To the Core. Bauhaus Dessau 100

Programma
ZDF Televisione Nazionale Tedesca, Morgenmagazin
videoproiezione dell’edizione del 5 settembre 2025, durata 4’

Prof. Cecilia Casorati, Direttrice dell’Accademia di Belle Arti di Roma
Prof. Eclario Barone, Accademia di Belle Arti di Roma

Piero Mottola, Voices of Bauhaus, opera per coro e due voci soliste, baritono e soprano
Presentazione di Barbara Steiner, Director of the Bauhaus Dessau Foundation
videoproiezione del documentario, durata 40’

Peppe Aquaro
giornalista, collaboratore del CORRIERE DELLA SERA

Piero Mottola, Voces Argentinas, BienalSur 2023
video proiezione del documentario, produzione UNTREFMEDIA, durata 20’

Voices è un’indagine del LER Laboratorio di Estetica del Rumore, fondato nel 1996, che si occupa della misurazione del potenziale evocativo, estetico ed emozionale dei suoni reali della nostra vita e della voce dell’uomo, in diverse aree culturali e geografiche del pianeta. L’esperimento Voices è iniziato nel 2015 all’Università̀ Politecnica di Valencia in Spagna, e successivamente ampliato nelle istituzioni museali ed universitarie di Lisbona, Tenerife, Roma, Firenze, Napoli, Santiago del Cile, Lipsia, Varsavia, L’Avana, Buenos Aires, Wuhan, Shanghai, Pechino, Riga, Madrid, e di recente svolto con la collaborazione dei dipendenti del Museo della Croce Rossa Internazionale di Ginevra e del Bauhaus Museum di Dessau, Weimar e Berlino.

Alle persone coinvolte nella ricerca è stato chiesto, utilizzando esclusivamente la propria voce, attraverso suoni e rumori, parole, frasi, motivi musicali e cantati, di esprimere e rappresentare dieci parametri emozionali, Paura, Angoscia, Agitazione, Collera, Tristezza, Stupore, Eccitazione, Piacere, Gioia e Calma. Successivamente è stato proposto di interpretare ulteriori cinque parametri come la Bellezza e la Bruttezza, la Condivisione e Dispersione emozionale, la Profondità̀ emozionale e infine una Nuova emozione importante e a scelta del partecipante. Al termine di ogni generazione vocale ogni persona doveva indicare anche un colore scelto da un campionario cromatico

L’analisi dei risultati ottenuti con l’esperimento al Bauhaus Museum di Dessau ha evidenziato una tendenza timbrica fortemente musicale, cantata e ritmica, con attrazioni su zone di frequenza definite e che ha accomunato le generazioni vocali appartenenti a entrambi i sessi, e a differenti età e provenienza culturale. Le sonorità vocali ottenute per i sedici parametri sono state catalogate in quattro zone timbriche: basse, medie, acute e acutissime, e sono state ordinate da quelle maggiormente referenziali ed espressive di contenuti, a quelle non referenziali e astratte.

La composizione Voices of Bauhaus, dedicata ai cento anni della nascita del movimento di avanguardia che ha concepito una nuova una idea di bellezza attraverso uno studio sulla profondità della vita, è stata costruita con un andamento che inizia dalle espressioni vocali con caratteristiche emozionali intense, dalle emozioni nuove e importanti, dalle emozioni enigmatiche e belle, per evolversi verso i contrasti e le massime opposizioni emozionali. Dieci cicli che pur ricordandosi delle realtà vocali esposte in precedenza, si aggiornano con una energia continua, verso inusitati e imprevedibili contrasti emozionali, con l’ausilio generativo delle complesse relazioni delle Mappe emozionali (1996-2000). La voce ottenuta sperimentalmente è stata organizzata nella sua purezza, combinata e senza alterazioni elettroniche, secondo i valori relazionali di minima e massima distanza emozionale.

Per l’esecuzione di Voices of Bauhaus ho scelto un organico corale composto da otto bassi, due tenori, quattro contralti, otto soprani, due voci soliste, soprano e baritono, che esaltano il brano dialogando tra loro e con il coro per sublimare momenti di tensione, situazioni perturbanti, ma anche di distensione e di tranquillità emotiva. La voce soprano solista, che introduce la composizione con una voce profonda e importante emozionalmente, come in un vortice emotivo dopo aver risolto momenti intermedi in dialogo con la voce baritono, la chiude ritornando alla tensione interiore dello stadio iniziale.

