Morelli, Francesca Romana

Accademia di Belle Arti di Roma

a.a. 2020/2021

Prof. Francesca Romana Morelli

Storia dell’arte contemporanea

Programma del corso per il triennio 2º semestre

La storia dell’arte della seconda metà del novecento

A causa dell’emergenza del coronavirus i corsi di Storia dell’Arte Contemporanea e di Storia della Fotografia si terranno on-line sulla piattaforma TEAMS, dove saranno caricati i programmi e i materiali didattici (compresi i powerpoint delle lezioni).
L’inizio dei corsi sarà comunicato sulla piattaforma, intanto si indica i codici dei singoli corsi per iscriversi:

-Storia dell’Arte Contemporanea (triennio): enkg5v9
-Storia della Fotografia (triennio e biennio): xhh8je6

Programma

Il corso affronta gli artisti e gli eventi che hanno segnato le arti visive dalla fine degli anni quaranta fino al passaggio, negli ultimi due decenni del novecento, alle ricerche del nuovo secolo. Si affronteranno temi come il ruolo dell’artista, le teorie, i cambiamenti dei linguaggi espressivi nel tentativo di integrare “arte e vita”, l’uso di materiali a cominciare da quelli prelevati dalla realtà e dall’impiego del corpo stesso dell’artista, la riduzione dell’opera ai minimi termini, i cambiamenti nel sistema dell’arte, l’affermarsi di nuove culture che spostano progressivamente dall’Europa il baricentro dell’arte. Infine le vicende storiche, sociali costituiranno un terreno dialettico su cui si innestano le vicende dell’arte.  Durante il corso saranno organizzate delle visite a musei e mostre e si terranno delle esercitazioni di riconoscimento e di analisi delle opere riguardanti il corso.

Obiettivi formativi

L’obiettivo del corso è raggiungere una buona conoscenza di base della materia, con lo scopo di maturare gli strumenti necessari a un approccio critico alla storia dell’arte contemporanea.

2º Semestre

Orario lezioni: Martedì 16.00-19.00 / Giovedì 16.00-19.00
Ricevimento: sarà sufficiente farne richiesta al docente.
(E-mail: frmorelli@hotmail.com)

Programma d’esame.

È richiesto lo studio di un manuale riguardante il periodo indagato e incluso tra i testi generali consigliati nella bibliografia qui di seguito, e di un testo tra quelli indicati nella bibliografia fornita dalla docente e. Lo studente può scegliere testi diversi da quelli consigliati, purché lo concordi preventivamente con la docente.
È inoltre necessaria la conoscenza della storia dalla seconda guerra mondiale al presente, per cui è consigliato il volume R. Villari, Storia Contemporanea, Editori Laterza

Manuali di Storia dell’arte consigliati:

– G. Dorfles, A. Vettese, M. Ragazzi,, Capire l’arte. Dal Postimpressionismo a oggi, Atlas (Edizione Arancio), Bergamo, 2019 (disponibile anche eBook).

-E. H. Gombrich, La storia dell’arte raccontata da E.H. Gombrich, Einaudi, Torino 1966 (anche edizioni successive)

-H. Foster, R. Krauss, Y.-A. Bois, B.H.D. Buchloh, D. Joselit, Arte dal 1900.Modernismo, antimodernismo, postmodernismo, seconda edizione italiana a cura di E.Grazioli, Zanichelli, Bologna 2013.

-M. Corgnati, F. Poli, Dizionario dell’arte del Novecento. Movimenti, artisti, opere, tecniche e luoghi, Bruno Mondadori, Milano 2001.

-E. Crispolti, Come studiare l’arte contemporanea, Donzelli editore, Roma 1997.

 

 

Accademia di Belle Arti di Roma

a.a. 2020/2021

Prof. Francesca Romana Morelli

Storia dell’arte contemporanea

Programma del corso per il biennio 1º semestre

La Scuola di Piazza del Popolo e l’interesse per il Futurismo, la Metafisica e l’arte antica.

