Carboni, Massimo

ESTETICA 

Triennio (M-Z)

orario lezioni: I semestre – mercoledì 14.30-17.30 Aula Magna

orario ricevimento I semestre – martedì 9.00-12.00; mercoledì 9.00-14.00 Aula Professori

orario ricevimento II semestre – giovedì 9.00-15.00 Aula Professori

Argomento del corso: 

La filosofia antica, ed in particolare quella ellenistica con i cinici, gli scettici e gli stoici, non era solo un discorso, solo una dottrina scritta, una teoresi, ma una concreta pratica di vita proposta come modello. L’ipotesi di fondo che il corso si propone di mostrare è che il testimone di questa “arte della vita”, di quest’accezione dell’ethos come antropotecnica e lavoro inventivo su di sé non è stato però storicamente raccolto dalla filosofia moderna −tranne alcune rare eccezioni, impersonale, tecnicistica, professionalizzata − ma dall’ètimo stesso delle correnti più significative delle arti moderno-contemporanee, impegnate non a produrre l’oggetto “opera d’arte” nel senso tradizionale del termine, ma, all’interno di una pratica dell’“inoperosità” e di una “estetica dell’esistenza”, a proporre percorsi e modelli di vita creativi.

Bibliografia:

M. Carboni, Il genio è senza opera. Filosofie antiche e arti contemporanee, Jaca Book, 2017.

Il libro è sicuramente disponibile presso la Libreria Feltrinelli in Galleria Sordi. Si precisa che ogni studente deve portare il proprio libro di testo e prendere appunti ad ogni lezione.

Svolgimento dell’esame:

Colloquio orale. Lo studente dovrà portare con sé il proprio libro e gli appunti presi durante le lezioni.

 

ESTETICA 

Biennio (M-Z)

orario lezioni: I semestre – martedì 12.00-15.00 Aula 308

orario ricevimento I semestre – martedì 9.00-12.00; mercoledì 9.00-14.00 Aula Professori

orario ricevimento II semestre – giovedì 9.00-15.00 Aula Professori

Argomento del corso:

La visione e il linguaggio, la figura e il discorso, la percezione e la descrizione. E su tutti un altro binomio di opposti complementari: la parola e l’immagine. E’ su questo tavolo −anche se mostrano molto poco di avvedersene− che la critica e la storia dell’arte giocano la loro posta più alta: la riformulazione verbale dell’immediatezza visiva dell’opera. Sul tragitto che va dall’occhio alla pagina, si fanno avanti Roberto Longhi e Jacques Derrida, Michel Foucault e Aby Warburg, Erwin Panofsky e Cesare Brandi, Leonardo e Marcel Proust. Ma l’arte può interpretare se stessa? Può fare a meno della critica e del suo linguaggio fatalmente infedele? Ecco allora i passaggi moderno-contemporanei dell’arte concettuale e del citazionismo. Anche l’attività di restauro, l’esperienza del “critofilm”, la prassi espositiva sono modalità dell’intervento critico, che però fanno a meno dello strumento linguistico. Sono anch’esse interpretazioni a pieno titolo dell’opera d’arte? Si disegna così un ampio orizzonte di temi e motivi che possono riassumersi in un’unica, paradossale domanda: se parlare e vedere non sono la stessa cosa, se ciò che si vede non sta mai in ciò che si dice, se la descrizione mai ci restituirà tutto ciò che la percezione ci fornisce, la critica d’arte è davvero possibile? O forse non sa quello che dice e dice quello che non sa?

Bibliografia:

M. Carboni, L’occhio e la pagina. Tra immagine e parola, Jaca Book, 2018.

Il libro è sicuramente disponibile presso la Libreria Feltrinelli in Galleria Sordi. Si precisa che ogni studente deve portare il proprio libro di testo e prendere appunti ad ogni lezione.

Svolgimento dell’esame:

Colloquio orale. Lo studente dovrà portare con sé il proprio libro e gli appunti presi durante le lezioni.