Una composizione che nasce dall’uomo, dall’uomo viene eseguita e dall’uomo viene vissuta. Uno “stimolo acustico umano”, dinamico, immersivo e in continua e imprevedibile evoluzione per operare sulla profondità emozionale del fruitore attraverso la semplice e profonda sonorità vocale e che appartiene a noi tutti, per scatenare un’ampia varietà di interpretazioni in un ampio campione di persone. Una immersione psicofisica nel nostro mondo interiore laddove siamo veramente diversi e autentici.

Piero Mottola (1967, IT). Artista e musicista sperimentale, docente di Sound Design all’Accademia di Belle Arti di Roma, è direttore del LER Laboratorio di Estetica del Rumore fondato a Roma nel 1996, centro di ricerca sugli aspetti relazionali ed emozionali del rumore. Inizia la sua attività di ricerca artistica nel 1987 con gli esperimenti partecipativi “Miglioramento-Peggioramento” e “Bello-Brutto”. Dal 1994 indaga con esperimenti e misurazioni la relazione tra rumore ed emozione per la costruzione di “Mappe emozionali”, modelli generativi di stimoli acustico-emozionali e cromatici. I risultati di queste ricerche sono stati esposti alla 54° Biennale di Venezia nel 2011 e pubblicati nel 2012 sul libro “Passeggiate emozionali, dal rumore alla musica relazionale”.

Il suo progetto “Voices” è stato esposto al MAC Museo d’Arte Contemporanea di San6ago del Cile (2015), alla Biennale Italia-Cina Art District 798 a Pechino (2016), al Museo d’Arte Contemporanea MACRO di Roma (2017-2018), alla Fudan University di Shanghai (2018), alla Fondazione Morra di Napoli (2019), al CCK Kirchner Cultural Center di Buenos Aires (2019), alla XIV Biennale dell’Avana e Museo Nacional de Bellas Artes di Cuba (2022), all’Auditorium Parco della Musica di Roma (2022), alla BienalSur a Buenos Aires (2023), al Museo della Croce Rossa Internazionale di Ginevra (2024), al Bauhaus Museum di Dessau (2025).

Photo: Voices of Bauhaus, Teatro storico del Museo del Bauhaus di Dessau, 4 settembre 2025

La genesi dell’opera d’arte attraverso processi innovativi e sperimentali

Prenderà il via a febbraio la settimana di presentazione pubblica di EAR – Enacting Artistic Research.

Ad aprire il programma, il 16 e 17 febbraio 2026 presso l’Accademia di Belle Arti di Roma, il Convegno Internazionale La genesi dell’opera d’arte attraverso processi innovativi e sperimentali.
Organizzato per offrire una restituzione pubblica dei lavori del WP2 di EAR, guidato da Costanza Barbieri, il convegno metterà a confronto artisti, studiosi e ricercatori provenienti da alcune delle più importanti istituzioni culturali e museali internazionali – tra cui il MET di New York, il Louvre, l’Opificio delle Pietre Dure di Firenze e l’Istituto Centrale per il Restauro – per raccontare lo status di ricerca delle arti figurative e il loro costante dialogo con la scienza che, da un lato ispira e suggerisce metodi e forme dell’invenzione, dall’altro contribuisce, attraverso la diagnostica, a ribadire il carattere laboratoriale e sperimentare dell’arte, dal Quattrocento al contemporaneo.

La genesi dell’opera d’arte attraverso processi innovativi e sperimentali affronta per la prima volta l’analisi e la comprensione dei processi creativi nelle arti visive: il convegno si propone infatti di illustrare il processo di elaborazione delle forme dando conto del suo status di laboratorio perenne, un processo che si attua attraverso le sperimentazioni su materiali e supporti, l’esplorazione e la scoperta di invenzioni e motivi inaspettati, il flusso continuo e l’accavallarsi di idee creative, l’indagine incessante su tecniche e materiali inediti, il dialogo con la scienza sul piano pratico e teorico.
Durante le due giornate sono attese relazioni che possano restituire una prospettiva metodologica finalizzata a disvelare i meccanismi della figurazione, le poetiche espressive, le fasi dell’invenzione e gli strumenti atti alla miglior esecuzione per gettare nuova luce su opere di assoluta preminenza nella storia dell’arte, da Perin del Vaga a Hayez, da Giovanni da San Giovanni a Ferruccio Ferrazzi, dalla grafica e alle sculture.
È possibile partecipare in presenza previa registrazione, oppure da remoto (link del 16 febbraio e link per il 17 febbraio).

The public presentation week of EAR – Enacting Artistic Research will begin in February.

