montinaro – Artista transmediale e scenografa
Paola Ugolini – Critica d’arte e curatrice Fondazione InBetweenArtFilm

13.30 – 14.30 Pausa

Ore 14.30 – 16.00
Seminario – Stereotipi e pregiudizi di genere. A che punto siamo? A cura di Costanza Giannelli, Operatrice, Attivista, Esperta di comunicazione, Associazione Differenza Donna Ong-APS

16.00-18.00
Incontro con:
Francesca Grossi e Vera Maglioni – Artiste performers
Anahi Mariotti – Artista

La conferenza è aperta anche ad un pubblico esterno.
È previsto un light lunch per i partecipanti

La conferenza prevede un limite di partecipanti, pertanto, è richiesta la prenotazione all’indirizzo maria.masi@studenti.abaroma.it entro il 19 maggio con oggetto: “Partecipazione conferenza Variazioni di rosso”

In foto: Maria Esposito, Variazioni di rosso, 2025

Ufficio Comunicazione dell’Accademia di Belle Arti di Roma
Coordinamento: Prof. Guglielmo Gigliotti g.gigliotti@abaroma.it
Collaborazione: Chiara Picco, Marianna Pontillo comunicazione@abaroma.it

 

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