 

STORIA DEL CINEMA E DEL VIDEO

Triennio

orario lezioni: II semestre – giovedì 15.30-18.30 Aula Magna

orario ricevimento I semestre – martedì 9.00-12.00; mercoledì 9.00-14.00 Aula Professori

orario ricevimento II semestre – giovedì 9.00-15.00 Aula Professori

Argomento del corso: 

In un giorno imprecisato tra la primavera e l’autunno del 1927, una mosca vola sul set di uno dei capolavori della storia del cinema, La passione di Giovanna d’Arco di Carl Theodor Dreyer, e si posa sul volto estatico della protagonista, l’attrice Renée Falconetti. Il regista non ferma le macchine e non taglia in montaggio l’inquadratura: accetta che il caso, il puro accadere lascino per sempre una traccia nella sua opera. Da questa inquadratura, da questa immagine anomala, apparentemente “sbagliata” e un po’ folle, ha inizio un percorso che cerca di rispondere alle sfide lanciate dall’arte cinematografica alla riflessione estetica e filosofica. Cinema dunque come linguaggio in perpetuo equilibrio tra documento e finzione, nel continuo corpo a corpo con l’evento aleatorio e contingente, con ciò che “non può non esserci”. Per accogliere il caso, occorre la tecnica. Ma la tecnica più efficace è paradossalmente quella che sa andare oltre se stessa per aprirsi all’occasione che ci viene misteriosamente donata: alla grazia.

Bibliografia:

M. Carboni, La mosca di Dreyer. L’opera della contingenza nelle arti, Jaca Book, 2018.

Il libro è sicuramente disponibile presso la Libreria Feltrinelli in Galleria Sordi. Si precisa che ogni studente deve portare il proprio libro di testo e prendere appunti ad ogni lezione.

Inoltre lo studente deve preparare per l’esame un libro a scelta tra i seguenti:

P. Bertetto, Metodologie di analisi del film, ed. Laterza.

M. Pezzella, Estetica del cinema, ed. il Mulino

M. Ambrosini, L. Cardone, L. Cuccu, Introduzione al linguaggio del film, ed. Carocci.

Filmografia:

Tutte le Vedute Lumière 

C.T.Dreyer, La passione di Giovanna D’Arco

C.T.Dreyer, Ordet

S.M.Ejzenštein, Ivan il Terribile 

R.Rossellini, Roma città aperta

V.De Sica, Ladri di Biciclette

R.Bresson, Il processo di Giovanna d’Arco

J.-L.Godard, Fino all’ultimo respiro

J.-L.Godard, Questa è la mia vita

S.Leone, C’era una volta il Wes

F.Truffaut, Effetto notte

F.F.Coppola, Apocalypse Now

W.Wenders, Lo stato delle cose

Alcuni di questi film, insieme ad altri contributi documentari, verranno proiettati durante le lezioni, di alcuni altri sarà cura dello studente prenderne attenta visione.

Svolgimento dell’esame:

Colloquio orale. Lo studente dovrà portare con sé il proprio libro e gli appunti presi durante le lezioni.

 

ESTETICA

(Biennio Fashion Design)

orario lezioni: II semestre – lunedì 9.00-12.00 Aula Magna

orario ricevimento I semestre – martedì 9.00-12.00; mercoledì 9.00-14.00 Aula Professori

orario ricevimento II semestre – giovedì 9.00-15.00 Aula Professori

Argomento del corso: 

Della moda hanno scritto, soprattutto nella modernità, poeti e narratori, saggisti e filosofi. Da Balzac a Leopardi, da Mallarmé a Musil, da Benjamin a Simmel, da Budelaire a Loos. E sono soltanto alcuni esempi. A dispetto della sua apparente futilità, essa è sempre stata oggetto di riflessioni di tipo sociologico, filosofico, psicologico, estetico, come se l’insignificanza del quotidiano venisse in qualche modo riscattata dalla luce della teoria. Si pensi solo alla figura del dandy, al centro di una serie di riflessioni filosofiche di altissimo profilo; oppure si pensi al tema del confronto tra arte e moda, in cui cominciano a perdere senso − attraverso sconfinamenti tra gli statuti storicamente separati delle diverse attività, essi stessi a loro volta sottoponibili a parziale critica − le tradizionali opposizioni tra alto e basso, aristocratico e popolare, materiale e spirituale; oppure al motivo intrinsecamente etico-filosofico della caducità, della mutevolezza, della transitorietà, così intrinseco al fenomeno della moda.