Opening the programme, on 16 and 17 February 2026 at the Accademia di Belle Arti di Roma, will be the International Conference La genesi dell’opera d’arte attraverso processi innovativi e sperimentali.
Organised to provide a public presentation of the work carried out within WP2 of EAR, led by Costanza Barbieri, the conference will bring together artists, scholars, and researchers from some of the most important international cultural and museum institutions – including the MET in New York, the Louvre, the Opificio delle Pietre Dure in Florence, and the Istituto Centrale per il Restauro – to discuss the current state of research in the visual arts and their constant dialogue with science. This dialogue, on the one hand, inspires and suggests methods and forms of invention, and on the other contributes, through diagnostic practices, to reaffirming the laboratory-based and experimental nature of art, from the fifteenth century to the contemporary period.

La genesi dell’opera d’arte attraverso processi innovativi e sperimentali addresses, for the first time, the analysis and understanding of creative processes in the visual arts. The conference aims to illustrate the process of form-making by acknowledging its status as a perpetual laboratory: a process enacted through experimentation with materials and supports, the exploration and discovery of unexpected inventions and motifs, the continuous flow and overlap of creative ideas, the constant investigation of new techniques and materials, and dialogue with science on both practical and theoretical levels.
Over the two days, presentations are expected to offer a methodological perspective aimed at unveiling the mechanisms of figuration, expressive poetics, phases of invention, and the tools required for optimal execution, shedding new light on works of outstanding importance in the history of art, from Perin del Vaga to Hayez, from Giovanni da San Giovanni to Ferruccio Ferrazzi, ranging from graphic works to sculpture.
Participation is possible in person upon registration, or remotely (link for 16 February and link for 17 February).

© Credits foto Noemi Zappalà

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Lessico per le arti del XXI secolo

Presentazione del libro a cura di Nicolas Martino

Intervengono:
Cecilia Casorati
Elena Bellantoni
Ilenia Caleo
Giulia Grechi
Nicolas Martino
Viviana Vacca

Abitiamo un mondo composto di territori reciprocamente stranieri sotto ogni aspetto, economico, sociale, culturale, politico, tecnologico, ambientale, spirituale, estetico. Le arti che da sempre attraversano le frontiere dei saperi separati oggi si trovano al centro di una trasformazione profonda. Muta l’ordine del discorso e con esso cambiano i significati delle parole che usiamo.

In questo scenario il Lessico per le arti del XXI secolo (luca sossella editore, 2025) nato come progetto dentro le Accademie di Belle Arti, raccoglie12 parole per orientarsi nel presente. Obiettivo del libro, concepito come uno dispositivo, è quello di disegnare un campo strategico per comprendere il mutamento in corso e ripensare l’esperienza dell’arte attraverso 12 voci e 12 parole.

Il Lessico è questo:
1. Autore, Nicolas Martino (ABA Sassari) 2. Pop, Tommaso Ariemma (ABA Lecce) 3. Intelligenza artificiale, Francesco D’Isa (LABA Brescia-Firenze) 4. Parola, Elena Bellantoni (ABA Roma) 5. Trauma, Sonia Borsato (ABA Sassari) 6. Femminismo, Raffaella Perna (La Sapienza Università di Roma) 7. Queer, Federico Zappino (Università di Sassari) 8. Movimento, Ilenia Caleo (IUAV di Venezia) 9. Paesaggio, Ilaria Bussoni (ABA Genova) 10. Museo, Davide Mariani (ABA Sassari) 11. Disapprendimento, Giulia Grechi (ABA Napoli) 12. Cura, Viviana Vacca (Università di Catania).

Anziché arrendersi a un destino di parole d’ordine, le parole di questo libro ci aiutano allora a deviare, disobbedire, disapprendere, produrre uno scarto, indurr pensieri nuovi.
(Daniela Angelucci, OperaViva Magazine)

 

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DA A AD A

Presentazione del catalogo della mostra

Lunedì 26 gennaio 2026, alle ore 18.30, all’Istituto Polacco di Roma, si terrà la presentazione del catalogo della mostra DA A AD A, pubblicato da Silvana Editoriale e curato da Angelica Gatto, a conclusione del progetto espositivo promosso dalla Scuola di Pittura dell’Accademia di Belle Arti di Roma.

Alla presentazione interverranno: i curatori Giuseppe Armogida, Gaia Bobò, Angelica Federici, Angelica Gatto e Alessandra Monaco, gli artisti Leonardo Ciotti, Gennaro Cipriano De Luca, Serena Gandini, Kim Isul, Giuseppe Matera, Valerio Pacini, Marianna Panagiotoudi, Mario Rossi, Francesca Tondo, direttore editoriale di Silvana Editoriale Sergio di Stefano, per l’Istituto Polacco di Roma Ania Jagiełło, Alfredo Pirri e Sergio Sarra, coordinatori del progetto.