 

Programma
Tra la seconda metà degli anni cinquanta e i primi anni sessanta esplode un nuova corrente artistica a carattere internazionale denominata Pop per l’attenzione alla “società dei consumi” e l’’appropriazione’ delle sue strategie di comunicazione con cui riesce a colpire l’immaginario collettivo. In Italia nasce un nuovo gruppo poi definito Scuola di Piazza del Popolo: Mario Schifano, Tano Festa, Giosetta Fioroni, Franco Angeli, Fabio Mauri, Cesare Tacchi, Pino Pascali, Jannis Kounellis, Mario Ceroli, Renato Mambor, Sergio Lombardo, mentre operano in una posizione un poco diversa Domenico Gnoli e Mimmo Rotella, ma tutti connotati da personalità e caratteri stilistici differenti. Nel 1963 scrive Cesare Vivaldi, un critico d’arte che li affianca nel loro cammino: «Lo sguardo dei nuovi artisti è oggettivo e insieme antinaturalistico, spietato e nitido, senza espressionismi, senza soggettivismi e senza sbavature sentimentali (il che non significa che essi evitino la partecipazione del sentimento e il “giudizio” ideologico e persino politico), ‘mediato’ attraverso il più apparentemente freddo e anonimo e impassibile degli strumenti ottici, l’obiettivo fotografico.» Un tratto distintivo di questi giovani artisti italiani, per lo più tra i venticinque e i trent’anni, rispetto ai coevi colleghi americani e inglesi, è l’interesse per le due avanguardie italiane degli inizi del novecento, la Metafisica e il Futurismo, e l’arte antica dove rinvengono le radici della loro arte, un universo di immagini, tematiche, efficaci modalità linguistiche, che equivalgono alla scelta dei colleghi americani di prodotti commerciali e dei mass come fonte d’ispirazione. Il gruppo romano individua nei suoi maestri Burri, Capogrossi, la recente arte americana, ma ha modo di potersi confrontare ancora con alcuni dei suoi ‘padri ideali’: Giacomo Balla ed Enrico Prampolini, entrambi scomparsi da pochissimo, mentre Giorgio de Chirico è attivo e tuonante verso «l’arte modernista». Inoltre si volge verso l’arte antica, guardando a Michelangelo, Botticelli, Jan van Eyck, Leonardo, non osservando le opere dal vero ma attraverso riproduzioni fotografiche e altri fonti indirette: è il concetto di ‘schermo’ attraverso cui la società di massa percepisce e consuma la realtà confezionata in anticipo da qualcun altro. Il passato non è più una ‘auctoritas’, ma un recupero che permette di mettere in campo, in un veggente sfasamento spaziale e temporale, tematiche come il gioco, l’infanzia, la natura nella sua essenza più fugace e moderna, ma anche lo straniamento di simboli culturali e un larvato sentimento inquieto e malinconico di precarietà esistenziale, frutto della certezza che l’uomo non è più la misura del mondo. Uscita dalla guerra, liberata e colonizzata a ogni livello di vita sociale e politica dall’America, l’Italia, attraverso questo manipolo di artisti, ribadisce con consapevolezza e senza complessi la sua originalità artistica e culturale, in un confronto diretto con la simultanea cultura artistica americana. Il corso prenderà avvio con lezioni di approfondimento sulla Pop art italiana, inglese e americana, quindi analizzerà il rapporto articolato e complesso dei singoli artisti con le avanguardie d’inizio secolo e l’arte antica, all’interno di un quadro culturale, sociale ed economico non sempre favorevole, ma certamente di straordinaria vitalità, attraverso la compresenza attiva di galleristi italiani e stranieri, mecenati e collezionisti, critici, studiosi, intellettuali come un antico sodale degli artisti, Giuseppe Ungaretti. Strumenti indispensabili per la conoscenza e la riflessione saranno le letture di scritti critici e di altri documenti dell’epoca, proiezione di filmati, visite a musei e a mostre.

