Federici, Claudia

Prof. Claudia Federici

Diplomata nel 1985 presso l’Accademia di Belle Arti di Roma, dal 1982 lavora nel campo dello spettacolo in ambito prettamente teatrale, alternando l’attività di costumista a quella di scenografa realizzatrice. Docente di Scenografia nelle Accademie di Belle Arti dal 1989. Le sue attività collaterali spaziano dal campo della grafica a quello del disegno per tessuto, dalla decorazione su porcellana, alla grafica digitale che insegna in corsi di formazione professionale. Negli ultimi anni ha affrontato unitamente alla docenza in ambito accademico, una nuova attività libero-professionale, mettendo a frutto le competenze sviluppate nell’esperienza teatrale e di aula, in attività di docenza e consulenza finalizzate soprattutto alla formazione.

Contatto: c.federici@abaroma.it

Sito Internet del corso di Scenografia: skene.webnode.it


SCENOGRAFIA triennio - 12 cfa   -   Programma Scenografia 2018-2019

TEATRO DI FIGURA - 6 cfa    -   Programma Teatro di Figura

 

Federici, Claudia

SCENOGRAFIA – corso triennale 12cfa

ORARIO: annuale – lunedì e martedì 8,30-14,00

 

OBIETTIVI FORMATIVI:
Che cos’è la Scenografia ?

Per definizione, la Scenografia è tutto ciò che l’occhio vede nello spazio dello spettacolo. È la creazione di un “luogo” che nella realtà non esiste: il luogo “ideale” per interpretare visivamente ciò che viene rappresentato. Un luogo illusorio che vive e muore nel tempo della rappresentazione e solo per questa esiste. E quando le luci si spengono… non esiste più.
La Scenografia è dunque spazio: vuoto o pieno, chiuso o aperto, reale e illusorio, buio, illuminato, razionale, folle.
E’ lo spazio dell’apparizione.
E’ lo spazio in cui nasce e muore l’evento spettacolo, sia questo spazio il teatro, la piazza, una semplice pedana o un capannone.
Ovunque l’attore o il ballerino o il cantante o il mimo o la marionetta…ovunque si verifichi l’evento spettacolo, quell’ovunque è la sua SCENOGRAFIA – luce, costume, oggetto -.
Scenografia come spazio da vivere, vita come teatro, teatro come illusione.
Vita come illusione?
Progettare una scenografia impone di non poter prescindere dai due poli del problema. Significa capire che l’evento teatro è vita e sentimenti: dolore, paura, gioia e significa rappresentarli mediati dalla drammaturgia e dalla musica. Perché il TEATRO ha come mezzo espressivo l’UOMO: è l’apparizione in immagini del destino dell’uomo, simbolo e forma insieme. Forma come ritmo, ritmo come movimento di scambio tra spazio e tempo (ma altro tempo e altro spazio). Uno spazio e un tempo che assumono una nuova funzione: si umanizzano in rapporto all’attore, e si DRAMMATIZZANO.
Lo spazio scenico diventa perciò sia tempo drammatico- che vive e muore solo nel corso dello spettacolo -, sia movimento- che diventa e vive nel tempo, assumendolo come dimensione del suo esserci-.
Movimento determinato dalla luce- presenza dinamica in cui lo spazio è immerso – che cambia perché lo spazio stesso respiri con gli attori. Movimento che nasce dal rapporto interattivo con gli attori che creano spostamenti cromatici spazio-temporali.
La Scenografia non deve perciò essere semplicemente didascalica – in quel caso non ci sarebbe apparizione – perché la Scenografia non è solo un commento dell’azione: è lo spettacolo stesso, è il luogo deputato del teatro.

Il corso ha come finalità l’acquisizione delle conoscenze teoriche e pratico/tecniche principalmente per la progettazione della scenografia teatrale nell’accezione più ampia del termine tramite laboratorio, lezioni teoriche, seminari, stage, proiezioni visite a teatri e laboratori di costume e scenografia.
L’obiettivo del corso è l’acquisizione di capacità grafico/tecniche e soprattutto – attraverso l’analisi del testo e la ricerca storico/iconografica – di una metodologia valida in ogni campo della progettazione scenografica.

 

PROGRAMMA CORSO 2018-2019:

Programmazione didattica del corso

È possibile scaricare il programma e il calendario della programmazione del primo semestre cliccando sul link in fondo alla pagina

WORKSHOP:
Nell’anno 2018-2019 è previsto un workshop di Pittura di scena presso il Laboratorio Maestri di Scena di Armando Mancini workshop e tirocini di scenografia applicata da svolgersi in collaborazione con il Teatro Argentina di Roma.

MODALITA' DI ACCERTAMENTO FINALE:
Gli esami di passaggio del I, II, III anno prevedono la presentazione della cartella completa, secondo le modalità indicate nel corso dell'anno e un accertamento delle nozioni teoriche acquisite tramite lezioni, seminari, visite, rapporti interdisciplinari. La cartella deve essere consegnata nella settimana antecedente la fine delle lezioni - sia per chi voglia sostenere l'esame nella sessione estiva, sia per chi voglia sostenere l'esame nella sessione autunnale. È previsto un extempore con validità di pre-esame prima del termine delle lezioni.