L’incontro sarà un’occasione di restituzione pubblica e confronto sui processi, le pratiche e le prospettive emerse da DA A AD A. In occasione della presentazione del catalogo saranno inoltre annunciati gli artisti selezionati per la seconda edizione di DA A AD A che sarà curata da Cecilia Canziani e Ilaria Gianni.

 

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Occorre non pensarsi centro

La voce di Elvira de Luca. Dal teatro alla pittura
Presentazione del documentario

Progetto a cura di Francesca Longo, Lucilla Meloni, Assunta Porciani, Luca Valerio.
Studenti delle Scuole di Comunicazione e Valorizzazione del Patrimonio Artistico Contemporaneo e Cinema, Fotografia, Audiovisivo, laboratorio Controcampo.

Intervengono:
Umberto Croppi
– Presidente dell’Accademia di Belle Arti di Roma
Cecilia Casorati
– Direttrice dell’Accademia di Belle Arti di Roma
Francesca Longo – docente di Beni culturali e ambientali
Lucilla Meloni – docente di Storia dell’arte contemporanea
Assunta Porciani – docente di Comunicazione e valorizzazione dei beni archivistici
Luca Valerio – docente di Fotografia e Video
Federico De Melis – Critico d’arte
Simone Prattico – Archivio Elvira de Luca
Gioia Brunelli – Archivio Elvira de Luca

Venerdì 23 gennaio 2026, presso l’Aula Magna ‘’Lea Mattarella’’ dell’Accademia di Belle Arti di Roma verrà presentato il documentario “Occorre non pensarsi centro. La voce di Elvira de Luca. Dal teatro alla pittura”, dedicato all’ artista Elvira De Luca.

Figura poliedrica, formatasi all’Accademia di Belle Arti di Napoli, scenografa e costumista, de Luca (Napoli 1934 – Roma 2021) ha poi attraversato i diversi linguaggi dell’arte in modo originale, pur attenta ai nuovi stimoli che le offriva la contemporaneità.
Vicina al napoletano Gruppo 58, amica di Lucio Del Pezzo e di Guido Biasi, dopo numerose esperienze teatrali nel 1961 si trasferisce a Roma entrando in contatto con i pittori della neoavanguardia e dedicandosi principalmente alla pittura. Gli anni Settanta sono caratterizzati da un’interessante ricerca svolta sul linguaggio verbale e segnico e dalla sua collaborazione con le riviste d’avanguardia “Imprinting” e “Aut.Trib” dove la scrittura, in sintonia con il pensiero femminista, verrà decostruita. Dagli anni Ottanta ritorna alla pittura e dà avvio al ciclo Mutazioni: da allora e nel decennio successivo le sono dedicate alcune personali e partecipa a mostre collettive in Italia e all’estero.

Il documentario è stato prodotto nell’ambito del Progetto Memorie, nato all’interno delle attività didattiche dell’Accademia di Belle Arti di Roma, dalla collaborazione delle scuole di Comunicazione e Valorizzazione del Patrimonio Artistico Contemporaneo e di Cinema, Fotografia, Audiovisivo e del laboratorio Controcampo, tenuto da Alessio Rucchetta, Valerio Sammartino, Simone Valente
Gli studenti sono stati coinvolti nella realizzazione dell’intero progetto di valorizzazione del patrimonio culturale, dalla tecnica progettuale alla realizzazione effettiva.

Studenti:
Scuola CVPAC Francesco Balestra, Melany Catanaru, Anna Civita Costanzo, Elena David, Eugenia Inversi, Flavia Martinelli, Iolanda Nocera, Ilaria Pacella, Aurora Reina, Giulia Romani, Carlo Tomljianovic.

Scuola Foto e Video: Marina Catarisano, Mila Jonis, Alberto Iori, Leonardo Mari, Stefano Tarantino, Simona Murrone, Alessio Tapuani, Luca Rotini, Ivan Surdo, Polina Bushkova, Zagara Militello, Noemi Zappalà, Sabrina Nuti, Marco Lorenzi, Paolo Gentile, Nicola Tommaso Salerno, Sara Santoro, Eleonora Gioia, Virginia Broglio.

L’obiettivo del progetto è rendere noto a un più ampio pubblico la storia di artisti/e meno conosciuti e dei luoghi in cui hanno vissuto e lavorato. Per esempio, studi d’artista ancora esistenti, narrati attraverso il loro contenuto e il contesto unico in cui si trovavano e si trovano tutt’oggi oppure figure di artisti/e. Alla prima produzione del Progetto Memorie: il video intitolato N. 12 L’ultimo studio di Villa Strohl Fern, segue l’attuale approfondimento sulla ricerca svolta da Elvira De Luca, in collaborazione con l’Archivio Luce.