Obiettivi formativi:

Il corso si rivolge soprattutto a studenti che hanno una nozione generale della storia dell’arte occidentale e una discreta padronanza della lingua italiana. L’obiettivo è fornire una conoscenza approfondita di una manifestazione artistica del novecento interessata a risucchiare nella modernità iconografie, tematiche e modalità espressive delle avanguardie storiche e di maestri dell’antichità (un bisogno di rivisitazione e appropriazione comune, nello spirito, a molti momenti della storia, anche in altre civiltà) e nel contempo proporre una riflessione critica sul ‘passato’ come prezioso serbatoio di memoria di una storia comune, modelli e problematiche proprie del linguaggio dell’arte. I due filoni confluiscono nel problema, non trascurabile, dell’’immaginazione’ intesa come stimolo a osservare il passato e il presente per capirne le connessioni e potere così intraprendere nuove strade di ricerca.

1º Semestre orario lezione: venerdì aula 307 orario 15.30-18.30 orario di ricevimento: aula 307 venerdì 18.30-19.00

Mail: frmorelli@hotmail.com

Modalità di esame:

È richiesto lo studio approfondito di uno o più testi sull’argomento, scelto da una bibliografia e di materiali documentari in fotocopia forniti durante lo svolgimento del corso. Lo studente può scegliere testi diversi da quelli consigliati, purché lo concordi preventivamente con la docente.

Bibliografia da cui scegliere un volume da studiare (oltre al manuale)

– V. Turner, Antropologia della performance, Bologna, Mulino 1966

– G. Celant, Arte Povera, Milano 1969

Contemporanea, catalogo della mostra a cura di A.B. Oliva, F. Sargentini e altri autori, Centro Di Edizioni, Roma 1973

– L. Vergine, Il corpo come linguaggio, la Body-Art e storie simili, Giampaolo Prearo, Bologna, 1974 (edizione aggiornata, Skira 2000).

– G. Celant, Ambiente-Arte: dal Futurismo alla Body Art, Edizioni Biennale di Venezia, 1977

– C. Tomkins, Vite d’avanguardia, Costa & Nolan, Genova 1983

– J. Clair, Critica della modernità, Allemandi, Torino 1984.

– G. Celant, Artmakers. Arte, architettura, fotografia, danza e musica negli Stati Uniti, Feltrinelli, Milano 1984

– G.Celant, Arte Povera, Umberto Allemandi & C., Torino 1989

– U Eco, Opera aperta, Bompiani Milano 1988 (prima edizione. 1962)

– A.Bonito Oliva (a cura di), Ubi Fluxus ibi Motus, Mazzotta, Milano 1990

– G. Celant, A. Costantini, Roma- New York 1948-1964, Charta, Milano 1993

– A. D’Elia (a cura di) Pino Pascali, Editore Laterza, Bari 1983 (edizioni successive e ampliate)

– F. Poli, Minimalismo, Arte Povera, Arte Concettuale, Editori Laterza, Roma-Bari 1995.

Gli anni ’60. Le immagini al potere, catalogo della mostra a cura di A. Detheridge, Edizioni Mazzotta, Milano 1996

– J. Clair, La responsabilità dell’artista. Le avanguardie tra terrore e ragione, Allemandi, Torino 1997.

– A. Lugli, Wunderkammer. La stanza delle meraviglie, Umberto Allemandi, Torno 1997

– C.Salaris, Il movimento del settantasette. Linguaggi e scritture dell’ala creativa, Edizioni AAA, Bertiolo 1997

– R.Goldberg, Performance. Live Art since the 60s, Thames and Hudson, Londra 1998

Yves Klein. La Vita, la vita stessa che è l’arte assoluta, catalogo della mostra a cura di B. Corà e Gilbert Perlein, Edizioni Museo Pecci Prato, Prato 2000.