Bibliografia:

C. Baudelaire, Il pittore della vita moderna

G. Leopardi, Operette morali

W. Benjamin, Parigi capitale del XIX secolo

A. Camus, L’uomo in rivolta

P. D’Angelo, Estetismo

M. Carboni, Introduzione a Tra memoria e oblio. Percorsi nella conservazione dell’arte contemporanea.

Da ognuno di questi testi verranno estratti dei brani e distribuiti in forma digitale come dispense agli studenti. Si precisa che ogni studente deve portare tali dispense e prendere appunti ad ogni lezione.

Svolgimento dell’esame:

Colloquio orale. Lo studente dovrà portare con sé le proprie dispense e gli appunti presi durante le lezioni.

 

 

CURRICULUM VITAE

Massimo Carboni (Livorno 1954) è docente di Estetica presso l’Accademia di Belle Arti di Roma. Ha tenuto corsi e seminari presso la Facoltà di Architettura del Politecnico di Bari, la Facoltà di Beni Culturali dell’Università La Tuscia di Viterbo e la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università La Sapienza di Roma. Negli anni Ottanta e Novanta è stato a lungo attivo come critico d’arte curando numerose mostre personali e collettive presso gallerie private e spazi pubblici. Ha collaborato come curatore e come autore di saggi in catalogo alle edizioni del 1993, del 1997 e del 2011della Biennale di Venezia. E’ stato collaboratore dei quotidiani “Il Tirreno”, “Paese Sera”, “Reporter”, “la Repubblica”, “il manifesto”.

Si occupa principalmente dei rapporti tra filosofia e arti moderno-contemporanee. Su questo tema ha scritto vari contributi per la rivista di filosofia “aut-aut” ed è stato più volte invitato a tenere una lectio magistralis al Festival di Filosofia di Modena.

Ha pubblicato L’Impossibile Critico. Paradosso della critica d’arte, Kappa, 1985; Cesare Brandi. Teoria e esperienza dell’arte, Editori Riuniti, 1992, nuova ed. Jaca Book, 2004; Il Sublime è Ora. Saggio sulle estetiche contemporanee, Castelvecchi, 1993, quarta ed. 2003; Non vedi niente lì? Sentieri tra arti e filosofie del Novecento, Castelvecchi, 1999, nuova ed. ampliata 2005; L’ornamentale. Tra arte e decorazione, Jaca Book, 2000; L’occhio e la pagina. Tra immagine e parola, Jaca Book, 2002; Lo stato dell’arte. L’esperienza estetica nell’era della tecnica, Laterza, 2005; La mosca di Dreyer. L’opera della contingenza nelle arti, Jaca Book, 2007; Di più di tutto. Figure dell’eccesso, Castelvecchi, 2009; Analfabeatles. Filosofia di una passione elementare, Castelvecchi, 2012; Il genio è senza opera. Filosofie antiche e arti contemporanee, Jaca Book, 2017. Da tempo collabora alla redazione dell’Enciclopedia Treccani: nel volume dal titolo XXI secolo. Gli spazi e le arti contiene il suo saggio Le arti e la tecnica: gli scenari futuri; nel volume di prossima pubblicazione dal titolo Enciclopedia dell’arte contemporanea conterrà cinque voce da lui redatte. Tra i suoi saggi si ricordano: L’angelo del fare. Fausto Melotti e la ceramica (Skira, 2003) e Il colore nell’arte (Jaca Book, 2006).

Ha curato la nuova edizione di alcune tra le opere di Gillo Dorfles, Cesare Brandi, Gilles Deleuze-Félix Guattari, Theodor Adorno. Tra le recensioni dei suoi libri si segnalano: Giacomo Marramao, Gianni Vattimo (“L’Espresso”), Gillo Dorfles (“Il Corriere della Sera”), Victor Stoichita (“il manifesto”). Al Festival delle Letterature di Mantova hanno presentato i suoi libri Carlo Sini (2005) e Georges Didi-Huberman (2007). Scrive sulle riviste in rete “Nòema” e “Images Re-vues” e sulla “Rivista di Estetica”.

Indirizzo mail: massimo.carboni1@libero.it