La conferenza prevede un limite di partecipanti, pertanto, è richiesta la prenotazione entro il 22 gennaio pv all’indirizzo mail – elisa.federici@studenti.abaroma.it

Lectio Magistralis della costumista Kate Hawley

Introduce e modera: Andrea Sorrentino

Nell’ambito delle attività dell’Officina Costume Design della Scuola di Scenografia, la partecipazione di Andrea Sorrentino – costumista e storico collaboratore della nostra Officina – ha rivestito un ruolo determinante nell’organizzazione della Lectio Magistralis della celebre costumista internazionale Kate Hawley presso l’Accademia di Belle Arti di Roma.

Grazie alla solida relazione professionale e di stima costruita negli anni tra Sorrentino e la Hawley, l’Accademia può accogliere una delle figure più autorevoli nel panorama contemporaneo del costume cinematografico. Kate Hawley ha firmato con straordinaria intensità creativa i costumi del film Frankenstein di Guillermo del Toro, distribuito da novembre 2025 su Netflix e immediatamente acclamato a livello mondiale.
Caratterizzati da un’estetica gotica di forte impronta artistica, i suoi costumi – definiti dalla critica come “opere viventi” – combinano tessuti appositamente realizzati, palette ispirate a Caravaggio e Bacon, una raffinata simbologia degli accessori e persino gioielli storici d’archivio Tiffany & Co. Ogni creazione diviene così un dispositivo narrativo che unisce identità, memoria ed emozione.

La filmografia della Hawley comprende titoli di grande prestigio, tra cui Crimson Peak e Pacific Rim (Guillermo del Toro), Edge of Tomorrow (Doug Liman) e Suicide Squad (David Ayer).

Durante l’incontro, gli studenti avranno l’opportunità di approfondire l’intero processo creativo dell’artista, dal concept visivo alla realizzazione materica e sartoriale dei costumi. Sarà inoltre presente Costumi d’Arte Peruzzi, che porterà in Accademia alcuni pezzi originali del film Frankenstein.

L’evento sarà coordinato e moderato da Andrea Sorrentino – come già avvenuto lo scorso anno con la Lectio Magistralis di Gabriella Pescucci – la cui continua e preziosa collaborazione con l’Officina ha permesso nel tempo di consolidare un ponte stabile e virtuoso tra formazione accademica e industria cinematografica internazionale. La sua figura rappresenta un riferimento essenziale per gli studenti e per l’intero percorso formativo dedicato al Costume Design.

La conferenza si terrà sia in presenza sia da remoto.

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Presentazione di corpo docente. Quarto numero di fuori registro: quaderno di pedagogia e arte contemporanea

Presentazione di corpo docente. Quarto numero di fuori registro: quaderno di pedagogia e arte contemporanea

Intervengono: Maria Rosa Sossai e Chiara Pergola della redazione di fuoriregistro. L’artista Fabrizio Sartori proporrà un esercizio da condividere con i partecipanti.

Il quarto numero di fuoriregistro prende in esame quel corpo a corpo che e il luogo della relazione pedagogica vista con uno sguardo femminista. Uno spazio abitato da un complesso di fattori che condizionano il modello di apprendimento e di insegnamento, dalla valutazione, all’esercizio del potere, sino alla sfida di educare in contesti di povertà e di diverse forme di abilita.

Affrontare in modo critico e articolato il tema della pedagogia significa non solo pensare l’insegnamento come strumento di trasmissione dei saperi nelle istituzioni educative ma anche come potenziale e concreta possibilità di cambiamento dei soggetti coinvolti nel processo.
Tutti i contributi presenti in questo numero – conversazioni, brevi saggi, diari, testimonianze, inchieste, immagini – indagano le intersezioni esistenti tra pedagogia, arte, corpo delle donne, architettura e interni degli edifici scolastici, questioni sociali, poetica della relazione, costruzione di comunità in Italia e in alcune aree marginalizzate. Nell’ultima sezione della rivista gli ESERCIZI FUORIREGISTRO, su temi eterogenei quali empatia, economia, relazione, utopia, stupore di otto artiste e artisti, arricchiscono l’idea di studio inteso come vita intellettuale attiva.