– A.Sauzeau Boetti, Alighiero e Boetti “Shaman/Showman”, Edizioni Allemandi, Torino 2001

The Fluxus constellation, catalogo della mostra a cura di S. Solimano, Edizioni Neos, Genova 2002

– S. Bordini, Arte Elettronica. Video, installazioni, web art, computer art, Giunti Editore, Firenze-Milano 2004

Zero. 1958-1968 tra Germania e Italia, mostra e catalogo a cura di M. Meneguzzo e S. von Wiese, Silvana Editoriale, Milano 2004

Piero Manzoni, catalogo della mostra a cura di Germano Celant, Napoli 2007

– A. Vettese, Si fa con tutto. Il linguaggio dell’arte contemporanea, Laterza, Bari 2010

– J. Fontcuberta, La furia delle immagini. Note sulla postfotografia, Einaudi, Torino 2018.

 

 

Accademia di Belle Arti di Roma
a.a. 2020-2021

Prof. Francesca Romana Morelli

Corso di Storia della Fotografia (triennio e biennio)

A causa dell’emergenza del coronavirus il corso si terrà on-line sulla piattaforma TEAMS, dove saranno caricati i programmi e i materiali didattici (compresi i powerPoint delle lezioni).

Codice del corso per iscriversi: xhh8je6

Dal pittorialismo alle ricerche delle avanguardie nei primi decenni del ‘900
Il corso prende avvio da un momento di svolta della fotografia, quando dal 1886 alla Camera Club di Londra Peter Henry Emerson proclama, grazie anche alla nascita di nuove tecniche, la fotografia arte pittorica: è la nascita del pittorialismo. Una successiva data cruciale è il 1888, anno in cui la Kodak commercializza il suo primo apparecchio, rivoluzionando così l’utilizzo e la diffusione del mezzo. Si passerà poi alle ricerche newyorchesi di Alfred Stieglitz, alla sua rivista, “Camera work” e al suo circolo fotografico Photo Secession (1902). Nel frattempo esce il volume How the other half lives di Jacob Riis (1890), una sorta di primo manifesto di quella fotografia di documentazione sociale, che giocherà un ruolo di primo piano nelle ricerche nei decenni a seguire. Il mondo si appresta a diventare sempre più piccolo con questo tipo di fotografia diffusa dai rotocalchi. Presto si giungerà alla conclusione che la fotografia è un mezzo espressivo del tutto autonomo, strumento estetico fine a sé stesso.
Con il nuovo secolo le avanguardie guardano alla fotografia come a una liberazione dalla rappresentazione della realtà. Ê di nuovo Stieglitz a giocare un ruolo incisivo in questa fase: nel 1907, sempre a New York, apre una galleria intitolata 291, che definisce “stazione sperimentale”. Qui espone fotografia, ma anche pittura e scultura di Picasso, Matisse, Brancusi, Picabia e altri, arte tra la più avanzata che l’America abbia mai visto. Intanto in Europa, artisti che perseguono la ricerca astratta danno vita a nuovi procedimenti tecnici, quali la rayografia, la vortografia, il fotomontaggio o collage. Esponenti delle nuove forme artistiche sono, tra gli altri, Man Ray, Christian Schad, El Lissitzky, Aleksandr Rodchenko, dal dadaismo al surrealismo, dalla nuova oggettività al Bauhaus in Germania.

Orario: 09.00-12.00
Ricevimento: sarà sufficiente farne richiesta al docente.

Programma d’esame:
Ê richiesto lo studio approfondito dei testi qui di seguito elencati e di quelli di Barthes e Krauss. Inoltre è obbligatorio lo studio delle vicende storiche tra la metà dell’ottocento e la seconda guerra mondiale, che fanno da sfondo al periodo preso in considerazione nel corso (consigliato R. Villari, Storia contemporanea, Editori Laterza 1993).

-W. Guadagnini (a cura di), Una storia della fotografia dei XX e del XXI secolo, Zanichelli 2010.
– L.Moholy, Cento anni di fotografia 1839-1939, Alinari-24 Ore, Firenze, 2008.
– R. Krauss, Teoria e Storia della Fotografia, Mondadori, Milano 1990
– R. Barthes, La camera chiara, Einaudi, Torino 2003