Mormorio, Diego

STORIA DELLA FOTOGRAFIA

Prof. Diego Mormorio

 

 

Diego Mormorio si è laureato in Antropologia culturale con una tesi sulle origini della fotografia, sotto la guida del prof. di Storia e Critica del Film Mario Verdone, di cui è stato assistente e col quale ha realizzato il suo primo libro, Il mestiere di fotografo.

È storico, critico e teorico della fotografia, saggista, nonché (sotto pseudonimo) fotografo sperimentale e vedutista. Prima di dedicarsi interamente all’attività di ricerca e all’insegnamento, ha lavorato per diversi giornali, come commentatore e soprattutto come photoeditor.

È autore di numerosi libri, fra cui: Gli scrittori e la fotografia (Editori Riuniti, 1988), Un’altra lontananza (Sellerio, 1997), Storia della fotografia (Newton Compton, 1996), Paesaggi italiani del ‘900 (Motta e Actes Sud, 1996), Tazio Secchiaroli. Dalla Dolce Vita i miti del set (Motta, TeNeues, Actes Sud, Abrams, 1998-1999), Vestiti (Laterza, 1999), Paesaggi italiani dell’800 (Motta-Alinari, Actes Sud, 2000), La regina nuda. Delazioni e congiure nella Roma dell’ultimo papa re (Il Saggiatore, 2006), Meditazione e fotografia. Vedendo e ascoltando passare l’attimo (Contrasto, 2008), Roma Ottocento nelle fotografie dell’epoca (Newton Compton, 2012), Catturare il tempo (Postcart, 2011), Scrittori e fotografia I. Un magnifico inizio 1840-1870 (Postcart, 2013), Scrittori e fotografia II. Lewis Carroll scrittore e fotografo (Postcart, 2014).

 

 

PROGRAMMA

 

N.B. Tutte le lezioni saranno supportate da un notevole numero di immagini, in modo da rendere particolarmente chiari i vari argomenti.

 

I.

La prima lezione verterà su una questione fondamentale, vale a dire su

LA FOTOGRAFIA COME CONCEZIONE DELLO SPAZIO E DEL TEMPO

 

In questo primo incontro, si vedrà come, a partire dalla preistoria, l’istantaneità

è sempre stata presente in tutte le tradizioni figurative. Solo però a cominciare dalla Grecia antica essa ha assunto la modalità particolare da cui è nata la fotografia: una precisa concezione del tempo e dello spazio, che pone al suo centro la misurabilità.

 

II.

Nella seconda lezione si analizzerà il passaggio dalla cultura figurativa greco-romana a quella medioevale e il successivo ritorno al naturalismo greco – al cosiddetto Rinascimento, che, all’interno dei suoi sviluppi, porterà all’uso degli strumenti ottici nella produzione pittorica: all’affermazione dello sguardo fotografico prima ancora della vera e propria nascita della fotografia.

Oltre a questo sviluppo figurativo si vedrà come a partire dall’epoca medioevale è cominciato a svilupparsi quel processo di meccanizzazione che porterà alla grande rivoluzione tecnologica dell’Ottocento e alla fotografia, passando attraverso la meccanizzazione del pensiero iniziata nel 1642 con  l’invenzione della calcolatrice (solo addizionatrice) da parte di Pascal, cui seguì la nascita della calcolatrice moltiplicatrice di Leibniz, ideata nel 1672, ma realizzata nel 1694. Per la prima volta nella storia, una macchina compiva un lavoro che era stato affidato all’intelligenza umana.

 

III.

Nella terza lezione si parlerà delle grandi rivoluzioni avvenute nei cinquant’anni che hanno preceduto l’invenzione della fotografia e che costituiscono lo Zeitgeist (lo spirito del tempo) nel quale l’invenzione è giunta.

Si tratteranno approfonditamente le figure di Niépce, Daguerre, Talbot e Bayard, dando spazio al ruolo svolto dal fisico Arago, parlamentare della regione dei Pirinei, nella diffusione dell’invenzione.