Partecipano a questo numero: Alessandra Spranzi, fuoriregistro, Marcella Farioli, Serena Giordano, Sabrina Zanolini, Cecilia Guida, Fabiola Naldi, Alessandra Pioselli, Daria Filardo, Sreshta Rit Premnath, Giulia Crisci, Caterina Di Loreto, Emma Dotti, Serena Carbone, Maria Vittoria Capitanucci, Paola Gaggiotti, Drifters, Fabrizio Sartori, Mia da Schio Suppiej, Roberta Colombo, Barbara Cuoghi, Erika Martinazzoli, Italo Zuffi, Farah Khelil, Chiara Pergola.

fuoriregistro è un’opera nata dall’incontro di un gruppo di donne (Federica Cimatti, Paola Gaggiotti, Donata Lazzarini, Erika Martinazzoli, Chiara Pergola, Maria Rosa Sossai) impegnate in ambiti diversi della ricerca artistica, che condividono visioni, esperienze, percorsi, al di fuori di logiche gerarchiche. fuoriregistro è anche un luogo di pensiero e di confronto che mette al centro voci dissidenti accanto a quelle più rappresentative del sistema dell’arte. Uno strumento essenziale per chiunque voglia approfondire le dinamiche non sempre trasparenti che lo strutturano.
Ogni numero ha un nucleo tematico-teorico sempre diverso, a partire da esperienze e occasioni reali, con approfondimenti, contributi e collaborazioni italiane e internazionali.

Partner del progetto lo studio Boîte – realtà attiva da un decennio nella ricerca, produzione e promozione dell’editoria d’arte contemporanea e d’artista.

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Sicurezza e tutela della salute nei laboratori dell’Accademia: un impegno condiviso

Sicurezza e tutela della salute nei laboratori dell’Accademia: un impegno condiviso

L’Accademia di Belle Arti di Roma, in collaborazione con CTS Conservation, ha il piacere di invitarLa alla conferenza dal titolo “Sicurezza e tutela della salute nei laboratori dell’Accademia: un impegno condiviso”, che si terrà il 29 novembre 2025 presso la sede dell’Accademia di Belle Arti di Roma, in Via di Ripetta, con inizio alle ore 10:00.

L’iniziativa intende illustrare il progetto di messa in sicurezza dei laboratori artistici dell’Accademia, frutto della collaborazione tra l’Istituzione e CTS Conservation, con il contributo di imprese specializzate nel campo della sicurezza e della conservazione dei beni artistici.
Nel corso della conferenza interverranno i protagonisti del progetto, che presenteranno le fasi operative, le soluzioni tecniche e le strategie adottate per garantire ambienti di lavoro conformi ai più elevati standard di sicurezza, sostenibilità e tutela della salute.
A seguire, a partire dalle ore 14:00, è previsto un momento di confronto con il pubblico, dedicato a domande e approfondimenti.
L’Accademia di Belle Arti di Roma, luogo di eccellenza e di sperimentazione nel panorama dell’Alta Formazione Artistica, ha promosso un programma di adeguamento tecnico e normativo che ha interessato tutti i laboratori in cui si svolgono attività sperimentali e creative — dalla calcografia alla litografia, dalla serigrafia alla fotografia — al fine di garantire condizioni di lavoro conformi alle vigenti disposizioni in materia di sicurezza e di igiene ambientale.

Il progetto è stato realizzato grazie alla collaborazione con CTS, azienda di riferimento nel settore del restauro e della sicurezza dei laboratori, che ha curato la consulenza tecnica e la fornitura dei presìdi specializzati, in sinergia con ASEM, produttore di cappe aspiranti e arredi da laboratorio, e Chemisafe, azienda leader nella realizzazione di armadi di sicurezza per lo stoccaggio di sostanze chimiche e infiammabili. L’intervento ha previsto l’installazione di sistemi di aspirazione di nuova generazione, il potenziamento dei dispositivi filtranti e la dotazione di presìdi ecocompatibili a basso impatto energetico, capaci di assicurare la massima protezione agli operatori e un’efficiente gestione degli agenti chimici.

Accanto agli interventi strutturali, l’Accademia ha avviato un percorso formativo di sensibilizzazione e aggiornamento rivolto a studenti, docenti e tecnici di laboratorio, volto a promuovere una piena consapevolezza delle corrette procedure operative e del valore della sicurezza come elemento integrante della cultura artistica. L’educazione alla prevenzione e la responsabilità nell’uso dei materiali costituiscono oggi un principio cardine dell’esperienza accademica e della trasmissione dei saperi.

“La messa in sicurezza dei laboratori – dichiara la Direzione dell’Accademia di Belle Arti di Roma – rappresenta un impegno condiviso e una scelta di responsabilità verso le nuove generazioni di artisti e restauratori. L’adozione di tecnologie d’avanguardia e di dispositivi conformi agli standard più elevati consente di garantire un ambiente di lavoro sicuro, efficiente e sostenibile, in cui la libertà creativa possa esprimersi nel pieno rispetto della salute e della normativa vigente.”