TESI
Gli studenti che fanno la tesi con la prof.ssa Federici sono pregati di scaricare il seguente materiale: 
Istruzioni per la compilazione della TESI

PRIMO ANNO

Il programma del corso prevede che ci si avvicini alla Scenografia attraverso varie esercitazioni che  portino a comprendere lo spazio, le atmosfere – luci e ombre – unitamente alle tecniche per realizzarlo.
Il programma si articola in una serie di brevi esercitazioni finalizzate alla conoscenza della stesura del colore, delle caratteristiche dello spazio scenico, della prospettiva teatrale, della restituzione prospettica e dello sviluppo dei pezzi di scena. A queste seguiranno altre esercitazioni, sempre di breve durata, per l’applicazione delle esperienze acquisite allo “spazio dello spettacolo”.

Testo Teatrale:  ANTIGONE di Sofocle
Per il lavoro sono richiesti i seguenti elaborati:

  • Lettura e analisi del testo.
  • Composizione di uno Schema Drammaturgico.
  • Realizzazione di un Piano Lavoro.
  • Documentazione e ricerca iconografica (almeno 5 cartelle)
  • Schizzi preparatori delle scene e dei costumi
  • Pianta/e, sezioni (1:50), capitolato
  • Bozzetto delle scenografie cm 54×36 – Scheda della scenografia
  • Bozzetti dei costumi scala 1:5 – Schede dei costumi
  • Plastico in scala 1:25

É obbligatorio lo studio delle dispense di scenografia consigliate dalla docente: Dispensa SCENOGRAFIA


•Per scaricare il materiale didattico del PRIMO ANNO, cliccare sui seguenti link:

•Antigone

•Schede

•Esercitazioni

•Schede Scenografia

•Schede Costumi

•Scheda costume testualeIstruzioni costruzione maquette

•Pianta Teatro Tipo in pdf

Per immagini e video, chiedere il DVD alla docente

E' possibile scaricare modelli del corpo umano per la costruzione del costume: Modelli CORPO UMANO

Durante l'anno sarà distribuito su richiesta il DVD con i contenuti delle lezioni

SECONDO e TERZO ANNO

Per ogni lavoro lo studente dovrà presentare:

  • Lettura e analisi del testo.
  • Composizione di uno Schema Drammaturgico.
  • Realizzazione di un Piano Lavoro.
  • Documentazione e ricerca iconografica
  • Schizzi preparatori delle scene e dei costumi
  • Pianta/e, sezioni (1:50- 1:100 secondo quanto concordato), sviluppo pezzi (1:20, 1:25), capitolato
  • Tavola con tutti i costumi in scala 1:10
  • Bozzetto/i delle scenografie – Scheda delle scenografie
  • Bozzetti dei costumi scala 1:5 – Schede dei costumi
  • Plastico in scala 1:20 o 1:25
  • Programma di sala (per il terzo anno)

Gli appuntamenti per le revisioni saranno fissati con anticipo e la partecipazione collettiva è da considerarsi obbligatoria sia lo studente abbia o non abbia materiale da presentare.

 

SECONDO ANNO
Tema 1 :   LA SCUOLA DEI BUFFONI di Michel de Ghelderode (prosa)
Tema 2 :  L’UCCELLO DI FUOCO di Igor Stravinsky (balletto)

Per scaricare il materiale didattico, cliccare sui seguenti link:

•La Scuola dei Buffoni

•L'Uccello di Fuoco

•Piante e CTB

•Schema Drammaturgico

•Piano LavoroSchede Scene e Costumi

Per immagini e video, chiedere il DVD alla docente

 

TERZO ANNO
Tema 1 :  TURANDOT - Giacomo Puccini (lirica)
Tema 2 :  SPARTACUS – Aram Khachaturian (balletto)

Per scaricare il materiale didattico, cliccare sui seguenti link:

•Turandot

•Spartacus

•PianteSchema Drammaturgico

•Piano lavoro

•Schede Scene e Costumi

Per immagini e video, chiedere il DVD alla docente

BIBLIOGRAFIA PER SCENOGRAFIA
Testi indispensabili:

  • LORI Renato, Il lavoro dello scenografo, Roma, Gremese P.B.A., 2000
  • LORI Renato, Manuale di scenografia e scenotecnica per il teatro, Roma, Gremese, 2007
  • CERULLO Gilda, Cambi di Scena, Roma, Dino Audino editore, 2018
  • COPPELLI Gino, Manuale Pratico di Scenotecnica: le Macchine Teatrali, Bologna, Patron Editore, 2006
  • MAZZANTI Stefano, Luce in scena, Bologna, Lo Scarabeo, 1998
  • PRAZ Mario, Filosofia dell’Arredamento, TEA, 1993

 

Testi di consultazione:

  • APPIA Adolph,  Attore musica e scena, Feltrinelli, Milano, 1975
  • BROOK Peter, Il Punto in movimento, Milano, UBULIBRI, 1988
  • CRAIG Edward Gordon, Il mio Teatro, Milano, Feltrinelli, 1971
  • MELLO Bruno, Trattato di Scenotecnica, Görlich, 1962
  • NICOLL Allardyce, Lo spazio scenico, Roma, Bulzoni, 1971