 

IV.

Partendo dalla diceria (infondata) che vuole che, alla presentazione della dagherrotipia, il pittore Hippolyte Delaroche abbia detto “Da oggi la pittura è morta”, ci si addentrerà nella questione della pittura come riferimento fondamentale della fotografia e si vedrà come il pittorialismo costituisca una questione preliminare dello studio della storia dell’arte fotografica.

 

V.

La quinta lezione sarà interamente dedicata al ritratto: dal tempo della dagherrotipia ai giorni nostri.

 

VI.

Nella quinta lezione si tratterà del vedutismo e della fotografia d’architettura (dall’esperienza dei primi fotografi parigini fino quella di Ghirri, Basilico e di altri fotografi contemporanei).

 

VII.

La settima lezione sarà dedicata alla nascita della fotografia sociale, al fotogiornalismo del Novecento.

 

VIII

L’ottava lezione analizzerà a due momenti fondamentali (assolutamente trascurati quanto incompresi) della storia della fotografia: 1. la storia della cartolina illustrata come grande veicolo fotografico; 2. la nascita del fotoromanzo (avvenuta nell’Inghilterra degli anni Cinquanta dell’Ottocento)

e i suoi sviluppi.

 

IX.

Nella nona lezione si affronterà il secondo pittorialismo (di Peter Henry Emerson) e si comprenderà come la successiva fotografia d’avanguardia e sperimentale (dei vari Driikol, Coburn, Moholy-Nagy, Man Ray) non è nata da una rottura col pittorialismo, ma rappresentato una sua continuità.

 

La decima lezione avrà per tema il reportage. Si partirà dalla Farm Security Administration, si parlerà della “fotografia umanistica” francese (H. Cartier-Bresson, Izis, Boubat, Brassaï …), si darà ampio spazio alla stagione eroica del fotogiornalismo italiano, per arrivare infine agli esiti della fotografia giornalistica dei nostri giorni.

 

L’ultimo incontro sarà diviso in tre parti.

Nella prima si parlerà del rapporto del grande pittore David Hockney con la fotografia.

Nella seconda parte si analizzeranno le trasformazioni apportate dall’avvento della fotografia digitale.

Infine si darà un esempio dell’importanza dell’approccio comparativo nello studio della storia della fotografia.

Per capire, infatti, realmente una particolare arte – così come a noi risulta importante capire fotografia pittura scultura musica cinema letteratura – occorre compiere uno sforzo di comparazione, vedere ogni singola arte in relazione alle altre e al tessuto complessivo della cultura (allo Zeitgeist, allo spirito del tempo). Per tale ragione, studiando la storia della fotografia è necessario mettere l’arte fotografica in rapporto alle altre forme espressive (pittura, scultura, musica, cinema, letteratura).

Alla fine del programma gli studenti iscritti al corso potranno seguire gratuitamente il seminario intitolato

 

IL GRANDE INTRECCIO,

ovvero

Pittura Fotografia Film Letteratura da

August Strindberg a Charles Sheeler

 

che si terrà nel Laboratorio di Storia e Critica della Fotografia che Diego Mormorio aprirà nei locali della Fondazione Pastificio Cerere (quartiere di S. Lorenzo). In tale seminario si ascolteranno brani musicali, si proietteranno film sperimentali, si vedranno immagini di opere d’arte e si leggeranno brani letterari.

 

 

Le lezioni del corso inizieranno con assoluta puntualità, che gli  studenti sono chiamati a rispettare. Una pausa di dieci minuti (e non oltre) sarà effettuata a metà mattinata.

 

Libro di testo:

Diego Mormorio, Storia essenziale della fotografia (Postcart, 2017).