Modalità di partecipazione: in presenza e online. Per motivi organizzativi, La preghiamo di confermare la Sua partecipazione entro e non oltre il 21 novembre 2025 all’indirizzo mail customerservice@ctsconservation.com, al fine di consentire la prenotazione del servizio di catering.
Si segnala che i posti disponibili sono limitati: una volta raggiunto il numero massimo di partecipanti, non sarà più possibile accettare nuove iscrizioni in presenza.
Il link di accesso al webinar verrà trasmesso ai partecipanti che sceglieranno la modalità online, tramite la piattaforma Microsoft Teams.

Crediti fotografici: Giulia Nanfa

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Ufficio Comunicazione dell’Accademia di Belle Arti di Roma
Coordinamento: Prof. Guglielmo Gigliotti g.gigliotti@abaroma.it
Collaborazione: Chiara Picco, Marianna Pontillo comunicazione@abaroma.it

Iginio De Luca – Nessun ricordo è innocente

Iginio De Luca – Nessun ricordo è innocente

Cronologia imperfetta dei sorrisi e delle lacrime

Presentazione del libro – riflessione dell’artista romano

Volume a cura di Pietro Gaglianò
Edizione Gli Ori – Collana I Limoni

Saluti Istituzionali: Cecilia Casorati, Direttrice dell’Accademia di Belle Arti di Roma

Interventi:
Iginio De Luca
Pietro Gaglianò
Franco Speroni

Mercoledì 12 novembre alle ore 17.00 sarà presentato in Accademia di Belle Arti di Roma, Nessun ricordo è innocente, il primo libro di Iginio De Luca (Docente di Decorazione presso codesta Accademia), il primo, s’intende, in cui l’artista si cimenta con la scrittura, con una narrazione libera che parte dalle sue visioni e torna alle sue opere, regalandoci, lungo il viaggio, ore di squisita lettura. Sono dieci storie, ambientate tra un’infanzia degli anni Settanta e la maturità di un artista contemporaneo, dieci capitoli che narrano la genesi di altrettante opere d’arte. Il volume è stato edito da Gli Ori nella collana “I limoni”, diretta da Pietro Gaglianò, che è dedicata in larga parte alla scrittura critica, nell’ambito tra arte e temi della sfera pubblica. In questa selezione di titoli (che comprende le firme di studiose come Giulia Grechi, Teresa Macrì, Stefania Zuliani o, in uscita, Nicolas Martino) trova posto una sezione per artiste e artisti con una spiccata propensione per la bella scrittura o per la narrativa come medium della propria arte.

A proposito della scrittura di Iginio De Luca, Gaglianò scrive “Le dieci storie che danno l’abbrivio ai capitoli del libro sono altrettanti scenari di un’infanzia di provincia, quella provincia estesa senza precisi confini regionali che è stata l’Italia fino agli anni Ottanta e in cui tutti e tutte possiamo riconoscerci, tra i gusti dei gelati industriali, le trasmissioni televisive, le liturgie pubbliche e, ancora di più, quelle private che sono l’affresco di un’educazione estetica incredibilmente comune a due o tre generazioni. L’artista la richiama in vita con una prosa che coniuga l’ironia necessaria e l’amarezza inevitabile con cui vanno maneggiati i ricordi. Da queste memorie, quasi una galleria di pittura di genere, a distanza di anni prendono forma le opere che Iginio ha presentato in Italia e all’estero e che qui restituisce alla loro genealogia.

Ogni racconto è illustrato con due disegni a penna, scegliendo un medium poco presente nella sua produzione, per accentuare la dimensione speculativa in cui il ricordo e la sua elaborazione si ricongiungono. In questo ritmo binario il primo disegno rievoca il passato remoto, ricostruisce l’occasione da cui è nata l’opera, il secondo mostra un aspetto di quest’ultima, la sua sintesi formale che si è coagulata di volta in volta come performance, blitz, azione sonora, progetto corale, uno dei tanti linguaggi praticati dall’artista.
A questi, da oggi, si aggiunge la scrittura che Iginio ha sempre usato ma mai con consapevolezza creativa e qui si trova l’origine di Nessun ricordo è innocente. Il libro nasce in modo sparso nel corso di varie occasioni di lavoro, tutte animate da un fitto scambio di riflessioni tra artista e critico, scritte per approfondire le ragioni di un progetto, per disegnare le parti di una mostra, per tradurre a parole la vita delle opere che altrimenti bastano a sé stesse e non richiedono spiegazioni. L’inaspettato piacere della lettura mi ha fatto avvertire come necessaria questa raccolta, al confine tra scrittura e visualità, tra finitezza dell’opera e porosità dei processi, tra i ricordi personali e il respiro di una memoria condivisa”. (testo tratto dalla postfazione del volume di Pietro Gaglianò).