Federici, Claudia

TEATRO DI FIGURA – corso annuale – 6 cfa

ORARIO: semestrale – venerdì 8,30-13,30

OBIETTIVI FORMATIVI:
La finalità del corso è duplice: da una parte conoscere le tecniche espressive del Teatro di Figura, dall’altro realizzare degli elaborati finalizzati ad uno spettacolo che potrà essere rappresentato a teatro o ripreso in forma d video. 
Il Teatro di Figura finalmente sdoganato dal preconcetto che lo vedeva relegato al ruolo di “teatro per ragazzi” se, da un lato, mantiene intatte le tradizioni tramite le antiche famiglie di pupari e marionettisti, dall’altro si sta evolvendo, rinascendo in nuove forme di manipolazione determinate dall’evoluzione tecnica dei mezzi di comunicazione. 
In realtà ha sempre avuto la capacità di rinascere anche dopo lunghi periodi di oblio manifestando una grossa capacità di rinnovamento e, allo stesso tempo, mantenendo una struttura drammaturgica e linguistica più o meno identica non solo nel tempo ma anche, per così dire, “nello spazio”, ovvero una sintassi grammaticale comune a livello europeo al di là dei periodi e dei luoghi. 
Ma al di là della struttura drammaturgica, è l’aspetto tecnico, nel Teatro di Figura, ad avere un ruolo basilare, determinando sia l’estetica dello spettacolo che la sua drammaturgia che, soprattutto, la costruzione. Possiamo sintetizzare le tecniche in tre principali gruppi determinati dal tipo di manipolazione: manovra da sotto, da sopra e da dietro. 
Della prima tecnica fanno parte i burattini a guanto, i burattini a bastone i burattini a mano vera. Delle manovra da sopra, fanno parte le marionette e i pupi. Nelle manovre da dietro rientrano il bunraku, il teatro sul nero, il teatro delle ombre, il teatro d’oggetti , oltre ai teatrini di carta e ai ventriloqui. Oltre a queste tipologie di manovra diretta, credo sia importante annoverare anche le nuove tecniche di animazione, come l’animatronic e lo stop motion. 
Il corso si prefigge, non solo di realizzare degli elaborati, ma di creare una sorta di corrente tra i pupazzi creati e i loro creatori affinché questi siano in grado di manovrarli con movimenti coordinati e progressivi che diano espressività e trasformino i pupazzi facendoli diventare personaggi. 
Il tipo di “figure” che sarà elaborato per la realizzazione dello spettacolo, è un misto tra la derivazione dei burattini a bastone, rielaborata da Jim Henson a partire dal 1960 e i burattini a mano vera anch’essi inseriti nella grande famiglia dei Muppets di Henson. 
Saranno spiegati i materiali e le tecniche di realizzazione e movimento.

 

E’ possibile scaricare le dispense:

 

ORGANIZZAZIONE DEL CORSO:
Il corso avrà durata semestrale e sarà articolato in lezioni frontali e laboratoriali da svolgersi in aula.

 

MODALITA’ DI ACCERTAMENTO FINALE:
L’esame consiste nella discussione e presentazione del lavoro svolto oltre ad un accertamento delle nozioni teoriche acquisite tramite lezioni. Lo studente dovrà inoltre portare un breve video con l’animazione del proprio burattino o marionetta e una presentazione (stampata o in PP) del percorso di costruzione.

 

BIBLIOGRAFIA PER TEATRO DI FIGURA:

  • ALLEGRI L. e BAMBOZZI M. [a cura di], Il Mondo delle Figure, Roma, Carocci Ed., 2012
  • BAIRD Bil, Le Marionette, storia di uno spettacolo, Milano, Mondadori, 1967
  • CASTELLINO F., FERRARI I., Baracca e Burattini, Torino, SEI, 1936
  • KLEIST H. von, Sul Teatro di Marionette, Milano, Ed. La vita Felice, 6^ ed., 1996
  • LEYDI Roberto, Burattini, Marionette e Pupi, catalogo della mostra di Milano, Milano, Silvana,1980
  • LEYDI R., MEZZANOTTE LEYDI R., Marionette e Burattini, Milano, Collana del Gallo, 1958
  • JURKOWSKI H., Aspect of Puppet Theatre. A Collection of Essay, London, Puppet Centre Trust,1988, p. 41
  • MAROTTI Ferruccio, “Sulla Marionetta”, Paralipomeni in Amleto o dell’Oximoron, Roma, Bulzoni, 2001, pp.327-375
  • OBRAZOV S., Il Mestiere del Burattinaio, Bari, Laterza, 1988

Manuali

  • BELL John (a cura di), Puppets, Mask and Performing Objects, TDR Book, 2001
  • BATEK Oskar, Il Teatro delle Marionette, Milano, Ottaviano Editore, 1981
  • CURRELL David, Making and Manipulating Marionettes, The Crowood Press, UK, 2004
  • CURRELL David, Puppets and Puppets Theatre, The Crowood Press, UK, 1999