DOCUMENTAZIONE FOTOGRAFICA

Prof. Diego Mormorio

 

 

 

 

 

 

Diego Mormorio si è laureato in Antropologia culturale con una tesi sulle origini della fotografia, sotto la guida del prof. di Storia e Critica del Film Mario Verdone, di cui è stato assistente e col quale ha fatto il suo primo libro, Il mestiere di fotografo.

È storico, critico e teorico della fotografia, saggista, nonché (sotto pseudonimo) fotografo sperimentale e vedutista. Prima di dedicarsi interamente all’attività di ricerca e all’insegnamento, ha lavorato per diversi giornali, come commentatore e soprattutto come photoeditor.

È autore di numerosi libri, fra cui: Gli scrittori e la fotografia (Editori Riuniti, 1988), Un’altra lontananza (Sellerio, 1997), Storia della fotografia (Newton Compton, 1996), Paesaggi italiani del ‘900 (Motta e Actes Sud, 1996), Tazio Secchiaroli. Dalla Dolce Vita i miti del set (Motta, Te Neues, Actes Sud, Abrams, 1998-1999), Vestiti (Laterza, 1999), Paesaggi italiani dell’800 (Motta-Alinari, Actes Sud, 2000), La regina nuda. Delazioni e congiure nella Roma dell’ultimo papa re (Il Saggiatore, 2006), Meditazione e fotografia. Vedendo e ascoltando passare l’attimo (Contrasto, 2008), Roma Ottoceno nelle fotografie dell’epoca (Newton Compton, 2012), Catturare il tempo (Postcart, 2011), Scrittori e fotografia I. Un magnifico inizio 1840-1870 (Postcart, 2013), Scrittori e fotografia II. Lewis Carroll scrittore e fotografo (Postcart, 2014).

 

Partendo dal concetto di documentazione e dal rapporto tra spirito creativo e necessità documentativa, si toccheranno i momenti fondamentali della fotografia documentaria, cominciando dal primo reportage della storia, realizzato dagli scozzesi David Octavius Hill (1802-1870) e Robert Adamson (1821-1848) a partire dal 1843.

 

In apertura del corso si analizzerà il significato della narrazione fotografica, e si valuteranno, rispetto a essa, le tecniche di ripresa e di stampa.

 

Si analizzerà l’importanza della fotografia di paesaggio e di architettura a partire dall’epoca della dagherrotipia.

Successivamente, si affronterà il tema della fotografia di guerra, cominciando dalle immagini della caduta della Repubblica Romana (1849) e della guerra di Crimea (1855), per arrivare alla guerra del Vietnam e ai conflitti diffusi dei nostri giorni.

Particolare attenzione sarà dedicata alla nascita fotografia sociale, ai suoi sviluppi e, in particolare, alla Farm Security Administration, ad August Sander e a Roman Vishniac.

Grande rilevanza, infine, sarà data alla “fotografia umanistica” francese, ai fotoreporter americani e alla grande stagione del fotogiornalismo italiano dalla fine della seconda guerra mondiale agli anni Ottanta.

 

La parte pratica avrà inizio sin dalla seconda lezione. Gli studenti saranno chiamati a proporre, e successivamente a realizzare, singolarmente o in piccolo gruppo (massimo tre studenti) un progetto di documentazione fotografica. Tale progetto dovrà essere accompagnato da un piccolo testo di presentazione (circa una cartella), come ad essere proposto a un giornale o a un editore.

Le revisioni dei risultati dei diversi progetti dovranno essere terminate (senza alcuna deroga) entro la fine del corso e, dunque, prima degli esami.

 

Materiale di studio:

 

Sotto forma di fotocopia, saranno gratuitamente forniti agli studenti alcuni scritti del docente su diversi aspetti della fotografia documentativa del Novecento, soprattutto italiana.

Gli allievi dovranno, inoltre, avere buona conoscenza dei capitoli I, 6, 7, 8, 10, 13, 14 della  Storia essenziale della fotografia di Diego Mormorio (Postcart).