Iginio De Luca, nato a Formia (LT) il 21 agosto 1966, diplomato in Pittura nel 1989 all’Accademia di Belle Arti di Roma, dove attualmente insegna nel corso di Decorazione. Artista e musicista, vive e lavora a Roma, si esprime con il video, l’installazione e la performance. I suoi “Blitz” sono azioni a cavallo tra arte urbana e performance che prevedono interventi non autorizzati nello spazio pubblico, denunciando, tra ironia e impegno, la crisi di valori di questo nostro tempo. Il suo lavoro è stato inserito in importanti progetti interdisciplinari ed è stato protagonista di mostre personali in gallerie d’arte e spazi indipendenti, in Italia e all’estero. Alla sua ricerca sono state dedicate numerose pubblicazioni.

Pietro Gaglianò (1975), laureato in architettura, è critico d’arte, educatore e curatore indipendente. Indaga il rapporto tra l’estetica del potere e le contronarrazioni agite dall’arte, prediligendo il contesto urbano e sociale come scena dei linguaggi contemporanei. Nei suoi progetti sperimenta formati ibridi tra arte, pedagogia e scienze sociali per coltivare la percezione politica dello spazio pubblico e della comunità. Insegna Art and Criticism alla Santa Reparata International School of Art, Firenze. Tra le sue pubblicazioni: L’emancipazione del mondo. Suzanne Lacy e la forma della comunità (Edizioni Kappabit, 2024), La sintassi della libertà. Arte, pedagogia, anarchia (Gli Ori, 2020) e Memento. L’ossessione del Visibile (Postmedia Books, 2016).

 

Ufficio Comunicazione dell’Accademia di Belle Arti di Roma
Coordinamento: Prof. Guglielmo Gigliotti g.gigliotti@abaroma.it
Collaborazione: Chiara Picco, Marianna Pontillo comunicazione@abaroma.it

Gen Z & Alpha: la cultura che non ti aspetti

ABI promuove il convegno sul rapporto giovani/cultura e coinvolge l’Accademia di Belle Arti di Roma nelle visite guidate

Il convegno è un appuntamento del Festival “È cultura!”, promosso da ABI, (Associazione Bancaria Italiana), e ACRI (Associazione di Fondazioni e di Casse di Risparmio Spa), che vedrà svilupparsi, dall’11 al 14 ottobre, in molte sedi bancarie antiche e moderne, e in fondazioni di origine bancaria, un programma fitto di mostre, visite guidate, convegni, laboratori, concerti. Tra gli appuntamenti clou, il convegno “Gen Z & Alpha: la cultura che non ti aspetti” è occasione per presentare il progetto di ricerca, condotto dal prof. Guido Guerzoni, Adjunct Professor of Museum Management all’Università Bocconi, sul tema della fruizione della cultura da parte dei giovani e giovanissimi (generazioni zeta e alpha), di cui sono stati indagati i comportamenti, i linguaggi, le tendenze. Moderatore è il prof. Guglielmo Gigliotti, redattore del “Il Giornale dell’Arte” e Docente di Storia dell’arte moderna e Storia dell’arte contemporanea all’Accademia di Belle Arti di Roma. I relatori saranno: Lorenza Bravetta, Direttrice MAUTO – Museo Nazionale dell’Automobile di Torino, Benedetta Colombo, Influencer Arte Facile, Giusi Palma, Referente per le Attività Educative di Civita delle Gallerie d’Italia di Napoli, Ilaria Miarelli Mariani, Direttrice Musei Civici Roma Capitale. Interverranno, a illustrare la loro esperienza lavorativa nel mondo della cultura, ex studenti dell’Accademia di Belle Arti di Roma, tra cui Marianna Pontillo.

Inoltre, l’11 ottobre, dalle 9 alle 13, e il 18 ottobre, dalle 10 alle 18, studenti dell’Accademia di Belle Arti di Roma effettueranno ogni ora visite guidate nei sontuosi ambienti barocchi di Palazzo Altieri, in piazza del Gesù 49, a Roma, sede dell’ABI. Antichi arredi, opere d’arte e il grande affresco di Carlo Maratti nella Sala della Clemenza sono tra le attrattive di questo gioiello dell’edilizia storica romana, eretto nella seconda metà del Seicento.

Per prenotare, consultare l’indirizzo web: https://eculturadavivere.it/eventi/visita-palazzo-altieri-2024

 

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Ufficio Comunicazione dell’Accademia di Belle Arti di Roma
Coordinamento: Prof. Guglielmo Gigliotti g.gigliotti@abaroma.it
Collaborazione: Chiara Picco, Marianna Pontillo comunicazione@abaroma.it